Carbone vegetale, le controindicazioni e quando usarlo

carbone vegetale

Il carbone vegetale è un composto che, grazie alla presenza di piccoli e fitti pori, ha un forte potere assorbente. Per questo è un rimedio utilizzato per assorbire gas e sostanze solide o liquide.

Il suo impiego non ha particolari controindicazioni. Le uniche accortezze necessarie riguardano evitare di utilizzarlo continuativamente per lunghi periodi e durante la gravidanza. Un altro buon motivo per non esagerare con il suo consumo è che è un composto dalle proprietà lassative, ma, in generale, è un rimedio sicuro ed efficace.

L'uso del carbone vegetale è diffuso sin dall'antichità. Oggi se ne hanno a disposizione polveri, compresse e pastiglie, da assumere entro un'ora e mezza dai pasti principali. Il motivo principale per cui viene utilizzato sono, in effetti, problemi legati alla digestione, come aerofagia e flatulenza o una sindrome dell'intestino irritabile complicata da fermentazioni intestinali e gonfiori addominali. Diversi studi clinici hanno, infatti, dimostrato che il carbone attivo assorbe i gas intestinali e riduce le flatulenze.

Non solo, le proprietà assorbenti di questo composto lo rendono utile nei casi di diarrea causati da microrganismi o tossine, sia nei bambini che negli adulti. L'efficacia rimane valida anche nel caso in cui a scatenare il problema intestinale sia l'uso della pillola anticoncezionale. In questo caso, però, il carbone deve essere assunto 12 ore prima o 3 ore dopo il contraccettivo.

Alcuni studi hanno dimostrato anche che il carbone vegetale favorisce l'espulsione del colesterolo, tanto che assumerne 8 grammi 3 volte al giorno per un mese permette di ridurre del 25% il colesterolo totale e del 40% quello “cattivo”, mentre aumenta dell'8% i livelli di colesterolo “buono”.

Infine, questa sostanza è utilizzata come antidoto contro gli avvelenamenti sia negli adulti, sia nei bambini. Oltre ad assorbire gas e colesterolo, infatti, il carbone attivo può catturare anche sostanze tossiche, dai composti chimici alle tossine batteriche. Per essere efficace come antiveleno dovrebbe essere assunto entro 1-2 ore dall'ingestione della sostanza tossica. Gli unici casi in cui non è utile sono le intossicazioni da acidi e basi forti, acido borico, acidi organici, cianuro, litio, alcol etilico e metilico, integratori a base di ferro e molecole poco ionizzate.

Via | inErboristeria
Foto | Flickr

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