Benessereblog Salute Malattie Bambina malata di lucemia guarisce grazie alle cellule immunitarie riprogrammate

Bambina malata di lucemia guarisce grazie alle cellule immunitarie riprogrammate

Bambina malata di lucemia guarisce grazie alle cellule immunitarie riprogrammate

Questa è la storia di Emma Whitehead, una bambina malata di leucemia che è guarita grazie ad una terapia davvero molto particolare. In pratica i medici hanno alterato il suo sistema immunitario, utilizzando il virus HIV disattivato: virus che avrebbe dovuto aggredire le cellule tumorali. Sono sette mesi che la giovanissima è sotto trattamento. E pare che la malattia sia scomparsa.

I ricercatori che hanno in cura la piccola Emma Whitehead, di soli sette anni, hanno già presentato il caso di questa giovane paziente alla società americana di ematologia, sottolineando come questa terapia possa essere un ottimo sostituto del classico trapianto di midollo, che solitamente viene proposto ai malati di leucemia.

La storia Emma Whitehead fa ben sperare i malati di leucemia: una nuova cura e una nuova speranza per tutti i pazienti che soffrono di questa patologia. La bimba di soli sette anni era gravemente malata di leucemia linfoblastica acuta, poche le aspettative di vita, fino a quando i medici non hanno deciso di sottoporla ad un nuovo trattamento.

Il suo sistema immunitario, infatti, è stato rieducato, per poter eliminare il suo cancro. La terapia sperimentale è stata svolta dai ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia: dopo sette mesi di trattamento il tumore sembra sparito. In pratica il procedimento, finora svolto solamente su pochissimi pazienti adulti, comincia con un prelievo di cellule T, cellule del sistema immunitario, che vengono rieducate dal virus HIV disattivato per permettere di riconoscere le cellule B, che in questa malattia impazziscono e diventano maligne. I linfociti T così rieducati vengono reimmessi nel sangue, si moltiplicano e permettono di sconfiggere il cancro.

Tre settimane dopo il trattamento Emily era in remissione, abbiamo controllato il suo midollo osseo dopo tre e sei mesi, e ancora non c’era nessun segno della malattia. Le cellule che combattono il cancro sono ancora nel suo organismo.

Foto | Facebook

Via | Repubblica

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