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Morbo di Crohn: cos’è, cause e conseguenze

Morbo di Crohn: cos’è, cause e conseguenze

Fonte immagine: Getty

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale che comporta una vasta serie di sintomi e che può avere ripercussioni importanti sulla salute di chi ne è affetto.

La malattia di Crohn è infatti una malattia cronica e permanente, dalla quale non è possibile guarire. Tuttavia, attualmente la corretta e attenta gestione di questa condizione permette ai pazienti di godere di una buona qualità della vita.

Ma esattamente quali sono le cause di questa condizione? E quali i trattamenti più efficaci? In questo articolo vedremo come affrontare il morbo di Crohn, come viene eseguita la diagnosi della malattia e qual è il suo decorso.

Cos’è il Morbo di Crohn?

La malattia prende il nome dal medico che per primo la descrisse nel lontano 1932, ovvero il dottor Burrill Bernard Crohn. Questa condizione colpisce l’intero apparato digerente, comportando uno stato di infiammazione cronica.

Non a caso, la malattia di Crohn rientra fra le cosiddette MICI, ovvero le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali.

Questa condizione può colpire a qualsiasi età, ma si manifesta più frequentemente all’inizio dell’età adulta fino ai 35 anni.

Sintomi del Morbo di Crohn

I principali sintomi del Morbo di Crohn sono:

Tali sintomi possono presentarsi in maniera più insistente per diverse settimane, per poi andare incontro a remissione per un certo periodo di tempo, dopo il quale si presenteranno nuovamente (fase di riacutizzazione).

Come sono le feci con il morbo di Crohn?

Abbiamo visto che uno dei primi sintomi della malattia è la presenza di diarrea. Nei soggetti affetti da questa condizione, si verificano in genere circa 3 – 4 scariche nell’arco della giornata, con feci acquose o semiliquide, e con la presenza (in alcuni casi) di sangue, che può essere o non essere visibile a occhio nudo.

Cause del morbo di Crohn

Fonte: Pixabay

Le esatte cause della malattia non sono ancora del tutto note, tuttavia si ritiene che a giocare un ruolo significativo possano essere alcuni fattori, come quelli genetici e ambientali. Vediamo più nel dettaglio di quali fattori si tratta.

Cause genetiche

È stata riscontrata una maggiore probabilità di sviluppare la malattia da parte di coloro che hanno un parente stretto con il morbo di Crohn. Ricerche hanno dimostrato che fra il 5% e il 20% delle persone con questa malattia hanno dei parenti stretti che ne sono affetti a loro volta.

Cause immunitarie

La malattia si verifica quando il sistema immunitario (ovvero la prima linea di difesa contro agenti patogeni e infezioni) per errore attacca il sistema digestivo.

Fumo di sigaretta

Il vizio del fumo può aprire la strada a numerose patologie. Il rischio non è solo quello di sviluppare tumori, ma anche quello di soffrire di altre malattie, come ad esempio il morbo di Crohn. Ricerche suggeriscono inoltre che fumare aggrava i sintomi della malattia. La sigaretta può dunque rappresentare un fattore di rischio non indifferente.

Si ritiene che anche una precedente infezione batterica e uno squilibrio dei batteri intestinali possano concorrere allo sviluppo di questa condizione. Al contrario, sebbene la dieta possa esacerbare (in alcuni casi) i sintomi della malattia, non vi sono prove che un determinato tipo di alimentazione possa provocarne lo sviluppo.

Quando consultare un medico

Di fronte ai sintomi intestinali che abbiamo visto, è indubbiamente saggio portare il problema all’attenzione del medico. In particolar modo, rivolgiti al dottore se presenti uno dei seguenti disturbi:

  • Presenza di sangue nelle feci
  • Diarrea che non passa dopo una settimana
  • Perdita di peso inspiegabile
  • Frequenti dolori allo stomaco

Il medico potrebbe consigliarti di sottoporti a una visita specialistica presso un gastroenterologo. Quest’ultimo, se lo riterrà necessario, potrà indicarti alcuni esami approfonditi da eseguire.

Diagnosi del Morbo di Crohn

Non esiste un solo test per diagnosticare il morbo di Crohn. Fra gli esami che il gastroenterologo ti raccomanderà rientrano la colonscopia e la biopsia. Vediamo di cosa si tratta e qual è lo scopo di simili indagini diagnostiche.

Colonscopia

Questo esame viene eseguito inserendo un sottile tubo dotato di telecamera, in modo da esaminare e valutare l’eventuale infiammazione intestinale. Nel 70% dei casi questo esame si rivela efficace nel permettere di diagnosticare la malattia.

Biopsia

Il prelievo di una piccola porzione di intestino, che sarà eseguito durante la colonscopia, consente di esaminare in maniera più precisa la parte e di giungere a una diagnosi della malattia.

Risonanza magnetica o Tac

Un metodo diagnostico per individuare la malattia consiste nell’eseguire una risonanza magnetica, grazie alla quale sarà possibile esaminare specifiche porzioni dell’intestino che non possono essere visualizzate con la colonscopia o l’endoscopia.

Dopo aver individuato l’eventuale presenza della malattia, lo specialista ti indicherà quali sono i trattamenti più efficaci per tenere sotto controllo i sintomi.

La terapia comprende l’assunzione di farmaci e, quando necessario, l’intervento chirurgico.

Decorso della malattia

Come evolve il morbo di Crohn? La malattia ha un andamento cronico e recidivante. Ciò significa che a fasi di remissione dei sintomi (durante le quali il paziente vivrà dei periodi di miglioramento) si alternano delle fasi di riacutizzazione, che possono durare anche diverse settimane.

Quali conseguenze porta il morbo di Crohn?

Molte persone si domandano se dal morbo di Crohn si possa guarire o meno. In realtà non è possibile una completa guarigione dalla malattia, tuttavia i trattamenti attualmente a disposizione permettono di condurre una vita soddisfacente, senza influenzare la durata della vita dei pazienti, che sarà relativamente simile a quella di coloro che non soffrono della malattia di Crohn.

Se non adeguatamente trattata, questa condizione può tuttavia aumentare il rischio di soffrire di altri problemi, come danni intestinali che richiedono l’intervento chirurgico, difficoltà ad assorbire le sostanze nutritive, con conseguente carenze alimentari e anemia, o anche un maggior rischio di sviluppare un tumore (carcinoma dell’intestino tenue e del tumore del colon-retto).

Per questo motivo, è importante sottoporsi regolarmente alle visite di screening che saranno consigliate dallo specialista.

Convivere con la malattia

pancia ragazza con Morbo di Crohn
Fonte: Pixabay

Sappiamo che non esiste un trattamento risolutivo in grado di sconfiggere la malattia. Dal morbo di Crohn dunque non si può guarire, tuttavia, seguendo le indicazioni del medico e sottoponendosi ai consueti controlli di screening, sarà possibile tenere sotto controllo i sintomi e scongiurare il rischio di eventuali complicanze.

Convivere con il morbo di Crohn può essere molto stressante e difficile. Le improvvise riacutizzazioni e la necessità di sottoporsi ai controlli regolari può influenzare il benessere del paziente. Per questo motivo, può essere utile chiedere un sostegno psicologico, in modo da trattare i sintomi emotivi della malattia.

Dal punto di vista alimentare, molte persone ritengono che il morbo di Crohn possa essere curato attraverso la dieta. Seguire un’alimentazione sana e bilanciata è senza dubbio importante per mantenersi in salute ed evitare eccessivi dimagrimenti o delle carenze di ferro, calcio e altri nutrienti essenziali, tuttavia non esiste attualmente una dieta che sia davvero in grado di combattere la malattia.

Prima di escludere interi gruppi di alimenti, parlane con il tuo medico o consulta un dietologo esperto in materia.

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