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Psoriasi a placche: sintomi e terapia

La psoriasi a placche è una patologia cutanea caratterizzata dalla presenza di placche spesse, rosse e squamose sulla pelle, spesso sui gomiti, ginocchia e schiena. Nonché sul cuoio capelluto. Queste lesioni possono causare prurito, bruciore e disagio. La terapia varia a seconda della gravità e può includere trattamenti topici come creme e unguenti, fototerapia o farmaci immunosoppressori. In alcuni casi, vengono prescritti farmaci immunosoppressori o biologici. Sempre dietro parere medico.

Psoriasi a placche: sintomi e terapia

Fonte immagine: Pexels

La psoriasi a placche è una patologia cutanea cronica e diffusa che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta di una condizione può avere un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti ma, con la giusta conoscenza e terapia, è possibile gestirne efficacemente i sintomi. In questo articolo approfondiamo nel dettaglio cos’è la psoriasi a placche, le sue manifestazioni e le opzioni terapeutiche disponibili.

Cos’è la psoriasi a placche

E’ la forma più comune di psoriasi: rappresenta circa l’80-90% di tutti i casi. Tale patologia è caratterizzata dalla comparsa di lesioni cutanee spesse, rosse e squamose, note come placche, che possono comparire su diverse parti del corpo, inclusi gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e parte bassa della schiena. Cosa fa scatenare la psoriasi? E’ una condizione autoimmune, il che significa che il sistema immunitario del corpo attacca erroneamente le cellule sane della pelle, accelerando il ciclo di vita delle cellule cutanee. E, pertanto, non c’è modo di prevenirla.

Psoriasi a placche: sintomi

I sintomi tipici della psoriasi a placche – le foto reperibili sul web sono piuttosto esplicative – includono le già citate placche rosse, sollevate e ricoperte da squame argentee che possono avere diverso diametro e possono andare a coprire intere aree corporee. Tali placche possono causare prurito, bruciare o essere dolorose. Per loro natura possono causare disagio fisico e psicologico. Altri sintomi associati possono includere unghie ispessite, fragili o chiazze scure sotto le unghie, nonché lesioni alle articolazioni in alcuni casi. La gravità dei sintomi può variare ampiamente da persona a persona.

Psoriasi a placche: terapia

Come si cura la psoriasi a placche? La gestione della condizione può implicare una combinazione di trattamenti topici, fototerapia, farmaci immunosoppressori o biologici, a seconda della gravità e della risposta individuale. I trattamenti topici, come creme, gel, ungenti o lozioni, possono contribuire a ridurre l’infiammazione e l’irritazione cutanea grazie al loro effetto emolliente e di decappaggio delle lesioni (consentono di rimuoverne gli strati superficiali). I farmaci topici, invece, prevedono spesso una combinazione di corticosteroidi e calcipotriolo. La fototerapia utilizza la luce ultravioletta per rallentare la crescita delle cellule cutanee e ridurre l’infiammazione. I diversi trattamenti appartenenti a tale tipologia mirati alla cura della psoriasi comprendono:

  • Elioterapia: una forma di fototerapia che utilizza la luce solare naturale per trattare la condizione. L’esposizione ai raggi solari, con una corretta protezione, può essere benefica per alcuni pazienti con psoriasi.
  • UVB tototerapia a banda larga: questo trattamento coinvolge l’uso di lampade UVB che emettono una gamma più ampia di lunghezze d’onda. È uno dei trattamenti più comuni per la psoriasi e può essere somministrato in ospedale o presso un centro specializzato.
  • UVB fototerapia a banda stretta: questa tipologia utilizza lampade UVB con una gamma più ristretta di lunghezze d’onda rispetto alla banda larga. La banda stretta è spesso preferita per la sua maggiore efficacia e il minore rischio di effetti collaterali.
  • PUVA Fototerapia: La PUVA (Psoralen + UV-A) è una terapia che prevede la combinazione di un farmaco (tramite assunzione orale o applicazione topica) e l’esposizione alla luce UV-A.
  • Terapia Bath PUVA: è una variante della terapia precedente che prevede l’immersione del corpo in una soluzione contenente psoralene (lo stesso farmaco utilizzato nella PUVA fototerapia) prima dell’esposizione ai raggi UV-A.

E’ importante sottolineare come la terapia per la psoriasi abbia subito una significativa svolta grazie all’introduzione dei farmaci biologici. Questi, noti anche come anticorpi monoclonali, sono altamente efficaci nel trattamento della condizione ed hanno il vantaggio di presentare pochi effetti collaterali. Sono progettati  per neutralizzare molecole infiammatorie, come il TNF o diverse interleuchine, che scatenano e alimentano il processo infiammatorio associato alla psoriasi.

Qual è la forma più grave di psoriasi?

La forma più grave di psoriasi è conosciuta come psoriasi eritrodermica. Questa condizione è rara ma molto seria, poiché coinvolge l’infiammazione generalizzata di gran parte della superficie corporea. Ed è capace di causare arrossamento, gonfiore e desquamazione estrema della pelle. La psoriasi eritrodermica può essere accompagnata da febbre, disidratazione e instabilità termica. E può essere potenzialmente letale.

In conclusione, la psoriasi a placche è una patologia cutanea comune che può causare notevoli disagi, ma esistono diverse opzioni di trattamento efficaci. Il consiglio è quello di consultare un dermatologo, fondamentale per la diagnosi e la gestione ottimale di questa condizione.

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