Allattamento: come aumentare i livelli di Omega 3 nel latte materno

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Da anni ci si chiede quale quantitativo di acidi grassi della serie degli Omega 3 possa contenere il latte materno: la quantità varia a seconda del regime alimentare della madre in questione ed alle sue riserve naturali di grasso. Con gli anni gli studiosi hanno notato una graduale diminuzione di questi acidi grassi nel latte materno e si è sempre cercato di capire il perchè, concentrandosi su due punti: la qualità del cibo assunta dalla madre ed i tempi sempre più brevi d’allattamento.

Qualche mese fa, un gruppo di ricercatori dell’Università di Santa Barbara, in California, hanno fatto una “scoperta” importante; dei quantitativi sovrabbondanti di Omega tre sia nel latte materno delle donne di una popolazione indigena che vive nella foresta Amazzonica (tsimani), ma anche in alcune donne americane che avevano allattato i loro piccoli per periodi di tempo prolungati. Le prime seguono un’alimentazione a base di prodotti locali, soprattutto ortaggi e pesce d’acque dolci ed il loro latte materno è molto ricco soprattutto in DHA (acido docosaesaenoico), fondamentale per lo sviluppo infantile. In questo caso, si è quindi potuto affermare quanto la dieta delle madri in questione fosse importante per aumentare i livelli di Omega 3 nel latte di circa 4 volte.

Ma anche un allattamento prolungato nel tempo è sinonimo di garanzia di alti livelli quantitativi di Omega 3 nel latte materno, e questo rappresenta il caso delle mamme americane prese in osservazione. Questo perchè in tal modo si riforniscono i piccoli (fino a 2 anni è il periodo migliore) di livelli costanti di DHA nel periodo in cui ne hanno maggiormente bisogno.

Via | Santelog
Foto | Flickr

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