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I 10 sintomi della trombosi

I 10 sintomi della trombosi

Fonte immagine: Pixabay

La trombosi si verifica quando vi è un coagulo di sangue (trombo) in un vaso sanguigno. Ma quali sono i sintomi che dovremmo riconoscere tempestivamente? Nonostante si tratti di una condizione teoricamente piuttosto “famosa”, in realtà, secondo quanto riportato dall’ALT (Associazione per la lotta alla trombosi) sembra che solo un italiano su 3 conosca effettivamente la trombosi e sia anche in grado di identificarne i sintomi e soprattutto le strategie di prevenzione.

In questo articolo vogliamo spiegarti cosa è una trombosi, i 10 sintomi da non sottovalutare e come prevenire questa condizione.

Cos’è la trombosi?

Il termine “trombosi” deriva dalla parola “trombo”, ovvero un coagulo o un grumo di sangue che si forma dentro una vena o in un’arteria (che possono essere sia superficiali che profonde). Influenzando e bloccando il normale flusso sanguigno, il trombo può causare delle conseguenze gravi come infarto e morte delle cellule dell’organo colpito.

La trombosi si verifica dunque quando i coaguli di sangue bloccano i vasi sanguigni. In realtà esistono due diversi tipi di trombosi, e cioè quella venosa e quella arteriosa.

  • Trombosi venosa: questa condizione si verifica quando il coagulo di sangue blocca una vena, il vaso sanguigno che porta il sangue verso il cuore.
  • Trombosi arteriosa: si parla invece di trombosi arteriosa quando il coagulo blocca un’arteria, ovvero il vaso che ha il compito di portare il sangue ricco di ossigeno dal cuore al resto del corpo.

Questa condizione può essere provocata da diverse cause, molte delle quali accomunano sia la trombosi venosa che quella arteriosa. Fra le più frequenti vi sono:

  • Lesioni alle vene o malattie
  • Immobilità prolungata, ad esempio a causa di un infortunio, un viaggio particolarmente lungo o di una malattia che costringe il soggetto a rimanere a letto per molto tempo
  • Fratture
  • Obesità e sovrappeso
  • Assunzione di alcuni farmaci
  • Ereditarietà
  • Disturbi che alterano la coagulazione del sangue
  • Arteriosclerosi (fattore di rischio per la trombosi arteriosa): questa condizione si verifica quando vi è un ispessimento e una perdita di elasticità delle arterie. Ciò provoca una diminuzione del flusso sanguigno verso le aree che dovrebbero essere irrorate dall’arteria interessata. Fra le principali conseguenze dell’aterosclerosi vi sono l’infarto e l’ictus.

La trombosi può inoltre causare conseguenze molto gravi come infarto cerebrale, infarto del miocardio o embolia polmonare. Questa condizione si verifica quando un coagulo viaggia attraverso il flusso sanguigno fino ai polmoni, provocando difficoltà respiratorie e altri sintomi potenzialmente letali. Ricordiamo, poi, che trombosi e flebite non solo la stessa cosa, per questo è bene riconoscere i segni di entrambi i disturbi per intervenire precocemente nel miglior modo possibile.

Chi corre più rischi?

Ma chi corre maggiori rischi di trombosi? In generale, a dover prestare maggiore attenzione sono le persone che hanno da poco subito un intervento chirurgico, chi è ricoverato e chi è costretto a rimanere immobilizzato per un lungo periodo di tempo. Tra i fattori di rischio da tenere in considerazione vi sono inoltre:

  • Una storia familiare di trombosi
  • L’assunzione di farmaci ormonali o di pillole anticoncezionali
  • Gravidanza e periodo post-parto: le donne con un disturbo ereditario della coagulazione sono particolarmente a rischio. In generale, in questo periodo della vita le vene sono sottoposte a una maggiore pressione, ed è per questa ragione che aumenta il rischio di trombosi.
  • Assenza di movimento fisico
  • Disturbi ereditari della coagulazione del sangue
  • Età avanzata
  • Fumo di sigaretta: questo dannoso vizio influisce sulla coagulazione del sangue e sulla circolazione sanguigna
  • Essere in sovrappeso o obesi
  • Presenza di malattie come tumori, patologie cardiache o polmonari.

Come riconoscere una trombosi? I sintomi

Ma rispondiamo adesso alla domanda più importante, ovvero: come riconoscere una trombosi? In realtà i sintomi di questa condizione possono variare molto da paziente a paziente. Alcune persone, ad esempio, non manifestano nessun sintomo particolare. In molti altri casi invece i sintomi sono talmente poco chiari e specifici da passare inosservati o da essere sottovalutati.

Per questa ragione è sempre importante consultare un medico qualora dovessi avvertire o notare disturbi anomali. Uno dei sintomi che potresti notare è, ad esempio, il dolore e un gonfiore a una gamba, alla caviglia o alla coscia. Ciò avviene se la trombosi interessa gli arti inferiori del corpo, ma in realtà i trombi possono colpire qualsiasi vena o arteria.

Vediamo dunque quali sono i 10 campanelli d’allarme che non dovresti mai trascurare o sottovalutare.

I 10 sintomi della trombosi da non ignorare

Abbiamo visto che la trombosi può interessare più frequentemente le gambe, ma non bisogna dimenticare che i trombi possono colpire qualunque vena o arteria del nostro corpo. Per maggiore chiarezza, ecco dunque una lista dei 10 sintomi della trombosi da non sottovalutare:

1. Dolore (di solito interessa il polpaccio o l’interno della coscia)
2. Gonfiore alla gamba o al braccio
3. Intorpidimento o debolezza su un lato del corpo, pesantezza nell’area interessata
4. Rossore o perdita di colorito della pelle (evidente nel caso della trombosi venosa profonda)
5. Sensazione di calore nella parte colpita
6. Fiato corto e dolore al torace: questi sintomi possono indicare una possibile embolia polmonare in corso
7. Dolore al petto
8. Tachicardia e alterazioni improvvise del ritmo cardiaco
9. Stordimento e mal di testa
10. Perdita di coscienza

Cosa fare in caso di trombosi? Il trattamento

sintomi trombosi
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In presenza dei sintomi elencati, non esitare a consultare il dottore e richiedi immediata assistenza medica. Il trattamento, in caso di trombosi, dipende da diversi fattori. Determinante sarà naturalmente la gravità dei sintomi, ma anche la tua età, il tuo stato di salute generale, la possibile evoluzione della condizione e l’eventuale assunzione di farmaci e altri trattamenti medici.

In base a questi fattori, il medico potrà consigliarti l’assunzione di farmaci anticoagulanti (che hanno il compito di fluidificare il sangue e di prevenire la formazione di grumi di sangue nelle vene) e di altri farmaci per sciogliere i coaguli di sangue. Il medico potrebbe inoltre consigliarti di indossare una calza elastica per controllare dolore e gonfiore.

Come prevenire una trombosi?

Per migliorare le possibilità di guarigione e in generale la tua salute (soprattutto se hai una predisposizione familiare alle trombosi) sarà opportuno mettere in pratica alcune semplici strategie di prevenzione.

Il tuo medico potrebbe consigliarti ad esempio di essere fisicamente più attivo (idealmente dovresti raggiungere almeno i 150/300 minuti di attività fisica settimanali consigliati dall’OMS), e di tornare allo svolgimento di attività fisica il prima possibile se ti sei recentemente sottoposto a un intervento.

Se stai per affrontare un lungo viaggio in treno, in macchina o in aereo, programma delle pause di qualche minuto, durante le quali dovresti fare due passi e sgranchire le gambe. Inoltre, per prevenire una trombosi è importante dare un taglio al vizio del fumo e prendersi cura del proprio corpo, mantenendo innanzitutto un peso sano.

Dal momento che le trombosi possono essere causate anche da altre malattie sottostanti, sarà infine fondamentale gestire tali patologie, come il diabete, la pressione alta o l’ipercolesterolemia (condizione che si verifica quando la concentrazione di colesterolo supera i valori normali).

Cosa devi sapere sulla trombosi: i 10 sintomi da non ignorare

Cose da sapere sulla trombosi

La trombosi si verifica quando un trombo (ovvero un coagulo di sangue) impedisce il normale flusso attraverso il sistema circolatorio. Esistono due diversi tipi di trombosi, ovvero:

Trombosi arteriosa: si verifica quando il coagulo di sangue blocca un’arteria, che ha lo scopo di trasportare il sangue dal cuore agli altri organi del corpo. In casi del genere, il coagulo di sangue può bloccare il flusso al cuore o al cervello, causando eventi medici come infarto e ictus.

Trombosi venosa, che si verifica invece quando il trombo ostruisce una vena, il cui compito è quello di portare il sangue dalle zone periferiche del corpo al cuore. Fra i rischi della trombosi venosa vi è quello di sviluppare un’embolia polmonare.

I sintomi della trombosi (da non confondere con quelli della flebite) possono variare da persona a persona. Fra i campanelli d’allarme che non dovresti ignorare vi sono però:

  • Dolore a una gamba o in generale a un arto
  • Gonfiore
  • Intorpidimento, debolezza e pesantezza nell’area interessata
  • Rossore e/o perdita di colorito della pelle
  • Sensazione di calore nella parte interessata
  • Fiato corto e dolore al torace
  • Dolore al petto
  • Tachicardia
  • Stordimento
  • Perdita di coscienza

In presenza di questi sintomi, chiedi immediata assistenza medica. Il trattamento della trombosi prevede la somministrazione di farmaci che inibiscono la formazione di nuovi trombi o coaguli (anticoagulanti). Molto importante sarà anche la prevenzione. Segui le indicazioni del medico a tal proposito, cerca di mantenere un peso sano e di mantenerti fisicamente attivo, evitando lunghi periodi di immobilità dovuti a viaggi o a periodi di malattia.

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