Coronavirus: anticorpi in 1,4 milioni di italiani, 6 volte in più dei casi registrati

Coronavirus: anticorpi in 1,4 milioni di italiani, 6 volte in più dei casi registrati

L'infezione da Coronavirus in Italia è stata molto più diffusa del previsto, sono stati trovati gli anticorpi in 1,4 milioni di italiani, 6 volte in più dei casi registrati.

In Italia un milione 482 mila le persone hanno sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2, un numero altissimo che è 6 volte di più alto rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente. Quindi come si sospettava sin dal principio, sono tantissime le persone che sono entrate in contatto con il virus e che sono risultate con IgG positivo anche se non erano state malate e non avevano avuto sintomi particolarmente gravi.

Un dato che ci fa capire che c’è ancora molto da studiare su questo virus e che bisogna fare attenzione adesso e soprattutto nei prossimi mesi. I test sierologici sono stati fatti su un campione di 64.660 persone, non sono poche ma sono meno della metà dei 150.000 previsti. I ricercatori assicurano che i dati raccolti da questi test permettono di fare stime coerenti sia con i dati di contagio e mortalità e si possono considerare universali nonostante il campione sia più piccolo.

La direttrice centrale Istat, Linda Laura Sabbadini, fa il punto sulla situazione e spiega i risultati: [quote layout=”big” cite=”Linda Laura Sabbadini]“Uomini e donne sono stati colpiti nella stessa misura dal Sars-CoV-2 così come emerso anche da studi di altri Paesi. Per quanto riguarda l’età, è interessante notare come il dato di sieroprevalenza più basso sia riscontrabile per i bimbi da 0 a 5 anni (1,3%) e per gli ultra 85enni (1,8%), due segmenti di popolazione per età verosimilmente più protetti e, quindi, meno esposti durante l’epidemia. Il territorio è la chiave di lettura fondamentale di questa pandemia tutte le regioni del Sud sono sotto l’1% mentre la Lombardia arriva al 7,5”.[/quote]

È necessario essere prudenti ed evitare tutti i comportamenti e le situazioni rischiose. Abbiamo abbassato la guardia un po’ tutti ma adesso la differenza la fa la responsabilità individuale.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiunto: [quote layout=”big” cite=”Roberto Speranza]”Siamo fuori dalla tempesta e il momento più difficile è alle nostre spalle ma è vero che non siamo in un porto sicuro e c’è bisogno ancora di prudenza e di cautela. Siamo in un momento tra i più difficili sul piano internazionale e questo significa che dobbiamo continuare il percorso di riaperture ma con gradualità è prudenza: il governo continuerà a muoversi con determinazione sulla linea della cautela e prudenza che ha saputo piegare la curva”.[/quote]

Foto | iStock
via | repubblica

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