Melanoma, coprire i nei con i tatuaggi è pericoloso?

I pigmenti possono ostacolare la diagnosi del tumore e anche il laser eventualmente utilizzato per la rimozione può far danni. Ma, di per sé, colorarsi indelebilmente la pelle non aumenta il rischio di cancro

tatuaggi melanoma

La loro storia ha radici che affondano nei millenni prima di Cristo ed è costellata di condanne, a tal punto che nel 787 Papa Adriano I li proibì ufficialmente durante il Concilio di Nicea, relegandoli alla clandestinità. Il passare dei secoli ha però visto tornare alla luce i tatuaggi, che oggi decorano la pelle di persone di qualsiasi cultura ed estrazione sociale. Il dibattito sull'opportunità di colorare indelebilmente la propria pelle non si è tuttavia arrestato.

Messe da parte le critiche di “quelli che ben pensano”, resta la discussione su quanto questa pratica possa essere dannosa per la salute. L'uso di attrezzi sterili e di opportuni pigmenti scongiura il rischio di contrarre delle malattie durante l'esecuzione del lavoro, ma cosa dire a proposito dei nei che possono essere coperti dall'inchiostro? A riportare l'argomento alla ribalta delle cronache è un recente studio riportato sulle pagine della rivista JAMA Dermatology in cui un gruppo di ricercatori tedeschi ha descritto il caso di un uomo che ha sviluppato un melanoma a partire da un neo su cui si era fatto eseguire un tatuaggio, in seguito rimosso con il laser. Un caso non isolato, raccontano i ricercatori, che ne hanno contati altri 16 nella sola letteratura scientifica in lingua inglese.

La domanda nasce, quindi, spontanea: tatuarsi in un'area della pelle in cui sono presenti dei nei aumenta il rischio di melanoma?

In generale, i tatuaggi non dovrebbero essere eseguiti su lesioni pigmentate

hanno spiegato i ricercatori, aggiungendo:

se lo fossero, i tatuaggi non devono mai essere rimossi con il laser.

Infatti il laser non rimuove solo i pigmenti del tatuaggio, ma anche quelli prodotti dalle cellule del melanoma, la cui analisi è un passaggio fondamentale nel percorso verso la diagnosi del tumore. Per questo nel caso in cui si debba necessariamente rimuovere il tatuaggio bisognerebbe far analizzare i nei sottostanti prima di procedere con il trattamento laser. Nel caso in cui risultassero sospetti bisognerebbe procedere alla loro rimozione prima di liberarsi del tatuaggio.

Se, invece, non si ha nessuna intenzione di rinunciare al tatuaggio bisognerebbe intensificare i controlli dal dermatologo, cui ci si dovrebbe rivolgere per il controllo del nei in questione almeno 2 volte all'anno. Il motivo di questa necessità di intensificare i controlli non risiede di certo dal fatto che tatuarsi aumenti l'incidenza del melanoma. Piuttosto, il problema sta nel fatto che i pigmenti del tatuaggio rendono più difficoltoso il monitoraggio dei cambiamenti che possono verificarsi nel neo e che possono segnalare la sua evoluzione verso una forma tumorale.

In generale, dato che il 50% dei melanomi si sviluppa a partire da nei preesistenti gli esperti consigliano di evitare di tatuarsi proprio là dove c'è un neo. D'altra parte, l'epidermide è l'organo più esteso dell'organismo umano e qualche altro punto per ospitare un tatuaggio senza rischi sarà sicuramente disponibile.

Via | WebMD
Foto | da Flickr di Jhong Dizon | Photography

  • shares
  • Mail