Benessereblog Salute Diarrea persistente, quando preoccuparsi e andare in ospedale

Diarrea persistente, quando preoccuparsi e andare in ospedale

Diarrea persistente, quando preoccuparsi e andare in ospedale

E’ il caso di preoccuparsi per una diarrea persistente? Assolutamente sì. Purtroppo, spesso, la diarrea cronica viene sottovalutata, anche quando questa è invalidante al punto che il paziente non riesce neanche ad uscire di casa perché ha continuamente lo stimolo a defecare. Quando andare in ospedale? Se la diarrea è così grave da aver provocato anche disidratazione, ipotensione e collasso: non aspettate, andate subito in ospedale. La diarrea non va presa sottogamba: oltre alla disidratazione provoca squilibri elettrolitici tali da provare sintomi anche peggiori, soprattutto in pazienti con altre patologie (problemi cardiaci, renali o epatici), bambini o anziani.

Differenza fra diarrea acuta e cronica

Con il termine di diarrea persistente molte persone si riferiscono alla diarrea cronica. La diarrea, infatti, può essere classificata in molti modi. Uno di questi è quella che distingue la forma acuta da quella cronica o persistente:

  • diarrea acuta: diarrea che dura da meno di due settimane. Solitamente è provocata da infezioni virali (Norwalk o Rotavirus solitamente), batteriche (Salmonella, Camylobacter, Yersinia e Shigella), parassitarie (Giardia, Criptosporidium…), intolleranze alimentari, allergie alimentari, intossicazioni alimentari (Staphylococcus auereus, Bacillus cereus, Clostridium perfringens, E. coli, Clostridium difficile, Vibrio cholerae, Clostridium botulinum o Vibrio parahaemolyticus) o farmaci, ma attenzione: ci sono anche forme di diarrea da ischemia per trombosi mesenterica o colite ischemica, diverticolite o malattia infiammatoria dell’intestino
  • diarrea cronica: persiste da più di 4 settimane. Può essere secretiva o osmotica. Inoltre viene suddivisa in acquosa, ematica o grassa

Diarrea persistente: cause

Queste sono alcune delle cause più frequenti di diarrea persistente cronica:

Diarrea secretiva

  • da farmaci
  • proliferazione della flora batterica
  • sindrome del colon irritabile
  • parassitosi: Giardiasi, criptosporidosi…
  • da resezione dell’ileo
  • post ostruzione
  • tumore del colon
  • diarrea da acidi biliari
  • diabete mellito con neuropatia intestinale (più frequente la stipsi)
  • malattie neurologiche
  • distrofia muscolare
  • immunodepressione (anche da AIDS)
  • diarrea secondaria da tumori come carcinoidi, carcinoma della tiroide, tumore pancreatico, gastrinoma, tumori polmonari

Diarrea osmotica

  • intolleranza alimentare
  • allergie alimentari
  • uso di lassativi
  • eccessiva ingestione di zuccheri o soluti non assorbibili
  • ischemia cronica

Diarrea ematica

  • morbo di Crohn
  • colite ulcerosa
  • colite ischemica
  • carcinoma del colon
  • radiazioni
  • infezioni da Camylobacter, Yersinia, Citomegalovirus e Entamoeba

Diarrea grassa

  • malassorbimento
  • maldigestione
  • insufficienza del pancreas esocrino
  • celiachia
  • Giardiasi
  • morbo di Crohn
  • morbo di Whipple

Diarrea persistente: cosa fare?

Se la diarrea è acuta e autolimitante, solitamente anche il vostro medico di base vi prescrive farmaci sintomatici come:

  • fermenti lattici
  • adsorbenti intestinali (servono per compattare le feci)
  • farmaci che modificano la peristalsi intestinale
  • antibiotici intestinali (solamente in caso di infezione batterica)

Ma se la diarrea non passa, da acuta diventa cronica, anche con i farmaci sintomatici non passa, allora non attendete che vada avanti per settimane o mesi prima di farvi vedere dal medico: bisogna capire la causa indirizzare meglio la terapia. E per fare questo è necessario fare una serie di esami, fra cui esami del sangue, esami delle feci ed ecografia addominale per iniziare.

Se la diarrea provoca disidratazione, forte senso di stanchezza, si hanno dolori addominali intensi, allora non dovete aspettare: se i dolori sono forti e il senso di affaticamento notevole, si ha anche ipotensione e collasso, ecco che bisogna recarsi d’urgenza al Pronto Soccorso. Alcune delle cause viste, infatti, sono considerate un’emergenza acuta.

Foto | Pixabay

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