Glicemia post prandiale: valori normali dopo i pasti

Glicemia post prandiale: valori normali dopo i pasti

Glicemia post prandiale: quali sono i valori normali dopo i pasti? Se la glicemia è a 170 dopo mangiato cosa significa?

Glicemia post prandiale, quali sono i valori considerati normali dopo i pasti? Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta di un esame da eseguire circa due ore dopo un pasto in cui sono stati consumati molti carboidrati, al fine di valutare la risposta insulinica dell’organismo e capire se il soggetto è a rischio diabete.

Chi non ha problemi, infatti, anche dopo aver mangiato carboidrati semplici e complessi non registra mai una concentrazione di glucosio nel sangue superiore ai valori considerati nella norma. Perché in questi soggetti il pancreas fa il suo dovere e avviene il corretto metabolismo degli zuccheri .

Nei pazienti a rischio diabete o che soffrono di diabete o di sindrome metabolica con insulino resistenza, dopo un pasto ricco di carboidrati semplici o complessi si può verificare un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Per questo l’esame è molto utile per valutare la risposta insulinica del soggetto.

L’aumento di glucosio nel sangue avviene perché dopo un pasto il pancreas libera nell’organismo l’insulina, che aiuta le cellule ad assimilare il glucosio, facendo rientrare nel sangue i valori nella norma. Il glucosio viene bruciato per produrre energia. Se i livelli di glicemia sono troppo alti, significa che il pancreas e l’insulina non hanno fatto il loro lavoro correttamente e c’è nell’organismo qualcosa che non funziona. E il soggetto è a rischio diabete.

Come si misura la glicemia posta prandiale

Il test della glicemia post prandiale necessita di una preparazione di qualche giorno. Nei tre giorni prima della data dell’esame bisogna consumare pasti che siano ricchi di carboidrati. Nel giorno stesso dell’esame il pranzo deve contenere almeno 100 grammi di glucidi o il soggetto deve assumere per via orale una determinata quantità di glucosio.

Successivamente per due ore bisogna stare a riposo, senza bere o senza fumare. Trascorso questo tempo si può eseguire il prelievo. Il picco massimo di glucosio nel sangue si ha, infatti, dai 60 ai 120 minuti dopo l’assunzione di carboidrati.

Glicemia post prandiale, valori nella norma

Negli individui sani, la glicemia post prandiale non supera mai i 140 mg per dl.

Se il valore riscontrato è compreso tra i 140 mg/dl e i 199/dl si dice che il soggetto è border line. La risposta insulinica sta diminuendo, sta rallentando ed è bene prestare molta attenzione, seguendo una dieta povera di zuccheri per evitare di soffrire di diabete.

Se i valori, invece, arrivano a superare i 200 mg /dl di sangue, allora la diagnosi è una sola: diabete. Nel dettaglio i valori di riferimento per la glicemia da tenere in considerazione, sia dopo pranzo sia a digiuno o in un qualunque altro momento della giornata, sono i seguenti:

Glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl* (≥ 7 mmol/L)°
Glicemia ≥ 200 mg/dl dopo 2 ore dal test da carico (≥ 11.1 mmol/L)
Glicemia ≥ 200 mg/dl in qualsiasi momento della giornata (rilievo occasionale)

Nei soggetti sani la glicemia a digiuno di solito si attesta tra i 60 e i 99 mg/dl, mentre dopo i pasti può arrivare a 130-150 mg/dl, a seconda della quantità di carboidrati assunta.

Glicemia post prandiale in gravidanza

L’esame della glicemia in gravidanza è assolutamente fondamentale. Livelli alti di glicemia possono sfociare in diabete gestazionale, mettendo a rischio mamma e bambino.

Il diabete gestazionale è un’intolleranza al glucosio che si manifesta in gravidanza, solitamente nel secondo trimestre, a causa di alcuni ormoni che non facilitano il lavoro dell’insulina e causano un aumento del tasso glicemico dopo i pasti.

I controlli vanno eseguiti sin dal primo trimestre, tramite controllo della glicemia basale che si esegue con un normale esame del sangue: se i valori sono uguali o superiori a 92 mg, si ha una diagnosi di diabete gestazioanle, senza fare la mini curva da carico, che va invece eseguita nel secondo trimestre di gravidanza, secondo indicazione del medico ginecologo.

Foto Pixabay

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