
Per molte persone bere alcool funziona come disinibitore, mentre per altre l’alcool calma, per altri ancora accentua l’aggressività, per molti ha l’effetto di aumentare la libido e di portare a comportamenti sessuali a rischio. Sebbene gli effetti siano molti e diversi a seconda dei soggetti e delle situazioni, quasi tutti giustificano la propensione a bere: si beve per cercare quel voluto effetto disinibitorio o tranquillizzante, anche se a volte si verificano effetti contrari inaspettati.
Secondo una serie di studi, gli effetti dell’alcool sono legati anche alla cultura e alle differenze di personalità: ci sono gli ubriachi depressi, gli assonnati, i violenti, gli affettuosi e tutta una gamma di personalità che emergono fuori dopo aver bevuto. Secondo alcuni studi di psicologia le norme culturali influiscono sul nostro comportamento in base alle aspettative: se consideriamo che l’alcool avrà su di noi un effetto disinibitorio, effettivamente saremo disinibiti dopo aver bevuto. Lo ha dimostrato uno studio in cui ai partecipanti veniva servito un drink effervescente, passato per vodka. I partecipanti hanno avuto un comportamento simile a quello che avrebbero avuto se avessero davvero bevuto vodka.
Se la cultura e le aspettative creano la maggior parte degli aspetti psicologici del bere alcool, come mai una stessa persona può avere reazioni diverse quando beve? Ciò dipende dallo stato della persona, dall’umore, dalle preoccupazioni e dalla situazione in cui si trova a bere. Vi è mai capitato di avere comportamenti inspettati dopo aver bevuto? Di avere reazioni totalmente diverse da quelle attese?
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Sarà anche una scusa a volte abusata ma il classico mal di testa per giustificare la mancanza di ogni voglia di fare sesso non sempre è solo una scusa, ma una verità che condividiamo in più di quanti non si creda. La colpa è da attribuire tutta alla scarsa qualità del sonno e al riposo sempre più ridotto. Recenti studi hanno infatti dimostrato che dormire poco e male influisce sul nostro benessere anche nella sfera sessuale, provocando quei famosi rifiuti da mal di testa.
La ricerca è stata condotta nei primi mesi di quest’anno dall’American National Sleep Foundation che ha rilevato dati abbastanza allarmanti: tra coppie sposate e non sposate ma conviventi il cattivo riposo influisce sulla vita sessuale tra il 21 e il 25% delle volte. Certo se la soluzione a questo genere di problemi fosse tutta in qualche ora di sonno in più la felicità perduta di molte coppie sarebbe ben facile da ripristinare. Vale la pena tentare.
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Uno studio tutto italiano, dell’Università di Padova, lancia l’allarme sulle dimensioni del pene: il pene degli uomini si sta accorciando. Se ne è discusso a Padova durante il convegno Medicina e Sessualità, valutando cause e conseguenze delle misure del pene del futuro.
Il team di ricercatori ha analizzato le dimensioni del pene a riposo di 2123 ragazzi diciottenni e il risultato è che la misura del pene a riposo è diminuita del 10% negli ultimi 60 anni. Le cause sarebbero da attribuire a fenomeni sempre più diffusi di obesità, ma non si escludono cause ambientali come l’inquinamento.
Il dato è preoccupante, ma in fondo le dimensioni contano davvero? I nostri cugini di queerblog sembrano preoccupati e lanciano un sondaggio interno per chiedere ai lettori le misure a riposo. E a voi, preoccupa questo rimpicciolimento progressivo delle misure del pene?
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Del massaggio di coppia abbiamo già parlato in occasione di San Valentino, e non solo, ma certo è che la pratica del massaggio a due apporta talmente tanti benefici all’organismo e alla vita di coppia, da averne bisogno ogni fine settimana. Il massaggio di coppia fa bene all’umore, al fisico, combatte lo stress e migliora intimità e sessualità: è opportuno quindi sapere come farlo.
Per potenziare l’energia sessuale sfruttando il massaggio di coppia si usa la tecnica che armonizza fuoco e acqua, adatta anche a tonificare i muscoli laterali dell’organismo e a ristabilire l’equilibrio emotivo. Uno dei due partner è steso a pancia in su, con la testa tra le gambe dell’altro che esegue il massaggio, partendo dalle zone laterali e dai fianchi.
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Alcune persone soffrono della Sindrome Post Orgasmica, e molte ne avvertono i sintomi senza realmente sapere a cosa attribuirli, e con difficoltà enormi a parlarne. Il sintomo più evidente, e non sempre identificabile come tale, della Sindrome Post Orgasmica è la spossatezza ed il senso di stanchezza che consegue ad un orgasmo, e può durare da 2 giorni a 2 settimane.
Il soggetto che ne soffre, non solo soffre del dolore conseguente ad un’azione che provoca piacere, ma soffre anche della propria condizione, spesso difficile da affrontare e socialmente invalidante. Le cause della Sindrome Post orgasmica non sono certe, certo è che il sistema immunitario ha un comportamento simile a quello delle malattie autoimmuni e l’organismo reagisce al sesso come nel caso di un’allergia, probabilmente scatenata dagli ormoni che vengono rilasciati durante l’orgasmo.
Sebbene sia difficile identificare la POIS e le ricerche sono talmente poche che non si sa ancora con certezza se la natura del disagio sia prettamente fisica o cognitiva, certo è che il senso di spossatezza coinvolge tutto l’organismo con ripercussioni a livello psichico e fisico, anche se spesso il problema viene liquidato come una forma di stress o un’idea del soggetto, non una reale disfunzione dell’organismo. I soggetti che ne soffrono invece, per lo più uomini, sanno che il disturbo è reale e spesso difficile da gestire.
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Sadorexia è un termine che hanno inventato gli spagnoli ma nulla ha a che vedere con movida o piatti tipici, sport o tecniche di allenamento. Si tratta invece di un disordine alimentare che sconfina con il sadomasochismo e ha parentele strette con la ben più nota anoressia.
Nasce purtroppo come una pratica sessuale vicina al sadomasochismo perseguito per piacere ma diventa una vera e propria malattia correlata ai disturbi alimentari e consiste nel chiedere al proprio partner di astenersi dal cibo, dimagrendo eccessivamente.
Il rischio, naturalmente, è quello di cadere nella subdola rete dell’anoressia da cui è tanto difficile e penoso uscire e purtroppo il fenomeno non è facile da rintracciare sulle prime proprio perché si tratta di un comportamento generato da pratiche erotiche che normalmente sfuggono il controllo sociale perché di natura intima e privata. Ne avevate già sentito parlare? Cosa ne pensate?
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Avete già scelto come celebrare la giornata dell’amore? Dopo aver donato un farmaco a chi ne ha bisogno, potete passare a pensare a come organizzare una cenetta romantica e salutare, prima di abbandonarvi ad un massaggio di coppia rilassante. Per cominciare, a San Valentino è d’obbligo il lume di candela, o la luce soffusa, e un menù afrodisiaco.
Tantissime sono le opzioni ed i cibi afrodisiaci, tante le ricette che si possono preparare con un po’ di fantasia per creare un menù afrodisiaco dall’antipasto al dessert, bevanda inclusa. Per farvi un’idea prima di scegliere, potete guardare qui su Pinkblog la lista delle spezie dell’amore, mentre qui su ScegliereBio potete consultare la lista di carne, pesci e molluschi e la carta dei vini e delle bevande afrodisiache che farebbero invidia anche a Circe.
Che la vostra scelta cada sulle carni bianche, o su un menù a base di potentissimi molluschi, due piccoli ingredienti che non possono mancare: la senape, che attiva l’azione delle ghiandole sessuali, e un paio di fichi secchi per concludere la cena, abbinati ad un vino dolce, perché il fico, frutto dalle mille virtù, è da secoli associato alla sessualità, tanto che in alcune lingue e dialetti le parole che indicano il frutto e l’organo sessuale femminile, coincidono. Se il vostro appetito sessuale risente dello stress, prima della cena afrodisiaca fate una bella scorpacciata di serotonina: a San Valentino nessuno potrà resistervi!
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L’obesità infantile è un problema sempre più diffuso e sempre più difficile da gestire, soprattutto negli adolescenti. Secondo un nuovo studio, pubblicato su Archives of Pediatric and Adolescent Medicine, l’obesità ritarda la comparsa della pubertà nei maschi, causando non pochi problemi di natura fisica e psicologica.
Il team di ricercatori dell’Università del Michigan che ha condotto la ricerca ha preso in analisi i casi di 400 ragazzi, obesi e normopeso, scoprendo che i primi hanno il doppio della probabilità di entrare in ritardo nella pubertà rispetto ai coetanei.
Per le ragazze, invece, succede il contrario: le ragazzine obese entrano della pubertà prima delle coetanee normopeso. Secondo lo studio, il responsabile del rapporto tra pubertà ed obesità è l’ormone leptina, abbondante negli obesi, che ha effetti opposti su maschi e femmine.
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Presto tutte le donne potranno dire addio al pap-test per scegliere un metodo di analisi preventiva più efficace contro il tumore al collore dell’utero: l’esame sul Dna del papilloma virus.
Uno studio condotto in 9 centri di screening italiani ha incrociato i dati di 94370 donne, per scoprire che l’analisi sul Dna previene un numero maggiore di tumori rispetto al test citologico, usato fino ad oggi per diagnosticare la presenza di hpv. L’analisi sul Dna del virus permette di individuare con anticipo lo svilupparsi futuro di alcune lesioni nella fase pre-cancerosa, permettendo alle donne di sapere come agire e come prevenire l’insorgere del cancro.
Lo studio, tutto italiano, dal quale risulta importante l’analisi preventiva, grazie alla quale si può intervenire prima che le lesioni si formino, è stato pubblicato su Lancet Oncology. Grazie a questo studio partiranno in alcuni centri di ricerca italiani, i primi programmi sperimentali di utilizzo del Dna per i test di screeening.
via | LaStampa
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A saltare i pasti non ci si guadagna mai e lo sappiamo bene. Nonostante tutto qualche volta per la fretta, la pigrizia o i troppi impegni saltiamo la colazione o il pranzo, magari perché restiamo a lavoro durante la pausa per non portarci a casa il malloppo da completare o non restare in ufficio un minuto di più dopo l’orario di chiusura. Sappiate però che chi salta il pranzo fallisce a letto. Vedete già le cose in una prospettiva assai diversa, vero?
Chi mangia male e salta i pasti seguendo un regime alimentare non corretto e dai ritmi discontinui lamenta infatti una ricaduta notevole sulla sfera sessuale che si manifesta con una vita di coppia meno soddisfacente di chi invece segue una dieta corretta e un ritmo alimentare regolare e rigoroso.
L’allarme viene da nutrizionisti e sessuologi interpellati dalla rivista Vie del gusto per una ricerca concentrata sulle connessioni tra piaceri a tavola e piaceri a letto. I risultati sono stati chiari e tutti indicano la medesima direzione: il rapporto tra cibo e sesso è decisivo e non soltanto in termini afrodisiaci in cui abbiamo imparato a considerarlo.
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