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Coronavirus, in quarantena raddoppiate le morti per infarto

Coronavirus, in quarantena raddoppiate le morti per infarto

L’emergenza coronavirus ha provocato un significativo aumento della mortalità per coloro che sono colpiti da infarto Stemi (Infarto miocardico con ‘elevazione del segmento ST’), un evento cardiovascolare molto grave, che richiede soccorsi tempestivi. A rivelarlo sono stati gli autori di uno studio pubblicato sulle pagine della rivista Jama Cardiology. Lo studio è stato condotto al Providence Heart Institute.

Gli autori hanno analizzato i casi di 15 mila infarti registrati a partire dal mese di febbraio, ed hanno osservato un crollo dei ricoveri e della degenza per i pazienti.

A quanto pare la paura del coronavirus avrebbe impedito a molte persone di recarsi in ospedale, nonostante avvertissero chiaramente i sintomi dell’infarto. A preoccupare è inoltre il fatto che i pazienti ricoverati siano stati tenuti in media meno tempo, e quando venivano dimessi, facevano ritorno a casa anziché accedere agli appositi centri di riabilitazione.

Nonostante non sia stata evidenziata alcuna variazione nel trattamento dei pazienti con infarto più grave, la mortalità sarebbe comunque raddoppiata, e questo perché i pazienti avevano paura a contattare i soccorsi, ma anche a causa del fatto che gli ospedali erano e sono oberati per via del Covid.

Una situazione che purtroppo accomuna ogni Paese in questo momento, e che è destinata a peggiorare se non si riuscirà ad arginare la nuova diffusione del coronavirus. È per questa ragione che bisogna tutelare la propria salute e quella di chi ci circonda, a qualunque età e in qualunque luoghi ci si trovi.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

via | Ansa

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