Benessereblog Salute Virus Chikungunya nel Lazio: chi è escluso dalle donazioni di sangue

Virus Chikungunya nel Lazio: chi è escluso dalle donazioni di sangue

La diffusione del virus Chikungunya  ha portato le autorità sanitarie a sospendere la raccolta di sangue per quanto riguarda alcune fasce di donatori. Ecco di quali si tratta e come verranno applicate le restrizioni.

Virus Chikungunya nel Lazio: chi è escluso dalle donazioni di sangue

Virus Chikungunya nel Lazio – A Roma, la diffusione della Chikungunya, una malattia virale che si trasmette attraverso la puntura di zanzara-tigre, ha portato le autorità sanitarie a stabilire delle restrizioni per quanto riguarda la donazione del sangue, in modo da ridurre così il rischio di diffondere la malattia attraverso il sangue di donatori potenzialmente infetti. A spiegare in maniera chiara quali saranno le restrizioni in tema di donazione del sangue è stato Rodolfo Lena, Presidente della Commissione politiche sociali e salute della Regione Lazio, che in una nota spiega:

Mi giungono notizie per cui tra la popolazione ci sono ancora dubbi circa le donazioni di sangue, alla luce della possibilità di diffusione del virus Chikungunya. E’ utile, pertanto, fare chiarezza. Abbiamo sostenuto con successo presso il Centro nazionale sangue che per il momento è sufficiente escludere dalle donazioni solamente i residenti dell’area di Anzio e della Asl Roma 2, incoraggiando anzi il resto della popolazione a recarsi presso i centri trasfusionali.

La donazione del sangue, nella regione Lazio, sarà pertanto momentaneamente sospesa solo nella zona dell’Asl RM 2 e nel comune di Anzio. Le restrizioni si basano sul possibile rischio che i donatori possano aver contratto la malattia.

  • Le linee guida stabiliscono dunque che la donazione dei globuli rossi sarà ammessa per coloro che non sono residenti e non hanno soggiornato nelle aree affette, e per coloro che non sono residenti ma vi hanno soggiornato (dopo una quarantena di 5 giorni).
  • La donazione di piastrine e plasma è invece permessa sia per chi è residente nelle aree affette che per chi non è residente ma ha soggiornato nelle aree affette.

In entrambi i casi,

spiega l’esperto

il Servizio trasfusionale “inattiverà” le unità donate o invierà il plasma all’industria. Donare seguendo queste indicazioni è completamente sicuro e anzi, in questo momento, è ancor più necessario. E’ dimostrato, infatti, che il rischio maggiore per la salute pubblica è più legato alla carenza di scorte di sangue per trasfusioni, che alla diffusione del virus della Chikungunya.

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