Folati alti: sintomi, cause e cure


Il termine folati è spesso utilizzato come sinonimo di acido folico. In realtà, non è propriamente vero, anche se ormai è diventato un piccolo errore di uso comune. Nel primo caso s’indicano i composti naturali presenti negli alimenti, mentre nel secondo s’identifica una particolare vitamina (B9 o M). Possiamo, inoltre, dire, analizzando la struttura chimica, che l’acido folico (di cui abbiamo a lungo parlato ieri) è la forma più stabile dei folati.

La B9, infatti, è la forma sintetica presente nei supplementi vitaminici, i folati – come detto prima – sono i composti naturali presenti negli alimenti. Li possiamo trovare nelle verdure a foglie verdi, nei cavoli, nei broccoli, ma anche nelle arance, nei kiwi, nei legumi e nei cereali. Queste sostanze servono per costruire nuove cellule e, soprattutto in gravidanza, proteggono lo sviluppo del feto da eventuali malformazioni.

L’organo di riserva principale è il fegato, che è anche la maggior fonte di origine animale di questa vitamina. È molto importante evitare carenze, ma allo stesso tempo è bene non esagerare. Dosi molto elevate di acido folico possono provocare gravi danni al sistema nervoso centrale, inoltre, potrebbero celare i sintomi di malattie del sangue come l'anemia perniciosa, una patologia provocata dal deficit di vitamina B12.

Quali sono i principali effetti collaterali? La B9 può causare una riduzione della pressione arteriosa. Inoltre, deve essere assunta con molta attenzione in associazione all’acido acetilsalicilico, perché può invertire gli effetti benefici sulla proteina C-reattiva (noto marker-infiammatorio). Ma c’è di più. La vitamina M può anche ridurre i livelli di glucosio nel sangue, indicazione molto importante per i diabetici.

Via| Iss; Prima della Gravidanza; My Personal Trainer
Foto| Flickr

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