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Come funziona la fisioterapia in acqua?

Tutto quello che devi sapere sulla fisioterapia in acqua dalle parole della nostra esperta.

Come funziona la fisioterapia in acqua?

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La fisioterapia in acqua è un utile trattamento per poter  affrontare  diverse patologie e disturbi, ma anche in seguito a operazioni e interventi chirurgici di portata rilevante. Complice  l’ambiente acquatico, esercizi che da terra potrebbero risultare più difficoltosi diventano non solo più agevoli, ma anche più efficienti e funzionanti. Per questo la terapia in piscina è spesso consigliata.

Per capire a cosa serve e come funziona la fisioterapia in acqua, abbiamo rivolto qualche domanda alla Dottoressa Beatrice Possenti, osteopata, di MioDottore, che ha aderito al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma.

Cos’è e come funziona la fisioterapia in acqua?

La fisioterapia in acqua è un tipo di trattamento che si esegue solitamente in acqua termale (più calda rispetto a quella delle piscine dedicate al nuoto), che dà grossi benefici in molti contesti riabilitativi.

Essa sfrutta il principio di Archimede, per il quale un corpo immerso in un  liquido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume di liquido spostato. Si differenzia quindi dalla terapia a secco (in palestra), nella quale si sfrutta la forza di gravità, la cui spinta va verso il basso. Ne consegue che i medesimi esercizi fatti a secco o in acqua vanno a lavorare su muscoli opposti: di questo bisogna tenere conto nell’intenzione terapeutica per ogni paziente. L’acqua tiepida inoltre induce un effetto miorilassante, grazie al quale esercizi, stretching e mobilizzazioni risultano più semplici e meno dolorosi.

Cos'è e come funziona la fisioterapia in acqua?
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A chi e quando è consigliata?

La fisioterapia in acqua è consigliata per molte patologie, come ad esempio in caso di osteoartrosi o artrite reumatoide, in quanto in acqua si è in assenza di carico e si può lavorare al rinforzo della muscolatura e alla mobilizzazione delle articolazioni con minore sfregamento articolare.

Nel caso di psoriasi o dermatite sono invece i componenti che si trovano nell’acqua termale ad aiutare. Anche in caso di problemi circolatori l’acqua è un valido alleato, in quanto la pressione contro gli arti inferiori aumenta con l’aumentare della profondità, creando quindi un effetto “massaggio drenante” dal basso verso l’alto quando si è in piedi nell’acqua.

Quando la fisioterapia in acqua è consigliata per la schiena?

La fisioterapia in acqua è consigliata anche per problemi di schiena, sia che si tratti di dolori lombari, dorsali o cervicali, acuti o cronici, sia che si tratti di una fase post-chirurgica.

In acqua, infatti, è possibile rinforzare la muscolatura e mobilizzare il tratto di schiena interessato in tutta sicurezza, senza carico sulle articolazioni e con la possibilità di progredire lo sforzo gradualmente, sia utilizzando attrezzi galleggianti sia semplicemente aumentando la velocità di esecuzione degli esercizi  contro il mal di schiena (all’aumentare della velocità, aumenta la resistenza che l’acqua oppone).

Fisioterapia in acqua per il ginocchio, quando farla?

La fisioterapia in acqua è anche indicata per problemi alle grandi articolazioni, come il ginocchio e l’anca, sia nel caso di artrosi che nel caso di recupero dopo un intervento.

In particolare, è indicata per tutti i tipi di intervento al ginocchio e dovrebbe essere il primo approccio dopo la dimissione dall’ospedale. Interventi di menisco, legamenti crociati o protesi traggono enorme beneficio da una precoce mobilizzazione in acqua, poiché è possibile recuperare i gradi di movimento persi con più facilità e con meno dolore, accelerando il recupero funzionale.

Esistono dei cerotti impermeabili specifici che servono a coprire gli eventuali punti di sutura ancora presenti e dare così la possibilità di iniziare subito la fisioterapia in acqua nell’immediato post-operatorio.

Fisioterapia in acqua per la spalla
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Fisioterapia in acqua per la spalla: i benefici

Anche in caso di dolori acuti alle spalle, causati da infiammazioni tendinee o della capsula, l’acqua dovrebbe essere sempre consigliata.

Infatti, sfruttando le varie posizioni del corpo in galleggiamento, si può lavorare su tutti i movimenti senza carico e quindi con meno dolore e sfregamento articolare. Inoltre, in caso di intervento chirurgico, l’acqua è da considerarsi la terapia di elezione per il trattamento: essendo solitamente un recupero che prevede un lungo lasso di tempo, nonché doloroso, è consigliabile passare alla terapia a secco solo dopo aver recuperato i movimenti in acqua quasi completamente.

L’acqua quindi si presta come ottimo trattamento in una grande quantità di patologie ortopediche, ma anche nelle patologie neurologiche per le sue proprietà miorilassanti. Anche in situazioni non patologiche l’acqua è molto utile, come ad esempio in gravidanza e con i bimbi per l’acquaticità.

Le controindicazioni della fisioterapia in acqua

Come per tutte le terapie, anche per la fisioterapia in acqua esistono delle controindicazioni: problemi cardiaci o problemi di pressione molto bassa, problemi psichiatrici, malattie reumatiche in fase acute e se si hanno ferite non rimarginate.

Anche in gravidanza, prima di fare attività in acqua, è bene consultare il proprio ginecologo. Non ultimo, è meglio evitare le terapie acquatiche per chi ne ha il terrore.

Nel fare fisioterapia in piscina non si può improvvisare, bisogna farsi seguire da fisioterapisti che si sono formati in un corso specifico di riabilitazione in acqua. Questo consentirà di poter utilizzare in sicurezza e al meglio questo utilissimo strumento terapeutico.

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