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Allattamento al seno, 8 cose da sapere

Allattamento al seno, 8 cose da sapere

L’allattamento al seno è la forma di nutrizione più naturale e semplice che possa esistere, tanto da rappresentare per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) un obiettivo di salute pubblica da tutelare e raggiungere. Un allattamento al seno ottimale dovrebbe avvenire entro i primi 30-60 minuti di vita del bambino, e può apportare un incredibile numero di benefici alla salute del piccolo, e persino a quella della mamma.

Ma a conti fatti quali sono i consigli per allattare un bambino? E cosa si sente quando si allatta al seno?

In questo articolo vedremo quali sono i trucchi e le strategie per migliorare l’allattamento al seno, e vedremo anche quali sono i falsi miti da sfatare.

Allattamento al seno: benefici

Secondo l’organizzazione Unicef, il semplice gesto di allattare al seno potrebbe ridurre il rischio di morte per ben 1,4 milioni di bambini. Studi e ricerche dimostrano in effetti che l’allattamento materno offre numerosi vantaggi, sia per la mamma che per il bambino.

Il primo di questi vantaggi riguarda il contatto pelle a pelle fra la mamma e il piccolo, che regala la possibilità di creare un legame sin dai primi istanti di vita. Ma i benefici abbracciano anche ambiti più “pratici”.

  • Il latte materno apporta vitamine e minerali al bambino, nutrienti essenziali nelle giuste proporzioni, in un mix che è al tempo stesso facilmente digeribile e assorbibile.
  • L’allattamento rappresenta uno scudo per il bambino, che risulta maggiormente protetto dal rischio di infezioni, grazie alla presenza di anticorpi e leucociti nel latte materno.
  • L’allattamento materno riduce il rischio di Sindrome della morte in culla (SIDS) e la possibilità che il bambino possa sviluppare malattie a lungo termine come allergie, diabete e morbo di Crohn.
  • Questa modalità di allattamento permette al bambino di comprendere, sin dai primi istanti di vita, come autoregolare l’assunzione di cibo e come fermarsi quando si sente sazio

L’allattamento favorisce anche la salute della mamma. Le donne che allattano al seno corrono infatti un minor ridotto di sviluppare malattie come depressione post-partum, tumori (al seno e alle ovaie), diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

8 cose che devi sapere sull’allattamento al seno

Fonte: Pixabay

Visti e considerati i tanti benefici dell’allattamento materno, è chiaro quanto sia importante riuscire a nutrire naturalmente il bambino.

Durante i mesi o gli anni dell’allattamento al seno, può essere utile conoscere alcune strategie e consigli che renderanno questo periodo il più semplice possibile, e il più funzionale per te e per il tuo bambino.

Vediamo quindi quali sono le 8 cose che ogni mamma dovrebbe sapere sull’allattamento al seno.

Acqua e allattamento al seno

Fino ai 6 mesi di età, i bambini non hanno bisogno di bere acqua o di consumare altri alimenti o bevande se non il latte (materno o artificiale).

Proprio nel latte si trova infatti tutta l’acqua di cui il piccolo ha bisogno, oltre alle tante sostanze nutritive necessarie per il suo sviluppo.

Segui una dieta sana

Non esiste una dieta per l’allattamento al seno. Tuttavia, in questa fase, proprio come durante la gravidanza, è necessario seguire un’alimentazione sana, bilanciata e ricca di cibi nutrienti.

Prediligi dunque cibi come frutta e verdura, consuma le giuste quantità di proteine e carboidrati (come pane e pasta integrale, riso e patate).

Ricorda che in questa fase avrai bisogno di consumare circa 350 calorie in più al giorno, per cui cerca di assumere abbastanza alimenti ricchi di proteine (carne magra, pollo, legumi, tofu, pesce, uova e frutta secca), vitamine e minerali.

E a questo proposito, in questa fase sarà utile prediligere alimenti ricchi di ferro e calcio, oltre che di vitamine del gruppo B, vitamina A e vitamina C. Per quanto riguarda l’apporto di acqua, durante l’allattamento al seno, la mamma dovrebbe consumarne dai 2 ai tre litri al giorno.

Allattamento al seno: cibi da evitare

Durante l’allattamento al seno sono da evitare cibi e bevande contenenti alcool o caffeina (come tè, bevande energetiche, caffè e cioccolato).

Evita poi di consumare pesce contenente elevate quantità di mercurio (come il pesce spada) e porta in tavola non più di 2 porzioni di pesce grasso a settimana.

Posizioni per l’allattamento al seno

E parliamo adesso di posizioni migliori quando si allatta. Durante i primi giorni di allattamento al seno, potresti trovare complicato assumere la postura corretta.

In questa fase, tu e tuo figlio vi state ancora conoscendo, e sarà necessaria un pochino di pratica prima di diventare dei maghi dell’allattamento. Per semplificarti la vita, tieni a mente che la posizione che assumi dovrà essere comoda sia per te che per il bambino.

Quest’ultimo dovrebbe essere posizionato vicino al petto, con il visino rivolto verso il capezzolo e l’aureola mammaria, in modo che possa raggiungerli abbastanza facilmente.

Per rendere il tutto più comodo, potresti utilizzare dei cuscini per l’allattamento o anche solo delle coperte piegate.

Fai in modo che il bambino non debba sporgersi per arrivare al seno, e mantieni una posizione comoda per entrambi, che sia seduta o semisdraiata, eventualmente con la schiena dritta e i piedi ben poggiati sul pavimento o su un poggiapiedi.

Allattamento al seno e dolore

Se dovessi avvertire una sensazione di dolore al seno durante l’allattamento, il motivo potrebbe essere legato a una posizione scorretta o al fatto che il bambino non si sia attaccato in modo adeguato al seno.

In questo caso, bisognerà spostare delicatamente la bocca del bambino aiutandosi con un dito e premendo delicatamente il mento verso il basso, per poi farlo agganciare nuovamente al seno.

Come favorire l’allattamento al seno?

Per ottimizzare l’allattamento al seno e rendere la poppata più soddisfacente per il tuo bambino, prova ad adottare la modalità di allattamento senza seguire necessariamente degli orari prestabiliti. Le poppate, insomma, dovrebbero adattarsi alle esigenze del neonato, che può nutrirsi dalle 8 alle 12 volte in 24 ore nelle prime settimane.

Inoltre, tieni sempre d’occhio la posizione del bambino e la modalità di attacco al seno, facendo attenzione che il piccolo sia ben agganciato.

Un attacco ottimale eviterà alla mamma di soffrire di fastidiosi dolori causati da mastiti (ovvero delle infezioni della mammella), ingorgo mammario, ulcere o altri problemi.

Quanto tempo allattare per ogni seno?

Probabilmente avrai sentito dire che bisogna allattare il bambino 10 minuti per ciascun seno. In realtà, come sottolineano gli esperti, si tratta di un’idea infondata.

Il bambino può succhiare il latte dallo stesso lato finché lo desidera, in modo da ricevere tutte le componenti nutritive presenti al suo interno.

Se al termine della poppata (la cui durata può andare dai 5 ai 40 minuti) dovesse avere ancora fame, allora la mamma potrà offrire l’altro seno.

Allattamento al seno: ogni quanto la poppata?

Durante i primi giorni di vita del bambino, le poppate dovrebbero avvenire ogni 2-3 ore, in modo da stimolare la produzione di latte nella mamma.

Come sapere se l’allattamento al seno va bene?

Se il bambino è attaccato bene al seno, potrai notare alcuni dettagli. Ad esempio, la bocca apparirà ben riempita dal seno, con il mento che sfiorerà la pelle della mamma. La lingua sarà invece appoggiata al seno. Se dovessi avere dei dubbi, chiedi consiglio al pediatra del bambino o rivolgiti ai consulenti familiari, a un’ostetrica, a un consulente sull’allattamento o ad altre mamme che hanno avuto la tua stessa esperienza.

Ma come si fa a capire se un neonato mangia abbastanza?

Soprattutto nei primissimi giorni di vita, il bambino può andare incontro a un rischio di scarsa nutrizione, poiché per la mamma e il papà è difficile riuscire a capire se sta mangiando abbastanza.

L’allattamento al seno è una pratica che richiede tempo e dimestichezza. Per questa ragione, in questa fase il bambino deve essere sottoposto a controlli periodici, in modo che il pediatra possa valutarne il peso, la frequenza delle poppate, il numero di pannolini bagnati e sporchi (sono un buon indizio da tenere in considerazione) e, in generale, che possa sciogliere ogni dubbio dei genitori.

Allattamento al seno: fino a quando continuare?

L’OMS raccomanda che l’allattamento esclusivo al seno avvenga almeno fino al sesto mese di vita, ma la durata può essere maggiore se la mamma e il bambino lo desiderano.

I falsi miti da smontare sull’allattamento

Probabilmente negli ultimi mesi ti sarà capitato di sentir dire che la birra favorisce la produzione di latte, che l’allattamento farà abbassare il seno o che il bambino ha bisogno di acqua anche quando viene allattato. Uno di questi falsi miti, l’ultimo per l’esattezza, lo abbiamo già sfatato. No, il bambino allattato al seno non ha bisogno di acqua, poiché trae i liquidi necessari dalle numerose poppate giornaliere.

Ma vediamo di sfatare anche le altre bufale sull’allattamento al seno.

  • Posso bere birra durante l’allattamento: con sommo dispiacere per chi ama concedersi un bicchiere di vino a cena, purtroppo la risposta è no. L’alcol non favorisce la produzione di latte, ma al contrario, può avere conseguenze sul bambino, che potrebbe manifestare disturbi del sonno, minore nutrizione e scarso aumento di peso.
  • Allattare al seno fa male: in realtà è tutta questione di pratica. Poppata dopo poppata, il bambino imparerà ad attaccarsi correttamente al seno, e tu non dovresti più avvertire alcun dolore.
  • Alcuni cibi aumentano la produzione di latte: come nel caso della birra, anche per quanto riguarda il cibo ci vediamo costretti ad ammettere che non esistono cibi che aumentano la produzione di latte materno. In commercio potresti trovare prodotti naturali, infusi e altri rimedi (come le tisane galattogoghe) che promettono di favorire la produzione di latte. Prima di assumerle, sarà saggio chiedere un parere al proprio medico o pediatra.

Le raccomandazioni dell’Oms sull’allattamento al seno

Gli esperti dell’Oms spiegano che l’allattamento al seno dovrebbe avvenire entro un’ora dalla nascita del bambino, in modo che possa essere efficace nel ridurre il rischio di infezioni per il piccolo.

Fino al primo anno di vita del bambino, la principale fonte di nutrimento dovrebbe essere proprio il latte. Anche durante lo svezzamento, quando il bambino inizierà a scoprire nuovi cibi, potrai offrire il latte naturale senza problemi.

È preferibile che l’interruzione dell’allattamento al seno avvenga non prima che il bambino abbia compito un anno di età.

Quando è controindicato l’allattamento al seno?

allattamento al seno
Fonte: Pixabay

Sebbene il latte materno rappresenti una straordinaria fonte di nutrimento e di sostanze benefiche per il bambino, vi sono alcuni casi in cui questa modalità di alimentazione è sconsigliata, in quanto può mettere a rischio la salute della mamma o quella del bambino.

È questo il caso, ad esempio, delle donne con HIV o altre malattie, come il virus dell’Herpes simplex localizzato nel capezzolo. L’allattamento è controindicato anche quando la mamma deve assumere determinati tipi di farmaci.

In casi del genere, è possibile fare ricorso al latte artificiale, sostituto del latte materno.

 

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