Il litio contro la depressione: a cosa serve e quando è indicato

Litio contro la depressione: quando viene indicato?

Il litio è una sostanza che viene da molto tempo impiegata nel trattamento delle depressioni bipolari, una sostanza che sarebbe in grado di placare gli episodi di mania, e di prevenire delle ricadute o recidive. Tale metallo viene dunque impiegato grazie alla sua funzione di stabilizzatore dell’umore, e viene inoltre prescritto anche in caso di depressione resistente ai trattamenti, oppure nel caso in cui il disturbo bipolare si manifesti in maniera più attenuata. Naturalmente l’assunzione del litio – esattamente come tutti gli altri farmaci – può comportare una serie di effetti collaterali.

Per questa ragione, è sempre importante riflettere bene prima di optare per l’assunzione di psicofarmaci. Il paziente dovrà essere sottoposto a determinate analisi volte a controllare la funzione renale, quella tiroidea e la situazione cardiologica. Inoltre, periodicamente il soggetto sarà sottoposto ad un esame specifico per determinare la concentrazione di litio nel sangue (esame noto con il nome di “litiemia”).

Litio contro la depressione

Detto ciò fra gli effetti collaterali del litio nel trattamento della depressione e del disturbo bipolare, si registrano tremore, affaticamento, sete, diarrea, nausea, cefalea, poliuria e vomito (tutti effetti avversi che si manifestano all’inizio del trattamento o quando avviene un aumento della posologia).

Il trattamento con litio a lungo termine potrebbe invece comportare una serie di danni a livello renale, a livello tiroideo e delle paratiroidi. Inoltre, il soggetto potrebbe constatare un leggero aumento di peso, che può però essere tenuto sotto controllo con della dieta ed attività fisica.

via | Farmacovigilanza, Fondazioneveronesi

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