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Ernia iatale: cause, sintomi, cure

Ernia iatale: cause, sintomi, cure

L’ernia iatale è un disturbo piuttosto comune i cui sintomi non sempre sono specifici e la cui cura prevede una determinata alimentazione o il ricorso ad alcuni farmaci prima di prendere in considerazione l’idea di un intervento chirurgico. Se ad alcune persone non genera fastidio, in altre crea dolore e disagio. Cosa mangiare in caso di ernia iatale, quali cibi evitare e quali sono le conseguenze che può portare tale patologia? Andiamo con ordine.

Cos’è l’ernia iatale

Più che una patologia vera e propria, questo tipo di ernia è una caratteristica anatomica che può essere congenita o, più frequentemente, acquisita. Tecnicamente si tratta di una sorta di scivolamento di una piccola porzione di stomaco dalla cavità addominale a quella toracica. Questo avviene perché lo iato esofageo, apertura che congiunge l’esofago allo stomaco e che si trova nel diaframma, si allarga facendo sì che una parte di stomaco si “proietti” verso l’alto, entrando nella cavità toracica. Si distinguono tre tipologie di ernia iatale dello stomaco:

  • Ernia iatale da scivolamento: la più comune, in cui la porzione di stomaco entra ed esce dalla cavità toracica
  • Ernia fissa o paraesofagea: in questo caso, molto meno frequente, una porzione di stomaco rimane intrappolata nella cavità toracica
  • Ernia “mista”: quando si verifica una condizione a metà strada tra le due precedenti
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Fonte: Pexels

Cause dell’ernia iatale

Le cause dell’ernia iatale sono in parte sconosciute. Essendo un disturbo molto diffuso – si stima che addirittura 6 persone su 10 ne soffrano senza saperlo – la sua origine potrebbe essere genetica, oppure facilitata da condizioni quali obesità, gravidanza nelle donne, traumi o allenamenti con i pesi in caso di particolari tipi di esercizio fisico, abiti troppo stretti, tensione durante la defecazione e infine il fumo. E’ molto frequente, tuttavia, che si verifichi in presenza della combinazione dei fattori obesità ed età avanzata. Ciò in quanto ad influire sono anche i naturali processi di invecchiamento che causano perdita di tono ed elasticità ai tessuti.

Ernia iatale: i sintomi

Passiamo ai sintomi di tale patologia. Dove fa male l’ernia iatale? Nella maggior parte dei casi non provoca dolore. In pratica, una parte dello stomaco esce verso l’alto, nella cavità toracica. Se qualcuno neanche se ne accorge, ad altri può creare parecchio fastidio. Diverso è se la situazione è un po’ più grave: il paziente può lamentare dolori al tratto gastro intestinale, che possono essere scambiati per dolori provocati da altre patologie. Si possono anche notare dolori al torace, lievi o forti, che si possono facilmente scambiare con problemi a carico del cuore, dal momento che il dolore viene avvertito nella zona dell’addome, del collo e delle braccia.

Per questo motivo è bene rivolgersi al proprio medico curante, che saprà indirizzarvi verso l’esame diagnostico e lo specialista giusto. Ciò al fine di poter avere una diagnosi corretta ed intervenire prontamente con rimedi e cure adatte per il trattamento dell’ernia iatale, che non deve mai essere sottovalutata. Volendoli sintetizzare, i sintomi, quando ci sono, includono:

  • Bruciore di stomaco
  • Dolore a livello epigastrico che si irradia nella regione retrosternale
  • Rigurgiti di cibo acido (reflusso gastroesofageo)
  • Dispepsia e digestione lenta e laboriosa
  • Stipsi e diarrea

Sintomi gravi di ernia iatale possono comprendere ulcere e sanguinamento, o perfino l’asma.

Complicazioni

Quali conseguenze può portare l’ernia iatale? Tra le complicazioni si possono annoverare anemia con insufficienza di globuli rossi nel sangue. I malati potrebbero soffrire anche di difficoltà nella deglutizione, con la conseguenza che gli alimenti non passano con facilità nello stomaco. Se non curata, l’ernia iatale può causare bruciore di stomaco cronico, tosse cronica, dispnea e polmonite. Per questo è indispensabile curarla con attenzione attraverso l’alimentazione.

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Ernia iatale, cura

Come si cura l’ernia iatale? Per prima cosa bisogna arrivare a una diagnosi attraverso alcuni esami specifici, come una radiografia dell’addome a doppio contrasto o un’endoscopia dell’esofago. Appurato il disturbo, le terapie consistono prevalentemente in un’alimentazione controllata e in alcuni comportamenti prudenti.

Se vi state chiedendo qual è la cura per l’ernia iatale, almeno quella definitiva, essendo una malattia anatomica nei fatti è curabile solo attraverso l’intervento chirurgico. Questo è raccomandato solo nei casi in cui l’ernia sia molto voluminosa o in presenza di gravi complicanze. Per il resto ci si può convivere seguendo un’alimentazione controllata e, nel caso, assumendo determinati farmaci sotto il consiglio del proprio medico.

Ernia iatale, alimentazione

Bene, ma cosa mangiare in caso di ernia iatale? In quanto all’alimentazione, tra i cibi da evitare per non incorrere in bruciore di stomaco e rigurgiti acidi ci sono gli alimenti che stimolano la produzione di succhi gastrici, come quelli piccanti, troppo grassi, i fritti, le bibite gassate e zuccherate e le bevande alcoliche. Preferite un’alimentazione a base di carni bianche e pesce. Evitate anche i formaggi grassi, gli insaccati, limitate le carni rosse e i dolci.

Anche frutta e verdura acide (come agrumi, fragole, pomodori crudi) andrebbero consumate con moderazione, così come caffè, tè, cioccolato, menta e spezie. La dieta per l’ernia iatale è la stessa dieta consigliata a chi soffre di gastrite con tutti gli accorgimenti che comporta.

Tenendo presente che ogni persona reagisce agli alimenti in modo diverso, a seconda delle proprie tolleranze e capacità digestive, ecco un breve compendio di cosa mangiare in caso di ernia iatale:

  • banane
  • mele
  • fagiolini
  • piselli
  • carote
  • broccoli
  • cereali integrali
  • latte parzialmente scremato o scremato
  • yogurt magro
  • pochi formaggi e non grassi, come la ricotta
  • carne magra
  • pesce magro
  • patate

Naturalmente, questi cibi vanno cucinati in modo leggero. Da evitare sono le cotture prolungate e ricche di grassi, le fritture e le salse elaborate. Da preferire sono condimenti a crudo con un filo d’olio ed erbe aromatiche che facilitino il processo digestivo, come il finocchio e il cardamomo. Pizza ed ernia iatale, che dire? Tale pietanza andrebbe limitata.

Buone abitudini

Buona norma consiste nel non sollevare pesi eccessivi ed evitare di indossare cinture o abiti troppo stretti in vita. In caso di obesità è consigliato perdere un po’ di peso, e naturalmente smettere di fumare (ma questa sarebbe una buona norma da seguire comunque, anche per chi non soffre di ernia iatale). Se si soffre di ernia iatale bisogna fare pasti leggeri, più frequenti, distanziando l’ultimo pasto della sera dal sonno notturno di almeno 2 o 3 ore. Ricordatevi di dormire con la testa un po’ rialzata, mettendo dei rialzi sotto il materasso.

Rimedi naturali

Oltre alla dieta, ci sono anche utili rimedi naturali per l’ernia iatale: la menta fresca, l’estratto fluido di papaia, l’arancia amara, l’artemisia, l’achillea e l’artiglio del diavolo. Tra i principali rimedi fitoterapici per ridurre i sintomi ad essa legati ci sono anche malva, camomilla, melissa e passiflora: tutte piante che favoriscono il rilassamento e facilitano la digestione. Infine, non è possibile elencare delle vere e proprie posizioni da evitare in caso di ernia iatale. Tuttavia non bisogna fare gli addominali, chinarsi o in esercitare pressione nella zona addominale in genere.

Farmaci

Non esiste un farmaco specifico per la cura dell’ernia iatale: chi soffre di bruciore di stomaco può assumere dei medicinali appositi per placare un po’ i sintomi. I disturbi più comuni sono quelli legati alla malattia da reflusso gastro-esofageo o (MRGE), ed una terapia farmacologica mirata potrebbe ridurre bruciore di stomaco e altri fastidi. Anche un cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari può aiutare il paziente a trovare sollievo.

Tra i farmaci che è possibile assumere ci sono quelli di tipo antiacido, disponibili sotto forma liquida o di compresse, alginati, un’alternativa agli antiacidi, antagonisti dei recettori H2RA, inibitori di pompa protonica (PPI) come Omeprazolo, Lansoprazolo, Rabeprazolo, Esomeprazolo, Procinetici come il domperidone o il metoclopramide. Farmaci che possono aiutare sono, infine, gli antispastici per l’intestino.

Intervento chirurgico

L’ernia iatale può scomparire o rientrare? Solo se si ricorre all’intervento chirurgico. A questo si può pensare solamente quando le terapie non funzionano. L’intervento per ernia iatale è infatti l’ultima opzione alla quale ricorrere. L’operazione fa capo alla chirurgia mini-invasiva o laparoscopica. In sostanza viene ridotto in addome lo stomaco e gli altri visceri erniari, si rimuove il sacco che avvolge l’ernia e che si trova dietro al cuore, in contatto con la pleura ed il pericardio. (Questo spiega il collegamento tra ernia iatale e tachicardia, tra i sintomi cardiaci che la stessa può comportare).

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Esercizi per ernia iatale

Molti ritengono erroneamente che non si possa fare attività fisica in presenza di tale patologia. In realtà è consigliabile fare attività motoria, soprattutto nei soggetti in sovrappeso. L’unico limite è dettato dalle dimensioni dell’ernia e dal tipo di esercizio. Esercizi per ernia iatale da evitare sono sicuramente il sollevamento pesi e gli addominali tipo “crunch”. Per il resto, con un pizzico di buon senso si può continuare a muoversi senza particolari accorgimenti.

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