
Il Mediterraneo Club Benessere è un elegante Resort a 3 Stelle Superior con SPA a Bellaria Igea Marina, Emilia-Romagna, che offre servizi per un’indimenticabile vacanza sulla costa adriatica. Per il vostro relax potrete accomodarvi nella piscina riscaldata con idromassaggio oppure scegliere di lasciarvi stuzzicare dagli acqua gyser. Per le vostre gambe troverete il percoso Kneipp caldo-freddo e per coccolare schiena e collo niente di meglio che la cascata idro col suo delicato tocco ad effetto energizzante; inoltre, adiacente alla piscina, potrete trovare una palestra con tanti attrezzi per il fitness disponibile a qualsiasi ora.
Ma il fiore all’occhiello dell’Hotel Mediterraneo è il centro benessere “Divina”, raffinato ed elegante, dove colori, aromi e una vasta scelta di trattamenti, vi coccoleranno durante la l’intera vacanza.
“Divina” offre una rilassante piscina con 10 tipi di idromassaggi avvolta da musiche e colori; Termarium con bagno turco aromatizzato a stelle cadenti e sauna con cromoterapia; relax freddo con cascata rigenerante, nebbia fredda e fontana di ghiaccio a scaglie..piacevolissimo dopo la sauna o il bagno turco. Nell’area esterna, un’autentica oasi di benessere, percorso Kneipp, cascata energizzante e piscina riscaldata. Il percorso si completa con l’idromassaggio extrem con microclima tropico. Relax e piacere con tanti tipi diversi di trattamenti e massaggi per lasciarsi andare e liberare la mente.
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L’Erica (Calluna vulgaris) era nota nell’antichità per l’utilizzo del legno adatto a confezionare scope e a ricoprire i tetti delle capanne. Nel medioevo si apprezzavano le proprietà della pianta di “rompere i sassi della vescica”.
L’erica ha proprietà diuretiche, riconosciute sin dai tempi antichi, antisettiche ed antinfiammatorie, in particolare delle vie urinarie.
Tradizionalmente veniva impiegata come antisettico nelle affezioni e disturbi dei reni, delle vie urinarie escretrici e nella prevenzione della litiasi. Per le sue proprietà sedative e diuretiche trova anche impiego nelle uricemia, gotta e disturbi reumatici.
Avete mai considerato seriamente il cetriolo? La domanda suona buffa o addirittura equivoca, ma stiamo parlando di alimentazione, specialmente di quella ipocalorica di chi cerca di dimagrire ed è a caccia di alimenti che uniscano qualità nutrizionali, capacità sazianti e gusto. Il cetriolo soddisfa tutti i requisiti.
Il suo apporto calorico è davvero ridotto a fronte del suo volume: contenendo molta acqua, possiamo mangiarne buone quantità senza sbilanciare la nostra quota calorica giornaliera. In più contiene potassio, caroteni, vitamina A, acido folico e magnesio. Tutto in un solo prodotto, per di più assolutamente naturale? Proprio così.
E versatile, aggiungiamo, perché il cetriolo si presta ad una moltitudine di preparazioni, anche se bisogna ammettere che il suo gusto deciso e particolare può non risultare gradevole a tutti i palati. Se vi piace e superate agevolmente questo problema, allora cosa aspettate ad aggiungerlo al solito panino che vi portate al lavoro o all’insalata di contorno del secondo?
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La dieta di 6 italiani su 10 è rischiosa per il tumore allo stomaco. A sostenerlo, è una ricerca dell’Aiom - l’Associazione italiana di oncologia medica - condotta su un campione di 600 cittadini da cui emerge, tra le altre cose, che gli italiani mangiano troppi insaccati e carne rossa alla brace: il 9% tutti i giorni; il 56% tre o quattro volte alla settimana. Solo il 10%, invece, mangia frutta e verdura correttamente.
Ma, nonostante queste cattive abitudini, il 70% non si considera a rischio. Non solo: il 7% degli italiani non ha mai sentito parlare di tumore allo stomaco e per il 79% si tratta di una malattia inguaribile. Invece, il tumore allo stomaco è la seconda causa di morte associata al cancro nel mondo; ogni anno uccide circa 800mila persone, pur essendo solo il quarto tumore diagnosticato con maggior frequenza.
In Italia è il quarto “big killer”. Sono più esposti i Paesi Orientali rispetto a quelli Occidentali, ma in Italia c’è un “triangolo” Arezzo-Forlì-Città di Castello dove l’incidenza raggiunge i livelli del Giappone. Tra i fattori che aumentano il rischio ci sono: il fumo, l’obesità, l’elevato consumo di cibi salati e di carne conservata. Inoltre gli uomini tendono ad ammalarsi di più delle donne e l’incidenza aumenta con l’età.
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Se il Fucus è l’alga compagna di chi è a dieta, la Pilosella è il rimedio naturale più indicato per chi segue una dieta senza sale perché favorisce le funzioni di eliminazione dell’organismo.
La Pilosella ha effetto diuretico, in quanto favorisce l’eliminazione renale dell’acqua e riduce il gonfiore causato dalla ritenzione idrica: per questo tisane ed infusi a base di Pilosella sono anche un ottimo rimedio contro la cellulite. Favorendo l’eliminazione di acqua e sali minerali contenuti nei tessuti, la Pilosella elimina il sale, e quindi è il complemento naturale più indicato per chi segue una dieta senza sale, per chi cerca uno scudo contro l’ipertensione. La Pilosella, ricca di flavonoidi, è utile anche per stimolare l’attività del fegato.
Della Pilosella si utilizza tutta la pianta e la si consuma bevendola in infuso o tisana: attenzione però, l’uso delle foglie può provocare reazioni allergiche da non sottovalutare.
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Proprio qui su BenessereBlog avevamo parlato dell’allarme Salute lanciato del Codacons e della richiesta di ulteriori indagini sugli occhiali 3D usati nei cinema per la visione di nuove pellicole 3D come Avatar e Alice in the Wonderland. Il Consiglio Superiore di Sanità ha accolto le richieste dell’Associazione dei Consumatori e ha emanato le linee guida.
Il CSS ha chiesto il divieto per gli occhiali 3D che non siano monouso, un intervallo più lungo del normale tra la visione del primo e del secondo tempo, per permettere agli occhi di riposarsi.
In più, il CSS ha indicato come dannosa la visione di film e cartoni animati in 3D per i bambini al di sotto dei 6 anni, il che comporterà gravi ripercussioni sul mercato dei film d’animazione proprio perché i cartoni vengono realizzati soprattutto per i bambini. Questa la risposta di Carlo Rienzi, presidente del Codacons, dopo le decisioni del CSS:
“Pur avendo il Consiglio Superiore di Sanità accolto parte delle nostre richieste, non possiamo dirci soddisfatti. Infatti, a differenza di quanto sostiene il Consiglio devono considerarsi a tutti gli effetti occhiali, e come tali essere muniti di marchio CE come prevede la legge. A tal fine incaricheremo le Procure della Repubblica di tutta Italia di intervenire a tutela della salute degli spettatori“.
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La yuca è originaria delle Americhe e non troppo nota in Europa sebbene si stia diffondendo sempre di più per le sue notevoli proprietà benefiche, soprattutto durante la crescita. Molte delle sue varietà non sono commestibili, tra cui il ben noto (ma solo ornamentale) “tronchetto della felicità”, mentre le varietà che si possono consumare a tavola sono praticamente sconosciute in Italia.
Si consuma la radice della pianta che è ricca di proteine e carboidrati e ha ottime capacità digestive. Contiene anche notevoli quantità di vitamina C e di fibre e questo apporto nutrizionale particolarmente ricco rende questa radice adatta alla fase della crescita, appunto, ma anche agli sportivi.
La preparazione richiede del tempo ma è semplicissima. Va pulita dalla terra e privata delle due estremità, dunque bollita in abbondante acqua. Per velocizzare i tempi si può usare la pentola a pressione per circa 15-20 minuti.
Una volta cotta va tagliata a metà nel senso della lunghezza per togliere un filamento fibroso centrale. Si può consumare così, come una patata bollita, oppure friggerla per ottenere un contorno croccante o miscelarla dopo averla ridotta a purea alla preparazione di dolci.
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Fa bene, ed è un fatto. Ma qual è il momento migliore della giornata per mangiare la frutta ottimizzandone le proprietà? Qualcuno dice che mangiarla a fine pasto non è una buona scelta mentre altri riservano alla frutta lo spuntino di metà mattina o la merenda. Chi avrà ragione? Le preferenze personali, indubbiamente, restano intoccabili, ma vediamo di capire quando sarebbe meglio consumare la frutta e perché.
La fine del pasto è il momento peggiore che possiamo scegliere per mangiare un frutto perché la digestione lunga tipica di un pasto principale viene ulteriormente allungata dalla fermentazione che avviene nello stomaco. Sarebbe meglio per questa ragione mangiare la frutta da sola, a stomaco vuoto tra un pasto e l’altro, preferibilmente come spuntino spezzafame.
Questa scelta migliora anche l’assorbimento dei principi nutritivi della frutta, tra cui importanti vitamine e minerali. Il contenuto di fruttosio, poi, assicura energia anche senza associare allo spuntino altre fonti energetiche. Ottima la scelta della frutta per lo spuntino pomeridiano perché il metabolismo è già più lento rispetto alla mattina e non avrà difficoltà nell’assimilare un frutto. Ma è bene anche associare un po’ di frutta alla colazione.
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I nostri pensieri lasciano una traccia e c’è chi è riuscito a leggerla interpretando anche i nostri stessi pensieri. La notizia, alquanto inquietante, arriva dallo studio di un’equipe dello University College di Londra pubblicato su “Current Biology”.
Nel loro studio, i ricercatori britannici si sono concentrati sulla cosiddetta memoria episodica, una sorta di “diario” composto da tutti gli eventi della nostra vita. Per rintracciare tracce presenti nella mente hanno fatto osservare tre brevi filmati a 10 volontari, con tre diverse attrici protagoniste intente in azioni di tutti i giorni, come ad esempio gettare un bicchiere in un cestino dopo aver bevuto un caffè. Dopodiché hanno sottoposto i volontari a risonanza magnetica, chiedendo loro di ricordare le scene viste nei filmati.
Grazie ad un particolare algoritmo messo a punto per decodificare l’attività celebrale “fotografata” dalla risonanza magnetica, i ricercatori sono stati in grado di capire la scena che veniva ricordata di volta in volta dai volontari. In particolare, gli studiosi hanno focalizzato l’attenzione sui lobi mediali temporali, scoprendo così che è l’ippocampo la sede del cervello dove ha luogo la registrazione dei ricordi.
Via | Science Now
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Poco giorni fa abbiamo parlato qui su Benessereblog dell’allarme allergia nei bambini, ribadito e sottolineato in occasione della Conferenza su Salute e Ambiente di Parma. A causa dell’inquinamento dell’aria e degli ambienti interni - prima la scuola - i nostri bambini sono sempre più allergici e sempre più esposti a disturbi dell’apparato respiratorio. I problemi, tanto diffusi da essere considerati un’emergenza sociale che coglie impreparate famiglie ed istituzioni, devono essere ora trattati da un punto di vista comune, per la tutela dei bambini.
I bambini che soffrono di allergie, asma e hanno problemi di diversa natura alle vie respiratorie dovrebbero poter accedere a tutte le attività educative e ricreative adatte alle diverse età, sotto il controllo di personale addestrato a far fronte ad un attacco improvviso. Attualmente, se un bambino ha un attacco a scuola, l’unico modo in cui un insegnante può intervenire è chiamando i genitori.
In previsioni di attacchi sempre più frequenti e diffusi tra i bambini, l’Associazione Federasma ha creato un decalogo per assistere i piccoli pazienti ed assieme all’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, ha proposto l’istituzione di presidi sanitari in ogni scuola con personale qualificato, in grado di assistere i piccoli in caso di emergenza. Voi che ne pensate?
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