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Dispnea da ansia: come riconoscerla e affrontarla

La dispnea ansiosa è riconoscibile per la sensazione di mancanza di respiro innescata dall'ansia. Durante momenti di tensione intensa, il corpo può reagire accelerando il respiro o causando una percezione di difficoltà respiratoria. Tipicamente accompagnata da sintomi come palpitazioni, sudorazione e tremori, questa sensazione può essere erroneamente interpretata come problemi respiratori fisici. Il riconoscimento richiede consapevolezza dei fattori scatenanti per evitare diagnosi errate.

Dispnea da ansia: come riconoscerla e affrontarla

Fonte immagine: Pexels

Riconoscere la dispnea da ansia ed affrontarla adeguatamente è di fondamentale importanza. Innanzitutto, per evitare di scambiare la sensazione di mancanza di respiro che provoca con sintomi fisici respiratori. Inoltre, per gestirla in maniera adeguata e risolvere quanto prima tale problema che, in molti casi, può influenzare la qualità della vita di chi la sperimenta. Di seguito approfondiamo cosa la causa ma, soprattutto, come riconoscerla.

Cosa vuol dire dispnea ansiosa?

Bene, ma cosa vuol dire dispnea ansiosa? Con tale termine si indica una sensazione di mancanza d’aria che è principalmente innescata dall’ansia o dallo stress emotivo. Accade che in situazioni di ansia elevata, il corpo reagisca accelerando il ritmo respiratorio o causando un’impressione di difficoltà respiratoria. Questa sensazione è spesso accompagnata da palpitazioni, sudorazione e tremori.

Dispnea da ansia: come riconoscerla

Come accennato, è importante distinguere la dispnea ansiosa da eventuali problematiche respiratorie fisiche per una corretta gestione di entrambe. Tale patologia si distingue per la sensazione di mancanza di respiro innescata principalmente da fattori psicologici, che possono essere emozioni ansiose o stress emotivo. L’ansia rappresenta una reazione fisiologica naturale a situazioni di pericolo o paura. Questo stato attiva la risposta per la quale il corpo adotta meccanismi sia fisici che mentali per prepararsi all’azione contro le minacce percepite. La dispnea è un aspetto di questa risposta. Può manifestarsi come difficoltà a respirare, oppressione al petto, sensazione di soffocamento o fame d’aria.

Del resto, numerosi studi confermano l’esistenza di un legame tra ansia e sintomi respiratori. Ulteriori segnali che possono portarci a riconoscere la dispnea in risposta all’ansia includono accelerazione del respiro (iperventilazione), affanno, sensazione di ostruzione in gola, tensione toracica e palpitazioni cardiache.

dispnea da ansia: come riconoscerla e affrontarla
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Come affrontare la dispnea ansiosa?

Per affrontarla, fondamentale è imparare a gestire l’ansia che ne sta alla base. Tecniche di controllo dello stress come la respirazione profonda, il rilassamento muscolare progressivo e la meditazione, possono aiutare a ridurla e di conseguenza a migliorare la sensazione che si percepisce. Risorse utili in tal senso sono anche la consulenza psicologica e la terapia cognitivo-comportamentale.

Nel caso in cui non dovesse essere di natura ansiosa, la mancanza di respiro frequente o di lunga durata potrebbe derivare da altre condizioni mediche, come ad esempio l’obesità, l’asma, una malattia polmonare interstiziale o problemi di cuore.

Quanto può durare la dispnea da ansia?

La durata varia da individuo a individuo e in base alle circostanze. In alcune situazioni può essere transitoria, e manifestarsi solo in occasione di picchi di ansia intensa. In altri casi, specialmente quando l’ansia è costante o cronica, la sensazione di dispnea ansiosa può essere persistente. Utile può risultare valutare la frequenza e la durata di questi episodi, e considerare il supporto professionale se la condizione si aggrava o incide sulla qualità della propria vita.

Per concludere, la dispnea ansiosa è una reazione comune durante episodi di ansia elevata o stress emotivo. Riconoscere questo sintomo come collegato all’ansia, piuttosto che a problemi fisici, è essenziale. Per superarla, occorre affrontare l’ansia che sta alla base attraverso tecniche di rilassamento, terapia e supporto professionale. Così facendo è possibile gestirla in modo efficace e migliorare il proprio benessere emotivo.

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