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Gastroprotettori: cosa sono e quando usarli

Cosa sono i gastroprotettori, a cosa servono e quando prenderli: ecco tutto quello che c'è da sapere, controindicazioni ed effetti collaterali inclusi.

Gastroprotettori: cosa sono e quando usarli

Fonte immagine: Pixabay

I gastroprotettori sono dei farmaci piuttosto comuni che hanno come obiettivo quello di proteggere la mucosa gastrica da agenti aggressivi o irritanti. Quando usarli dipende da diversi fattori, ma generalmente sono utili quando si sta facendo una terapia a base di antibiotici o antinfiammatori e si necessita di proteggere lo stomaco. Ma quali sono i farmaci gastroprotettori e quali sono le loro controindicazioni? Andiamo con ordine.

Cosa sono i gastroprotettori

Come anticipato, i gastroprotettori sono una categoria di farmaci utilizzati per proteggere la mucosa gastrica. Se vi state chiedendo cosa significa gastroprotettore, il concetto è piuttosto chiaro. Sono medicine che favoriscono la protezione dello stomaco. Della grande famiglia di tali farmaci fanno parte tre gruppi:

  • inibitori della pompa protonica (IPP)
  • antagonisti dei recettori istaminici H2
  • antiacidi

Addentriamoci nel mondo dei gastroprotettori da banco e di quelli naturali reperibili in farmacia e non.

Gastroprotettori cosa sono e quando usarli
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Inibitori della pompa protonica

Si tratta di un gruppo di medicinali che agisce sulle cellule che rivestono lo stomaco, riducendo di fatto la produzione di acido. Alla famiglia degli inibitori della pompa protonica (lucen è fra questi) appartengono i più comuni esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo. Interessante è comprendere il loro funzionamento: sappiamo che normalmente lo stomaco produce acido per aiutare la digestione del cibo. L’acido, però, è corrosivo: per questo lo stomaco produce a sua volta una mucosa naturale che funge da barriera protettiva nei confronti del suo rivestimento.

Non è raro, purtroppo, che tale barriera venga danneggiata dagli acidi dando vita a diverse problematiche. Una di queste può essere un’ulcera. Oppure può verificarsi un mal funzionamento dello sfintere – la parte superiore dello stomaco che fa sì che questo rimanga ben chiuso – causando una fuoriuscita di acido direttamente nell’esofago (il classico “reflusso acido” causa di bruciore di stomaco o infiammazione dell’esofago). Gli IPP agiscono bloccando le cellule del rivestimento dello stomaco che producono troppo acido.

Antagonisti dei recettori istaminici H2

Gli antagonisti dei recettori istaminici H2 – noti anche come H2 bloccanti – costituiscono un gruppo di medicinali capace di ridurre la quantità di acido prodotta dalle cellule nel rivestimento dello stomaco. A questa famiglia appartengono cimetidina, famotidina, nizatidina e ranitidina. Fatte salve le stesse premesse che valgono per gli IPP, gli H2 bloccanti agiscono bloccando l’istamina. Questa è prodotta da alcune cellule del corpo, comprese quelle del rivestimento dello stomaco, note come cellule ECL. L’istamina da queste rilasciata stimola le cellule che producono acido nel rivestimento dello stomaco a rilasciarlo. Gli H2 bloccanti impediscono a tali cellule di rispondere all’istamina portando ad una riduzione della quantità di acido prodotta.

Antiacidi

Ultimo gruppo di farmaci gastroprotettori, gli antiacidi aiutano a neutralizzare il contenuto acido dello stomaco. A questa famiglia appartengono idrossido di alluminio, carbonato di magnesio e trisilicato di magnesio. Un cenno meritano gli alginati, farmaci aggiunti per aiutare a proteggere il rivestimento dell’esofago dall’acidità di stomaco. Gli antiacidi agiscono direttamente sull’acido nello stomaco neutralizzando. Ciò è possibile grazie al fatto che le sostanze chimiche negli antiacidi (alcali) sono l’opposto degli acidi. La reazione tra questi, nota come neutralizzazione, agisce sul contenuto dello stomaco diminuendone la corrosività.

Gastroprotettori naturali

Un cenno meritano i gastroprotettori naturali, sostanze naturali che, a differenza dei farmaci, hanno uno spettro d’azione più ampio ma anche un’efficacia minore a fronte di un numero minore di effetti collaterali. Un buon gastroprotettore naturale è il bicarbonato di sodio. Grazie alle sue proprietà alcaline, è uno dei più efficaci protettori naturali dello stomaco. Basta aggiungerne un cucchiaino da tè mescolato in un bicchiere d’acqua per aiutare a combattere i problemi digestivi. Non va assunto a lungo, tuttavia, per i suoi possibili effetti collaterali: meglio consultare un medico.

Un altro gastroprotettore naturale è il succo di aloe vera: serve a ridurre infiammazioni e problemi gastrointestinali (reflusso gastrico compreso). Per godere di tale beneficio, basta sciogliere mezzo cucchiaino del gel interno della pianta di aloe vera in un bicchiere d’acqua. Fatelo scaldare nel caso in cui risulti difficile scioglierlo e bevetelo a temperatura ambiente dopo i pasti.

Gastroprotettori naturali
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A cosa servono i gastroprotettori

Appurato quali sono i gastroprotettori, passiamo al loro uso. Vi sarà capitato di sentir nominare o avere assunto farmaci quali omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo: sono tutti nomi di farmaci gastroprotettori. A cosa servono? Vengono usati per prevenire problemi di salute o disagi causati dagli acidi dello stomaco. Come abbiamo visto ne esistono diversi tipi con modalità di azione diversa, ma tutti hanno lo scopo di proteggere sia dagli acidi della digestione che dal reflusso acido che, ancora, di proteggere lo stomaco in diverse altre situazioni. Ad esempio, quando si assumo dei farmaci che possono avere, tra gli effetti collaterali, quello di danneggiare tale parte del corpo.

Il fatto che il loro scopo sia nobile non vuol dire, tuttavia, che se ne possa o debba abusarne o che si possano assumere di propria iniziativa. Spetta al medico, infatti, prescrivere o interrompere la prescrizione di tali farmaci valutandone sia i rischi che i benefici per ciascun paziente. Quale è il miglior gastroprotettore? Impossibile fornire una risposta che valga per tutti. Innanzitutto bisogna valutare quale sia l’origine del disagio e, successivamente, quale sia l’effetto di un determinato farmaco nella risoluzione o nel trattamento di questo.

gastroprotettore
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Gastroprotettore, quando prenderlo?

Quando si deve prendere il gastroprotettore? Solitamente se ne ha bisogno quando si soffre di malessere e bruciore di stomaco. In questo caso basta consultare il medico che è il solo a poter stabilire se si abbia bisogno di assumere dei gastroprotettori o meno: l’automedicazione, lo ricordiamo, oltre a dover essere evitata, può risultare molto pericolosa. Molte persone, infatti, ne fanno un uso improprio assumendo i gastroprotettori come antiacido digestivo, ovvero prendendoli di propria iniziativa quando si trovano ad avere problemi di digestione acida e pesante. Pensano erroneamente che, assumendoli dopo i pasti, possano intervenire anche sugli acidi dello stomaco formatisi durante questi.

  • Gli inibitori della pompa protonica si assumono generalmente in caso di ulcera allo stomaco o duodenale, in caso di Helicobacter pylori, quando si soffre di malattia da reflusso gastroesofageo. Oppure quando si inizia un trattamento con determinati farmaci. Non a caso si sente chiedere in farmacia quale gastroprotettore per antibiotico o per antinfiammatori acquistare. A tal proposito, per sapere quanto tempo prima dell’antinfiammatorio il gastroprotettore va preso, leggete attentamente il bugiardino contenuto nella confezione o chiedete al medico. In genere, tuttavia, vanno assunti al mattino, con mezzo bicchiere di acqua ed a stomaco vuoto. Non bisogna superare le dosi consigliate dal medico e non bisogna assumerli oltre i termini della prescrizione stessa, ovvero solo per il tempo necessario.
  • Gli H2 bloccanti vengono generalmente assunti per via orale e quasi sempre al mattino con una colazione sana, oppure anche prima di cena. In entrambi i casi necessitano da mezz’ora ad un’ora e mezza per fare effetto. Vanno presi alla stessa ora ogni giorno e non vanno interrotti bruscamente.
  • Gli antiacidi rappresentano il trattamento ideale in caso di sporadico bruciore di stomaco. Vanno presi circa un’ora dopo i pasti o all’occorrenza, ovvero in presenza di bruciore di stomaco.

Gastroprotettori: controindicazioni ed effetti collaterali

Gli effetti collaterali dell’uso degli IPP variano in base alla marca, ma generalmente includono mal di testa, nausea, stipsi, diarrea, mal di stomaco, vomito, febbre ed eruzioni cutanee. Dosaggi più elevati e l’uso prolungato possono aumentare il rischio di tali complicazioni.

Gli effetti collaterali degli H2 bloccanti sono rari. Quello che si verifica più comunemente è il mal di testa, seguono vertigini, costipazione, anemia e orticaria. Il loro uso è sempre controindicato in caso di allergia nota allo stesso anti-H2 che si intende assumere.

Sul mercato esiste una vasta gamma di prodotti specifici per prevenire l’acidità che si forma durante la digestione. Ad esempio, è il caso del bicarbonato o dei sali di magnesio e alluminio o del calcio. I possibili effetti collaterali variano in base all’ingrediente principale. Quelli contenenti magnesio possono causare diarrea, quelli a base di calcio e alluminio, al contrario, stitichezza. Altri effetti collaterali sono i crampi allo stomaco. Gli antiacidi possono interferire con l’assorbimento di altri eventuali farmaci da parte del corpo. Non andrebbero assunti in caso di presenza di sintomi di appendicite o infiammazione dell’intestino.

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