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Call senza soluzione di continuità stressano il cervello

Call senza soluzione di continuità stressano il cervello

Call e video conferenze costituiscono per molti il tratto distintivo della pandemia. Una riunione finisce, un’altra iniziae spesso, tra l’una e l’altra, non c’è neanche la possibilità di alzarsi dalla propria postazione, bere un bicchiere d’acqua o fare pipì. Che questo sia stressante per il cervello era facilmente prevedibile, e adesso è confermato anche da uno studio in merito. La ricerca è stata condotta, sulla base dell’analisi dell’attività cerebrale di alcuni volontari, da Microsoft.

Continue call stressano il nostro cervello

Le riunioni consecutive che sono diventate la norma negli ultimi 12 mesi non sono sostenibili“, afferma Jared Spataro, CVP, Microsoft 365. Per tale motivo, l’azienda ha appena introdotto la possibilità di fare ‘pause obbligatorie‘ nel suo applicativo Outlook.

Outlook e Microsoft Teams sono utilizzati da milioni di persone in tutto il mondo, e questo piccolo cambiamento può aiutare i clienti a sviluppare nuove norme culturali e migliorare il benessere di tutti”. Oltre che porre l’attenzione su quanto le riunioni senza soluzione di continuità possano risultare nocive per il nostro benessere, la ricerca condotta dall’azienda punta ad un semplice rimedio: brevi pause, che permettono di limitare gli effetti negativi.

Call senza soluzione di continuità stressano il cervello

La ricerca

Protagoniste della ricerca sono state 14 persone che hanno indossato un dispositivo per l’elettroencefalogramma mentre partecipavano a due diverse sessioni di videoconferenze. Nel primo caso dovevano seguirne quattro da mezz’ora senza intervalli; nel secondo, tra di esse era previsto un break di dieci minuti. Ebbene, è emerso come le conferenze senza soluzione di continuità riducono la capacità di concentrazione e di partecipazione attiva. Il passare – o il pensare di passare – da una riunione all’altra comporta un aumento dei segnali di stress nelle onde cerebrali. Cosa che, invece, non si registra se tra di esse c’è una pausa. Le pause permettono al cervello di fare un reset, riducendo lo stress cumulativo dovuto ai meeting.

A supervisionare il progetto è stato Michael Bohan, direttore senior del gruppo Microsoft’s Human Factors Engineering, che ha dichiarato:

“La nostra ricerca mostra che le pause sono importanti, non solo per renderci meno esausti alla fine della giornata, ma per migliorare effettivamente la nostra capacità di concentrarci e impegnarci durante tali riunioni.”

Le nuove impostazioni in Microsoft Outlook rendono più semplice e quasi automatico ritagliarsi queste interruzioni. Esistono due opzioni: impostazioni predefinite di pianificazione che abbreviano automaticamente le riunioni pianificate; previsione, attraverso il setting, di pause obbligatorie per tutti i dipendenti imposto dalle stesse aziende.

Via | Ansa

Photo | Pixabay

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