Un linfonodo reattivo al seno può essere sintomo di tumore? Gli esami da fare

Cosa fare in caso di linfonodo ingrossato nell'area del seno e quando rivolgersi al medico per gli esami approfonditi.

I linfonodi reattivi, per quanto la loro dicitura possa preoccupare, sono solo particolari tipologie di linfonodi che funzionano come spia di allarme in caso di patologie, solitamente poco gravi e di natura infettiva, che possono interessare il sistema linfatico del nostro organismo.

I linfonodi sono infatti dei piccoli agglomerati di cellule linfatiche che si occupano della difesa del nostro corpo, catturando e distruggendo le sostanze estranee quali batteri e virus. Quando si ingrossano, vuol dire che la loro reazione difensiva non è sufficiente a contrastare l'invasione estranea.

Si parla di linfonodi reattivi, che tendono a ingrossarsi nell'area interessata dall'infiammazione e dall'infezione, anche in caso di malattie comuni come febbre, raffreddore o altre patologie quali morbillo e infezioni dell'orecchio, fino a essere spia di HIV, tubercolosi o sifilide. Un linfonodo reattivo va tenuto sotto controllo se si presenta con dolore al tatto e calore nell'area interessata: è bene rivolgersi al medico che prescriverà gli esami necessari per verificare la natura dell'infezione in corso.

Quando un linfonodo si "attiva" nell'area del seno, potrebbe essere in corso una semplice infiammazione, ma può essere anche sintomo di una forma di tumore benigna a danno della mammella o della zona circostante. Solitamente il cancro al seno si presenta con alcuni sintomi precisi, come gonfiore, dolore, arrossamento e sensazione di calore alla mammella interessata, quindi un linfonodo reattivo ingrossato sul seno potrebbe indicare una forma tumorale.

Fortunatamente, è proprio l'aggettivo "reattivo" che aiuta a placare le preoccupazioni: infatti la reazione del linfonodo al seno avviene in presenza di forme tumorali di natura benigna, per le quali è necessaria una terapia meno invasiva rispetto ai tumori maligni.

Gli esami da fare, che vanno concordati col medico di base e il senologo di fiducia, riguardano naturalmente un'ecografia (per le più giovani) e una mammografia accurata, per verificare la natura dell'effettivo ingrossamento del linfonodo. In caso di accertata massa tumorale, sarà necessaria una biopsia per stabilire la gravità del tumore e procedere alla terapia radio e chemioterapica più indicata.

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