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Prolattina alta: quali sono i cibi da evitare

Nel caso di prolattina alta, è consigliabile evitare cibi come datteri, asparagi ed albicocche in quanto sono ricchi di triptofano, una sostanza in grado di stimolarne la produzione. Questi alimenti possono influenzare negativamente l'equilibrio ormonale e contribuire all'aumento dei livelli di prolattina nel sangue. Una dieta equilibrata focalizzata su frutta, verdura, proteine magre e cereali integrali, può aiutare a ridurne i valori e a ristabilire l'equilibrio.

Prolattina alta: quali sono i cibi da evitare

Fonte immagine: Pixabay

La prolattina alta, nota anche come iperprolattinemia, è la condizione per la quale i livelli di tale ormone nel sangue sono superiori alla norma. Nonostante rappresenti uno degli ormoni cruciali nel corpo – svolge un ruolo fondamentale nella regolazione della produzione del latte materno e in quella del ciclo mestruale –  una sua eccessiva produzione può portare a disturbi ormonali indesiderati. In questo articolo, analizziamo quali cibi evitare in caso di prolattina alta e come è possibile ridurne i livelli in modo naturale.

Cos’è la prolattina?

La prolattina è un ormone prodotto dalla ghiandola pituitaria anteriore, situata alla base del cervello. Questo ormone svolge un ruolo chiave nella regolazione della crescita delle ghiandole mammarie durante lo sviluppo e nella produzione di latte materno durante la gravidanza e l’allattamento. I suoi valori di riferimento possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel singolo laboratorio. Ma, in via generale, sono considerati “normali”, quelli compresi nei range:

  • 2-29 ng/mL per le donne
  • 10-209 ng/mL per le donne in gravidanza (terzo trimestre)
  • 2-18 ng/mL per gli uomini

Quando i livelli di prolattina aumentano oltre i livelli considerati nella norma, possono verificarsi disfunzioni ormonali con conseguenti effetti negativi sulla salute.

Prolattina alta: quali sono i cibi da evitare
Fonte: Pixabay

Prolattina alta: cibi da evitare

In situazioni non fisiologiche, un aumento può essere causato da situazioni di forte stress o essere legato a situazioni di ipotiroidismo o di sindrome di ovaio policistico. Una dieta sbilanciata può contribuire all’aumento dei livelli di prolattina. Per questo motivo, per contribuire a farli rimanere nella norma, si consiglia di seguire un’alimentazione sana e bilanciata, ricca di frutta e verdura e con particolare attenzione ad evitare carenze. Una dieta giornaliera che inizi con una buona ed abbondante colazione e che includa, nel caso in cui il medico lo ritenga opportuno, un’integrazione di calcio, magnesio, vitamina B6, e vitamina D possono essere di aiuto.

Alcuni alimenti, di contro, possono stimolare la produzione eccessiva di questo ormone. Quelli da tenere d’occhio se state cercando di bilanciarne i livelli includono asparagi, albicocche e datteri. Tutti questi alimenti sono ricchi triptofano, una sostanza che stimola la produzione di prolattina in modo naturale.

Come ridurre la prolattina in modo naturale?

In caso di livelli elevati di prolattina, è importante apportare modifiche alla dieta e allo stile di vita. Oltre un’alimentazione, come abbiamo visto, ricca di frutta, verdura, proteine magre e cereali integrali, bisognerebbe privilegiare alimenti ricchi di vitamina B6 (che è stata associata alla regolazione dei livelli di tale ormone), come banane, avocado, noci e semi; e di vitamina E, che è efficace nel prevenire naturalmente aumenti dell’ormone. Inoltre, è importante imparare a gestire al meglio lo stress. Questo, infatti, può influenzare negativamente gli ormoni. Praticate yoga, meditazione e attività fisica regolare. Ma evitate allenamenti o attività ad alta intensità.

Mantenere un equilibrio ormonale sano è fondamentale per la salute generale. L’aumento dei livelli di prolattina può portare a disturbi ormonali indesiderati, ma apportando modifiche alla dieta e allo stile di vita è possibile ristabilire l’equilibrio. Evitate alimenti quali datteri, asparagi e albicocche e privilegiate cibi ricchi di vitamina B6 ed E.

FONTI:

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