Demenza: l’apatia aiuta a prevederla

Demenza: l’apatia aiuta a prevederla

Scoperto il legame fra apatia e demenza: ecco i risultati di un nuovo studio.

L’apatia potrebbe rappresentare un importante campanello d’allarme per il rischio di demenza nelle persone con malattia cerebrovascolare.

A renderlo noto è un nuovo studio recentemente condotto dai membri dell’Università di Cambridge e pubblicato sulle pagine del Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry. Si tratta del primo studio a esaminare le relazioni tra apatia, depressione e demenza, ed i risultati sembrerebbero essere molto interessanti.

Gli individui con apatia basale più elevata e quelli con sintomi di apatia crescenti nel corso del tempo correrebbero infatti correvano un rischio maggiore di demenza. Al contrario, coloro che soffrono di depressione non presentano un aumento di tale rischio.

Per il loro studio gli autori hanno analizzato un campione di oltre 450 partecipanti, i quali sono stati analizzati per sintomi di depressioneapatia e demenza per diversi anni.

Sono state condotte molte ricerche contrastanti in merito all’associazione tra depressione tardiva e demenza. Il nostro studio suggerisce che questo legame potrebbe essere parzialmente dovuto a valutazioni cliniche comuni della depressione che non fanno distinzione tra depressione e apatia. Il monitoraggio continuo dell’apatia può essere impiegato per valutare i cambiamenti nel rischio di demenza,

hanno dunque spiegato gli autori, aggiungendo che l’apatia non rappresenta in realtà un fattore di rischio per la demenza, ma piuttosto un sintomo precoce di tale condizione. Per questa ragione, comprendere meglio tali relazioni potrebbe offrire importanti aiuti per una diagnosi precoce della malattia e per il trattamento dei pazienti in futuro.

via | Eurekalert
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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