Benessereblog Eutanasia: 11 anni di lotte per il diritto di morte

Eutanasia: 11 anni di lotte per il diritto di morte

Eutanasia: 11 anni di lotte per il diritto di morte

Quella per l’Eutanasia è una battaglia che interessa il nostro Paese da molti anni. Grazie all’approvazione della legge sul Biotestamento da adesso in poi l’esistenza potrebbe essere più sostenibile per coloro che soffrono di gravi e incurabili condizioni di salute. Fino ad oggi infatti l’ultima parola è sempre spettata ai tribunali, ma adesso le cose potrebbero cambiare. Oggi vogliamo ripercorrere insieme a voi i casi che hanno scosso le coscienze del nostro Paese, a cominciare con il caso di Piergiorgio Welby, fino ad arrivare a quello più recente di Dj Fabo.

A portare all’attenzione del nostro Paese la necessità di garantire al malato il diritto di prendere delle decisioni in merito al fine-vita fu Piergiorgio Welby, che per molti anni ha sofferto di distrofia muscolare. L’attivista e co-presidente dell’Associazione Coscioni aveva chiesto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di poter ottenere l’eutanasia, ma il tribunale di Roma aveva respinto la sua richiesta di mettere fine all’accanimento terapeutico. Dopo pochi giorni il medico di Welby esaudì il desiderio del suo paziente di mettere fine al suo calvario, e staccò il respiratore. In seguito il medico verrà assolto dall’accusa di omicidio.

Un altro caso che ha scosso il nostro Paese è stato quello di Giovanni Nuvoli, un uomo malato di Sla che chiedeva che gli venisse staccato il respiratore. Mentre il medico si accingeva ad aiutare il paziente esaudendo questa sua ultima richiesta, sono intervenuti i carabinieri per bloccarlo. Nuvoli si è lasciato morire di fame e di sete poco tempo dopo.

Nel 2009 anche il caso di Eluana Englaro aveva sconvolto il nostro Paese, dividendolo. La ragazza di Lecco era rimasta in stato vegetativo per 17 anni, ed il padre aveva chiesto di far rispettare il desiderio della figlia di porre fine alla sua esistenza, da lei espresso prima della malattia. Dopo infinite battaglie legali, la Cassazione si era pronunciata a favore della sospensione della nutrizione e dell’idratazione artificiale. Nel 2016 anche Mario Fanelli, malato di Sla, aveva chiesto l’eutanasia, ma è poi morto per cause naturali.

Lo stesso anno Walter Piludu, ex presidente della provincia di Cagliari e malato di Sla aveva ottenuto che venisse staccato il respiratore, ed è morto serenamente. Infine, quest’anno un altro caso ha scosso le coscienze, ovvero quello del giovane Dj Fabo, un ragazzo trentanovenne rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale. Il ragazzo ha più volte chiesto di poter morire con dignità, e alla fine ha ottenuto l’eutanasia in Svizzera, grazie all’Associazione Coscioni, che lo ha accompagnato in questo difficile cammino.

via | Ansa

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