Logo Blogo
consumo-caffe-prevenzione-malattie-incidentilongevita

Chi beve caffè vive più a lungo

Il caffè riduce il rischio di malattie e mortalità del 10% negli…

posizioni-sonno-significato

Dimmi come dormi…

Personalità dormienti... scopri qualcosa in più sul tuo carattere dalla posizione preferita…

dieta-tisanoreica-un-metodo-efficace-per-perdere-peso-velocemente-e-senza-fatica

Dieta…

Dieta tisanoreica: cos'è, quanto costa e quanti chili fa perdere.

Vedi tutti i post in in evidenza

Chi beve caffè vive più a lungo

Pubblicato da Paola

caff�¨

Chi beve caffè vive più a lungo. O almeno così suggerisce l’ennesimo studio sul legame tra caffeina e salute, pubblicato di recente sul The New England Journal of Medicine. I ricercatori dei National Institutes of Health hanno analizzato i dati sul consumo di caffè di 400 mila uomini e donne di età compresa tra i 50 ed i 71 anni.

Difficile determinare se il caffè fa bene o fa male per due buone ragioni: la prima è che chi beve molto caffè spesso è anche un fumatore e dunque non è facile capire a cosa sono imputabili eventuali malattie; la seconda è che il caffè alza la pressione sanguigna per effetto della caffeina, ma nello stesso tempo grazie agli antiossidanti possiede numerosi benefici anche per la salute cardiovascolare.

Del campione di anziani analizzato, seguito dai ricercatori per diversi anni, 52 mila persone sono morte entro il 2008. Molti consumatori di caffè consumavano anche carne rossa, fumavamo e conducevano una vita sedentaria.

Continua a leggere: Chi beve caffè vive più a lungo

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti venerdì 18 maggio 2012

Il ciuffo "emo" rende l'occhio pigro

Pubblicato da Silvia S.

il ciuffo "emo" può causare l'occhio pigro

Dietro il ciuffo degli “emo” non si nasconde solo metà viso, ma anche seri rischi per la salute dell’occhio. A condannare la pettinatura (non certo per questione di gusti) è Andrew Hogan, membro dell’Associazione degli Optometristi australiana, secondo cui oscurare con i capelli la vista di un solo occhio può portare ad ambliopia.

E’ questo, in effetti, il termine più corretto per indicare quello che molti conoscono come “occhio pigro”, un problema della vista in cui il cervello non tiene conto delle informazioni che provengono da uno dei due occhi perché non riesce a combinarle con quelle che arrivano dall’altro. Un esempio concreto? Lo strabismo.

Secondo Hogan l’età alla quale l’occhio è più suscettibile a questo disturbo è compresa tra la nascita e i 7 anni, ma è stato dimostrato che può colpire anche più in là nella vita. Come ha spiegato lo stesso Hogan

se un giovane emo ha una frangia che copre un occhio per tutto il tempo, quest’occhio non vedrà molti dettagli. E se tutto ciò succede a partire dalla giovane età, quest’occhio può diventare ambliopico.

Inoltre coprire l’occhio con la frangia limita il passaggio della luce e questa situazione è associata a problemi di miopia.

Ma non è tutto qui: qualcuno ha sollevato il dubbio che la famosa frangia laterale possa causare anche problemi di tipo posturale. Si tratta di Roseanne Anderson, esperta parrucchiera che ha espresso le sue perplessità al Daily Telegraph:

mi chiedo come possa non venirgli un torcicollo. Ho visto un sacco di mode arrivare e venire, ma quando ci penso, questa è probabilmente l’unica pettinatura nei miei 40 anni da parrucchiera che potrebbe essere un pericolo per la salute.

Via | Daily Telegraph
Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti venerdì 18 maggio 2012

Troppo fruttosio rallenta il cervello, nuova accusa per bibite gassate

Pubblicato da Silvia S.

fruttosio in bibite gassate rallenta il cervello

Troppi zuccheri rallentano il cervello. A finire sotto accusa sono nuovamente le bibite gassate e zuccherate: a compromettere memoria e apprendimento è, infatti, il fruttosio che viene aggiunto a diversi prodotti alimentari, soft drink inclusi. A dare l’ennesimo buon motivo per non consumare queste bevande è uno studio pubblicato sul Journal of Physiology in cui Fernando Gomez-Pinilla e Rahul Agrawal, ricercatori dell’Università della California di Los Angeles, hanno dimostrato che troppo fruttosio può letteralmente rendere stupidi.

Gli esperimenti che hanno permesso di giungere a questa conclusione hanno previsto di insegnare a due gruppi di ratti come percorrere un labirinto. Dopo avere alimento per 6 settimane gli animali con una dieta ricca di zucchero o con un’alimentazione salutare, i ricercatori hanno verificato la capacità dei ratti di ricordare la via verso l’uscita. Gli animali cui erano stati dati molti zuccheri si sono dimostrati più lenti. Alla base di questo fenomeno c’è una minore sensibilità delle cellule del cervello all’azione dell’insulina. Gli autori ipotizzano che una quantità eccessiva di glucosio possa bloccare la capacità di questo ormone di regolare l’uso e l’immagazzinamento degli zuccheri necessario per processare i pensieri e le emozioni.

Gomez-Pinilla ha spiegato che

a lungo termine una dieta ad alti livelli di fruttosio altera le capacità del cervello di imparare e ricordare le informazioni.

L’esperto ha anche sottolineato la differenza tra il fruttosio contenuto naturalmente nella frutta e quello che viene aggiunto alle preparazioni alimentari:

siamo preoccupati per lo sciroppo di mais ricco di fruttosio che viene aggiunto ai prodotti alimentari confezionati come dolcificante e come conservante.

Meglio, quindi, preferire uno yogurt alla frutta ai dolci confezionati o proteggere il cervello dall’azione dannosa dello zucchero introducendo nella propria alimentazione cibi ricchi di omega 3, come il salmone e le noci. Lo stesso studio ha, infatti, dimostrato che questi nutrienti possono aiutare a limitare i danni del fruttosio.

Via | DailyMail
Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti giovedì 17 maggio 2012

Sugo e olio d'oliva, così il ragù napoletano combatte il cancro

Pubblicato da Silvia S.

con sugo e olio d'oliva ragù napoletano è anticancro

Nel menu della dieta anticancro è incluso anche il ragù napoletano. Il suo metodo di preparazione, che prevede una lunga cottura del sugo, esalta le proprietà dell’olio d’oliva, rendendolo uno strumento efficace nella prevenzione di questa malattia. Se ne parlerà al convegno “Advances in Nutrition and Cancer 3”, previsto proprio nel capoluogo partenopeo dal 21 al 25 maggio prossimi.

Durante il convegno si parlerà anche degli altri piatti che proteggono dal cancro. Il 30% dei tumori è, infatti, associato direttamente o indirettamente all’alimentazione. Una dieta corretta è, quindi, fondamentale per prevenirne l’insorgenza. Le regole principali? Cercare di mantenere la linea durante tutta la vita, limitare il consumo di bevande zuccherate e di cibi altamente calorici, preferire verdure, cerali e gli altri alimenti di origine vegetale, non esagerare con le carni rosse, evitare gli alcolici e ridurre il sale aggiunto. Accanto a questi consigli di alimentazione esistono altri accorgimenti per ridurre i rischio di cancro: praticare attività fisica tutti i giorni, non fumare e, per le donne, allattare, se possibile, i propri figli.

Via | The Medical Informer
Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti giovedì 17 maggio 2012

Fragole, more, lamponi e mirtilli: un concentrato di salute e prevenzione

Pubblicato da Paola

fragole lamponi mirtilli more

Ancora sui benefici di fragole, more, lamponi e mirtilli. Ad illustrarne le proprietà, utili a mantenersi in forma, è sul quotidiano Trentino Corriere Alpi Fulvio Mattivi, a capo del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione della Fondazione Mach.

Il centro di ricerca ha interessanti novità sui benefici di questi frutti. Sta infatti approfondendo il ruolo degli ellagitanini, una classe di polifenoli presente in alte concentrazioni nei frutti rossi e blu. Insieme agli antociani, proteggono la mucosa gastrica e dunque allontanano il rischio di insorgenza dell’ulcera. Tra gli ellagitanini spicca l’agrimoniin, contenuto in misura maggiore nelle fragole.

Per quanto riguarda il ruolo, già ampiamente noto, degli antociani, pigmenti che colorano di rosso o blu questi frutti, si confermano le loro proprietà vasoprotettrici. Il consumo di fragole, more, mirtilli e lamponi può infatti proteggerci dai fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, big killers oggi nel mondo, da alcuni tumori e dalle malattie neurodegenerative collegate al declino cognitivo come la demenza senile.

Via | Trentino Corriere Alpi
Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti giovedì 17 maggio 2012

Perché gli uomini amano la carne e snobbano la soia?

Pubblicato da Paola

carne uomo

Gli uomini consumano meno prodotti vegetariani e più carne rispetto alle donne. Lo rivela un recente studio in via di pubblicazione sul Journal of Consumer Research, prima firma Paul Rozin della University of Pennsylvania. La carne, in particolare la bistecca, viene associata nella cultura occidentale alla mascolinità. Questo spiega perché gli uomini tendono a consumare quantità maggiori di carni rosse.

I ricercatori hanno chiesto ad un campione di persone di associare alcuni cibi, tra cui latte, carne, verdure, a concetti come la virilità, la debolezza e la forza fisica. Ebbene, la carne è stata additata come metafora di mascolinità e chi la consumava veniva considerato più virile di chi mangiava verdure.

Non a caso in molte lingue il termine carne è maschile. Negli Stati Uniti, il consumo di carne rossa è elevato. Secondo gli autori la riluttanza a diminuirne il consumo deriva in parte proprio da questa associazione tra carne e macho. La soia, invece, decisamente più sana e leggera, viene vista come un alimento da deboli.

Non è certo per pura curiosità che i ricercatori si sono interessati all’accezione metaforica del cibo. Spiega Paul Rozin che le campagne comunicative su una sana alimentazione dovrebbero concentrarsi sulla creazione di nuove associazioni tra cibi sani come i prodotti vegetariani e la prestanza fisica, per rompere stereotipi radicati ed insalutari che aumentano vertiginosamente il consumo di carne rossa, nociva per la salute in quantità eccessive. Un primo passo, spiegano gli autori, è creare bistecche di soia simili nella forma e nell’aspetto a quelle tradizionali. Gli hamburger di soia, ad ogni modo, ci sono già.

Via | University of Chicago Press Journal
Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti giovedì 17 maggio 2012

Dieta iperproteica, Pierre Dukan radiato dall'ordine dei medici

Pubblicato da Silvia S.

dukan radiato dall'ordine dei medici

Il medico francese Pierre Dukan, padre dell’omonima dieta, si è auto-radiato dall’Ordine dei Medici. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, la decisione risale allo scorso mese di aprile, ma la notizia è arrivata solo nella giornata di ieri.

La decisione di Dukan potrebbe essere un tentativo di salvare in extremis la sua immagine, macchiata da ben due procedimenti avviati dallo stesso ordine nei suoi confronti. Il primo perché non avrebbe rispettato l’articolo 13 del codice deontologico, secondo cui ogni medico dovrebbe dare prova di un atteggiamento prudente nelle occasioni pubbliche. Dukan, infatti, aveva proposto di dare dei punti in più all’esame di maturità agli studenti in grado di dimostrare di non essere ingrassati durante gli ultimi due anni di liceo. Il secondo procedimento è stato iniziato perché il medico avrebbe violato l’articolo 19 dello stesso codice, esercitando la professione medica come un commercio.

Tuttavia, quello che, probabilmente, interessa di più a chi vuole decidere se seguire il metodo Dukan è se si tratta di un regime dietetico non solo efficace, ma anche sicuro per la salute. Abbiamo già avuto modo di parlare poco tempo fa: secondo l’EFSA la quantità di proteine ingerite seguendo queste diete è eccessivo e mette a rischio, ad esempio, la salute dei reni.

L’Ordine dei Medici francese porterà, comunque, avanti le procedure messe in atto, ma indipendentemente dall’appartenenza o meno di Dukan all’ordine, i suoi prodotti sono ancora distribuiti nelle farmacie e nei supermercati, Non solo: nelle occasioni pubbliche Dukan potrà ancora fregiarsi del titolo di medico, perché si tratta di un titolo di studio che viene conservato vita natural durante.

Via | Le Monde
Foto | Pierre Dukan su FB

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 1 commento giovedì 17 maggio 2012

Contro la degenerazione maculare senile un occhio bionico alimentato dalla luce solare

Pubblicato da Paola

luce solare occhio

Parlavamo qualche mese fa della possibilità di restituire la vista ai non vedenti attraverso la sostituzione sensoriale, ovvero l’attivazione, tramite i suoni, delle aree del cervello che registrano i dati visivi. Torniamo a parlare di recupero della vista per presentarvi un innovativo occhio bionico, alimentato dalla luce solare.

A sviluppare il nuovo dispositivo, descritto sulla rivista Nature Photonics, un’équipe di scienziati della Stanford University, in California. A differenza degli impianti attualmente utilizzati, questo occhio bionico non ha bisogno di una batteria per essere alimentato. Uno speciale paio di occhiali convoglia la luce infrarossa, permettendo di trasmettere al cervello le informazioni che ci consentono di vedere.

L’occhio bionico potrebbe rivelarsi utile per i pazienti affetti da degenerazione maculare senile e retinite pigmentosa, due malattie che portano alla morte progressiva delle cellule responsabili di convogliare la luce nell’occhio. Il decorso di queste patologie conduce inesorabilmente alla cecità.

Continua a leggere: Contro la degenerazione maculare senile un occhio bionico alimentato dalla luce solare

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti mercoledì 16 maggio 2012

Cuore, nessun rischio per chi fa sesso dopo un infarto

Pubblicato da Silvia S.

sesso non �¨ sconsigliato dopo l'infarto

Mantenersi sessualmente attivi non comporta nessun rischio per chi è reduce da un infarto. Eppure, è credenza diffusa che il sesso possa essere pericoloso per chi ha un cuore debole. A dare il polso della situazione basterebbero i vari film che giocano sull’argomento (ricordate “Scappatella con il morto” con Kirstie Alley?). Tuttavia, secondo gli esperti si tratta solo di uno stereotipo dovuto al fatto che molti pazienti sopravvissuti a un attacco di cuore non affrontano nemmeno l’argomento con il proprio medico. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology ha, infatti, rivelato che il tasso di mortalità dopo una crisi cardiaca è simile in chi riprende l’attività sessuale e chi, invece, decide di darsi alla castità.

La ricerca, condotta in collaborazione dalle Università di Chicago, del Missouri e di Yale, ha coinvolto 1.274 uomini e 605 donne di età media, rispettivamente, pari a 58,6 e 61,1 anni. I dati raccolti hanno rivelato che, in generale, 1 paziente su 10, pur essendo sessualmente attivo prima dell’infarto, smetteva di esserlo dopo la crisi cardiaca. In particolare, il 44% delle donne e il 74% degli uomini facevano regolarmente sesso nell’anno precedente all’infarto, ma queste percentuali si riducevano al 40 e al 68% dopo l’evento e la frequenza dei rapporti di chi si era mantenuto attivo era diminuita, rispettivamente, nel 59 e nel 48% dei casi.

Nella maggior parte dei casi chi ha dichiarato di non avere rapporti sessuali non aveva ricevuto consigli sulla ripresa dell’attività sessuale al momento della dimissione dall’ospedale. In effetti solo il 33% delle donne e il 47% degli uomini aveva parlato con un medico delle conseguenze del sesso sul cuore infartuato. Ma, alla luce di questo studio, sembra proprio che non esistano controindicazioni. Unica precauzione: aspettare circa 4 settimane dopo la crisi per tornare ad essere sessualmente attivi.

Via | santélog
Foto | Flickr

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti mercoledì 16 maggio 2012

Contro lo stress dai cibo alla tua mente

Pubblicato da Paola

noci

Lo stress si combatte a tavola, vivendo colazione, pranzo, spuntini e cena come un’occasione per prendersi una pausa, riassaporare il piacere del cibo lentamente, staccare la spina ricaricandosi di energia. Facile a dirsi, ma andiamo spesso di fretta ed il pasto a volte si trasforma nell’ennesimo fattore di stress.

Con gli alimenti giusti e rallentando possiamo ricavarci un ottimo antidoto contro lo stress. Slow life e slow food è un binomio vincente per la mente. Tra i cibi antistress più indicati figurano ceci, noci e cioccolato, ideali nei periodi in cui ci sentiamo particolarmente a terra.

Un detto della Scuola medica Salernitana risalente al 1.100 d.C. recita:

Se ti mancano i medici, ti giovino queste tre medicine: mente lieta, quiete e dieta giusta.

Continua a leggere: Contro lo stress dai cibo alla tua mente

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 0 commenti mercoledì 16 maggio 2012