Silvia Romano libera: la difesa dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia

In occasione del rilascio di Silvia Romano, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha voluto esprimere la sua solidarietà nei confronti della ragazza, vittima di crudeli attacchi sui social.

Essere vittima di un rapimento deve essere un’esperienza che segna profondamente una persona, ma nonostante ciò, sembra che nel nostro Paese poche persone abbiano mostrato non tanto comprensione, ma quantomeno empatia nei confronti di Silvia Romano, la giovanissima ragazza (oggi venticinquenne) che per 18 mesi ha vissuto da prigioniera, spostata da un luogo all'altro, lontana dalla famiglia e da chi le vuole bene.

Nonostante ciò che ha vissuto questa giovane ragazza – partita per il Kenia insieme a un’organizzazione umanitaria - sembra che molti italiani l’abbiano letteralmente presa di mira, lanciandole insulti che colpiscono – in ordine – il suo abbigliamento, la sua fede, la somma spesa dall'Italia per riportarla dalla sua famiglia, fino ad insinuare che la ragazza sia incinta e che si sia meritata ciò che le è accaduto.

Sono stati creati addirittura dei gruppi Facebook contro Silvia Romano, come quello che la sprona a "restituirci i soldi". Attacchi e comportamenti che fanno davvero rabbrividire.

Silvia Romano attaccata sui social: la difesa degli psicologi


A schierarsi dalla parte di Silvia Romano, a pochi giorni dalla sua liberazione, è stato l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, che ha espresso sostegno e solidarietà sia alla ragazza che alla sua famiglia.

Ricordiamo che Silvia è la vittima di un rapimento, un evento traumatico estremo. La nostra comunità professionale sottolinea l’importanza di rispettare, anche con un opportuno silenzio, il momento che Silvia sta attraversando: gli attacchi di questi giorni rappresentano un pericolo grave per il suo benessere e la concreta possibilità di contribuire a un ulteriore trauma sul trauma,

fanno sapere gli esperti. Nessuno di noi può valutare lo stato psicologico, fisico ed emotivo di questa ragazza, tra l'altro non è di certo possibile fare tali valutazioni attraverso dei video, poche frasi e immagini pubblicate sui social.

La valutazione clinica è un lavoro delicato che richiede un contatto diretto e degli strumenti professionali. Questo processo non può essere lasciato nelle mani di chi sostiene la strumentalizzazione mediatica, di comunicatori imprudenti o di persone mosse da sentimenti primitivi e nessuna competenza in materia.

 

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