Le malattie reumatiche costituiscono un insieme di disfunzioni invalidanti che a volte vengono trascurati e considerati come dei semplici fastidi. Esistono però dei campanelli d’allarme precisi che il nostro corpo ci invia e a cui dovremmo prestare la massima attenzione.
Un esempio è rappresentato da dolori e gonfiori alle mani e ai polsi, con persistenza di più di tre settimane. O ancora la sensazione di rigidità muscolare al mattino che dura più di un’ora. E non devono essere solo gli anziani a farci caso.
Nei giovani si deve prestare attenzione a dolori di tipo sciatico, che vanno dal gluteo al ginocchio. Diventa preoccupante se passa da un lato ad un altro e se aumenta durante il riposo notturno. In tutte queste situazioni è molto importante rivolgersi al proprio medico di base, per farsi prescrivere degli accertamenti più approfonditi.
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I bambini nati con la procreazione assistita potrebbero essere una bomba ad orologeria che rischia di scoppiare quando diventeranno adulti e si renderanno conto di aver ereditato la stessa incapacità dei genitori a concepire.
L’allarme arriva dal dottor Andre van Steirteghem, uno dei pionieri dell’inseminazione artificiale, che nel corso di una conferenza scientifica svolta nel Regno Unito ha snocciolato dati piuttosto preoccupanti in base ai quali circa 260mila bambini nati dall’IVF sarebbero a rischio di infertilità. Un rischio molto più elevato di quello dei bambini nati naturalmente.
Secondo il medico, l’infertilità ha delle cause genetiche che possono essere trasmesse anche al bambino. Questo significa che stiamo preparando una futura generazione di bambini affetti da infertilità e questa è una cosa che andrebbe spiegata alle coppie che scelgono di ricorrere a questa tecnica per avere un figlio.
Le cattive notizie non sono finite: perché spesso i bambini nati dall’IVF sono gemelli e a volte anche trigemini quando nascono sono sottopeso e più esposti al rischio di soffrire da adulti di obesità, diabete e ipertensione.
A volte mi chiedo, ma quante proprietà benefiche ha l’olio d’oliva? E’ uno dei migliori alimenti che rappresenta la cucina mediterranea a livello salutare. E sono sempre più numerosi gli studi che mettono in risalto le sue proprietà benefiche nei confronti di cuore e circolazione.
Questo lipide monoinsaturo, infatti, è in grado di proteggere dalla trombosi, cioè dalla formazione di ammassi di sangue coagulato nei vasi sanguigni, grazie alla sua capacità di abbassare i livelli di colesterolo totale e diminuire solo quello cattivo (LDL), senza influire minimamente sui valori del colesterolo buono.
E non è un caso che le popolazioni che per tradizione privilegiano il consumo di olio siano meno colpite da infarti ed altre malattie cardiovascolari. Per questo, gli esperti consigliano di intraprendere delle buone abitudini alimentari: pochi grassi saturi e un filo di olio extravergine per condire primi piatti e verdure.
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Siete tra quella buona fetta della popolazione italiana che adora stare ore ed ore davanti alla televisione per passare il tempo libero? Allora fate attenzione, perchè potrete correre dei seri rischi per la vostra salute.
Uno studio australiano ha monitorato a lungo ed accuratamente lo stile di vita di più di 8000 adulti ed ha dedotto che per ogni ora del giorno passata davanti alla televisione, si aumenta il rischio di morte prematura. Si ha infatti un 9% in più della possibilità di avere un tumore e il 18% in più di poter contrarre una malattia cardiovascolare.
La spiegazione sta nel fatto che attualmente non muoviamo più i nostri muscoli come una volta. E si passa molto tempo seduti, in macchina o davanti ad una scrivania. E ricordiamoci che i danni non colpiscono solo chi è obeso, ma anche chi ha un peso normale.
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La follicolite rientra tra le malattie cutanee ed è un disturbo che mette a dura prova la nostra pelle. E’ caratterizzata da un’infiammazione del follicolo pilifero, che è il sostegno sottocutaneo di capelli e peli.
Nella maggior parte dei casi la follicolite si sviluppa solo in maniera superficiale; soltanto nei casi più gravi l’infiammazione colpisce la cute in profondità, provocando sintomi simili a quelli dell’acne. In pratica succede che la zona interessata si riempie di lesioni, simili, appunto, a brufoli e pustole.
Le cause più comuni della follicolite sono o una proliferazione batterica all’interno del follicolo stesso, o microtraumi, o ancora l’utilizzo di alcuni farmaci, soprattutto farmaci biologici utilizzati contro le forme tumorali.
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Ci fanno venire i capelli bianchi, ci rendono le notti bianche e sono fonte di grandi preoccupazioni. Eppure allevare dei figli fa bene alla salute. In particolare, un recente studio dimostra che aiuta a mantenere bassa la pressione arteriosa.
Com’è possibile? Secondo i ricercatori il segreto sta nel fatto che avere dei figli dà un significato diverso alla vita perché ci regala degli obiettivi e dei traguardi da raggiungere. Questa diversa prospettiva riduce i livelli di stress e di conseguenza anche la pressione.
Lo studio, condotto presso la Brigham Young University nello Utah, è stato realizzato su 198 adulti che sono stati monitorati con un misuratore della pressione per 24 ore durante il normale svolgimento delle loro giornate. I ricercatori hanno preso in considerazione anche altri fattori che avrebbero potuto avere un influsso sulla pressione come lo stato generale di salute, il fumo, il tipo di alimentazione e di attività fisica svolta e l’eventuale consumo di alcol.
A parità di condizioni, la pressione sanguigna sistolica degli adulti genitori è risultata più bassa di 4,5 punti rispetto agli adulti che non avevano figli, mentre la pressione sanguigna diastolica è risultata più bassa di tre punti. Le differenze sono risultate maggiori nel caso delle donne-madri.
Via | Daily Mail
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Si è scoperto, secondo un’indagine svolta dall’Università di Washington, che alcuni siti internet che vendono farmaci on line offrono gratuitamente campioni di farmaci ed effettuano degli sconti sugli stessi. Tutto ciò viene applicato soprattutto a livello dei farmaci più venduti nell’anno precedente.
Nel 60% dei casi è possibile acquistare i 50 farmaci più venduti con dei buoni sconto. Questo rappresenta un nuovo modo per promuovere la vendita diretta al consumatore e questa tipologia di pratica è permessa, ad oggi, e fortunatamente aggiungiamo noi, solo negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda.
Le offerte riguarderebbero soprattutto la maggior parte di quei farmaci che non hanno il corrispondente generico. Ma in questo modo si dà meno evidenza ai rischi che si possono avere consumando senza alcun aiuto questi prodotti. Il pericolo maggiore è infatti che il consumatore sia influenzato dagli sconti applicati e non prenda seriamente in considerazione il suo vero stato di salute.
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Ci sono persone che dimostrano la loro generosità in maniera del tutto naturale, ed altre, invece, che devono proprio sforzarsi per riuscire a tirar fuori questo lato del loro carattere. Ma non è una cosa che si può decidere di avere o meno.
Uno studio giapponese e inglese ha dichiarato che l’atteggiamento dipenderebbe da uno specifico funzionamento del cervello. Questi ricercatori hanno svolto delle indagini tramite test comportamentali per valutare l’attività cerebrale di circa 40 volontari: tra questi ce n’erano 26 prosociali, cioè altruisti e 14 individualisti.
E di fronte ad una situazione di ingiustizia, nel primo gruppo, c’era una specifica zona del cervello, detta amigdala e responsabile delle emozioni, che lavorava molto di più.
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Vi siete mai chiesti come mai non si parla mai di prevenzione quando si affronta l’argomento mal di testa? Forse perché l’origine del problema non è mai di facile individuazione e sono troppe le cause e i fattori scatenanti che possono provocare gli attacchi, sia singolarmente che in concomitanza.
Si può però agire su alcune cause esterne che danno inizio al dolore e che possono essere eliminate o corrette. Alcuni esempi sono rappresentati dall’eliminazione di determinati cibi o farmaci.
In alcuni casi si può persino attuare una terapia farmacologica di prevenzione. Queste regole profilattiche vanno intese soprattutto per quelle cefalee croniche e servono a diminuire sia la frequenza che l’intensità degli attacchi.
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Quante volte vi sarà capitato di fare delle code interminabili nella sala d’attesa del pronto soccorso della vostra città? Tante, sicuramente e ciò è dovuto al fatto che 8 volte su 10 le richieste di pronto soccorso (magari anche le vostre o la mia) non rappresentano delle vere e proprie urgenze e ciò fa sì che le attese diventino più lunghe del dovuto.
Questa è la situazione del 2009 dei pronto soccorso italiani, stilata dal Censis, in materia di sanità. Sono troppe, quindi, le persone che si recano nei reparti di emergenza senza un reale bisogno.
L’80% dei disturbi viene identificato con codici bianchi e verdi, i meno gravi. Questi dati ci devono far riflettere sul fatto che la sanità dovrebbe essere maggiormente presente sul territorio con altre strutture, che garantiscano più ampio accesso alle cure primarie.
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