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Ragadi al seno: sintomi, cause e cure

Come curare le ragadi al seno in modo naturale? E quanto tempo ci mettono a guarire? Sintomi, cause e rimedi per affrontare questa comune problematica.

Ragadi al seno: sintomi, cause e cure

Le ragadi al seno – i cui sintomi possono risultare insopportabili – sono delle ferite simili ad abrasioni che possono formarsi a raggiera sul capezzolo delle neomamme durante i primi tempi dell’allattamento. Cause e rimedi delle ragadi al seno sono diversi a seconda dei casi. In alcune donne sono superficiali, pertanto generano solo un po’ di fastidio, ma non tanto da giustificare l’interruzione dell’allattamento. In altri casi, sono talmente profonde da provocare forte dolore e sanguinamento e rendere le poppate un vero tormento. Come curare le ragadi al seno in modo naturale? Quale crema usare e quanto tempo ci mettono a guarire? Andiamo con ordine.

Cosa sono le ragadi al seno

Sono dei taglietti che si formano sul capezzolo della neomamma – immagini e foto delle ragadi reperibili sul web parlano chiaro – nei primi giorni dell’allattamento al seno. Possono essere lievi e risolversi in pochi giorni oppure essere veramente dolorose tanto da indurre la mamma a ricorrere all’allattamento artificiale. Che problemi danno le ragadi? Una loro possibile complicazione è la mastite, un’infezione della mammella piuttosto frequentemente durante il periodo dell’allattamento che interessa il 2-10% delle donne che allattano.

Si stima che nei primi 5 giorni dopo la nascita, circa il 35% dei capezzoli delle madri che allattano presenti danni, e il 69% delle madri sperimentino dolore ai capezzoli. Anche un uso improprio del tiralatte può causarne la comparsa: se ne può sviluppare la comparsa se le impostazioni di aspirazione sono troppo alte, ad esempio.

Ragadi al seno: sintomi, cause e cure
Fonte: Pixabay

Ragadi al seno in gravidanza

Prima di passare ai sintomi è doveroso precisare come sperimentare le ragadi al seno senza allattamento non sia impossibile. E’ il caso, ad esempio, delle ragadi al seno in gravidanza: durante questo periodo il seno può riempirsi eccessivamente di latte e quello in eccesso provocare l’allungamento e la rottura del tessuto del capezzolo.

Ragadi al seno in menopausa

Le ragadi al seno in menopausa, seppur meno frequenti, sono possibili: avvertire dolore al seno in menopausa è una condizione abbastanza frequente. La formazione di ragadi può essere dovuta al fatto che durante questa fase la pelle del seno appaia tesa e comportare un dolore simile a bruciore.

Ragadi al seno senza allattamento

Ma anche chi fa jogging o corsa coprendo lunghe distanze può sperimentare le ragadi al capezzolo: il rischio deriva dal continuo e prolungato sfregamento dei capezzoli con le t-shirt. In estate, quando le magliette sono sudate, così come in inverno, quando fa freddo ed i capezzoli sono eretti.

Infine, possono essere dovute ad una reazione allergica a qualche prodotto che va a contatto con la pelle. Come ad esempio il detersivo o l’ammorbidente che usiamo per il bucato, o lo shampoo o il bagnoschiuma. Fortunatamente, alcuni rimedi naturali o dei semplici cambiamenti nello stile di vita possono alleviarne i sintomi e curare le ragadi al seno.

Sintomi delle ragadi al seno

Abbiamo detto che i loro sintomi possono essere veramente insopportabili. E, difatti, le ragadi al seno (che possono interessare uno entrambi i seni) possono manifestarsi attraverso:

  • Arrossamento
  • Dolore
  • Irritazione
  • Secchezza
  • Crosticine sanguinanti
  • Taglietti
  • Dolore
  • Fastidio
Ragadi al seno: sintomi, cause e cure
Fonte: Pexels

Cause delle ragadi al seno

Perché vengono le ragadi al seno? Tra le cause spesso c’è una componente genetica, ovvero una predisposizione familiare. Anche avere un capezzolo retratto può facilitare l’insorgenza di queste fessurazioni dolorose, perché allattare è più complicato. Ci sono, poi, una serie di possibili cause non organiche che favoriscono la formazione delle ragadi al seno in allattamento, tra queste le più frequenti sono da riscontrarsi in errori nella posizione dell’allattamento, così come l’abitudine di dare il seno sempre dalla stessa parte e troppo a lungo.

Come curare le ragadi al seno

Come si curano le ragadi al seno? Quelle profonde si possono comunque curare applicando sulle lesioni delle pomate adatte (una crema per ragadi al seno efficace è quella all’ossido di zinco, la stessa usata per proteggere il culetto del bambino dagli arrossamenti e dalle dermatiti da pannolino) o della lanolina, e disinfettando alla perfezione il capezzolo prima e dopo ogni poppata.

E’ importante, infatti, evitare che le ragadi si infettino anche perché questo potrebbe provocare disturbi nel neonato, come ad esempio il mughetto da Candida, ma soprattutto aggravarsi fino a sfociare in una mastite, ovvero un’infiammazione dolorosa delle mammelle. Discusso, come vedremo a breve, è l’uso del paracapezzolo.

Rimedi naturali ragadi al seno

Le coppette d’argento per ragadi al seno rappresentano uno dei rimedi naturali contro i sintomi di tale patologia. Ciò grazie alle proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e disinfettanti del materiale. Proteggendo i capezzoli dal contatto con agenti batterici esterni tra una poppata e l’altra, apportano benefici e sollievo. Inoltre, rispetto alle creme e alle lozioni reperibili in farmacia hanno il vantaggio di non provocare secchezza o irritazione della pelle. Infine, non lasciano sul capezzolo sostanze che con il loro sapore potrebbero influenzare la poppata. Tuttavia, alcuni esperti tendono a sconsigliarle per la possibilità che possano trattenere l’umidità. E, di conseguenza, rallentare il processo di cicatrizzazione.

Come cicatrizzare le ragadi? Il più efficace tra i rimedi della nonna per le ragadi al seno è il latte materno. Questo vanta naturali proprietà antinfiammatorie e antibatteriche, quindi aiuta a guarire le ferite intorno al capezzolo. Inoltre è totalmente naturale, un vantaggio da aggiungere. Ricordate, dopo ogni poppata, di lavare i capezzoli con acqua tiepida e di lasciarli asciugare all’aria tamponandoli.

Prevenzione

La soluzione ideale, però, è quella di prevenire questo tipico disturbo del seno, ad esempio imparando fin da subito la tecnica giusta per allattare il bambino.

  • Durante le poppate, la madre dovrà sistemare il neonato in modo che con la boccuccia possa afferrare tutta l’aerola e non solo la punta del capezzolo, perché altrimenti, tirando, potrebbe provocare le abrasioni.
  • Inoltre, è molto importante modulare anche la durata di ogni poppata. Le ostetriche consigliano di non andare oltre i 15 minuti per seno, in modo che il capezzolo non si infiammi.
  • Infine, prima di dare il seno al bambino, si dovrebbe nutrire la pelle dell’areola e del capezzolo con degli oli naturali, come quello alle mandorle dolci, che renderanno la cute molto più protetta ed elastica.
  • Anche l’igiene in questo periodo dovrà essere particolarmente delicata. Mai usare detergenti e saponi aggressivi, meglio far asciugare il seno all’aria o detergerlo con salviette apposite, anche prima della poppata.
  • Un altro consiglio fornito dagli esperti è quello di evitare di consumare cibi piccanti, che possono provocare l’irritazione delle mucose e delle mucose, e di indossare indumenti larghi che non vadano a sfregare sulla zona.

Per prevenire le ragadi al seno al capezzolo da attrito, invece, indossate indumenti in materiale morbido, dei reggiseni sportivi aderenti ma non troppo stretti e idratate la zona con appositi prodotti. Utile può essere applicare una garza adesiva sui capezzoli prima di indossare reggiseni o t-shirt.

Ragadi al seno: sintomi, cause e cure
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Ragadi al seno, quanto durano

Quanto tempo ci mettono a guarire le ragadi al seno? Possono richiedere da pochi giorni a qualche settimana per guarire. Fortunatamente il dolore può migliorare molto prima. Molte neomamma si chiedono “Come faccio ad allattare con le ragadi?” Se in via generale non è mai consigliabile interrompere l’allattamento al seno, a meno che non vi sia un rischio di contagio di virus attraverso il latte, mastite o altre conseguenze, in caso di dolore insopportabile si può sempre ricorrere al tiralatte per estrarre il latte più comodamente e darlo al bambino tramite il biberon.

Cosa fare se le ragadi non guariscono?

In questo caso si consiglia di contattare il proprio medico di fiducia, il pediatra o un consulente dell’allattamento. Così facendo potrete eventualmente verificare se e dove state sbagliando e capire quale sia la posizione migliore per un attacco efficace nel vostro caso.

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