Come proteggerci dagli UVA ed UVB

L’estate è ormai un ricordo ma l’esposizione al sole, seppur irregolare continuerà un po’ per tutti. C’è chi pensa a mete esotiche per trascorrere le prossime vacanze, chi pensa alla montagna e chi semplicemente preferisce la tintarella uniforme dei lettini abbronzanti.
In ogni caso dobbiamo sapere come proteggerci.

L’ultima normativa europea ha stabilito che le creme solari, a seconda del fattore di protezione SPF (verso gli UVB), debbano distinguersi in: bassa (SPF tra 6 e 10), media (SPF tra 15 e 30), alta (SPF tra 30 e 50), molto alta (+50). La stessa normativa ha disposto che 6 è la protezioni minima perché si parli di crema solare protettiva, ed è bandita la dicitura protezione totale o 100, in quanto nessuno schermo solare protegge al 100%.

Ma cos’è l’SPF riportato sulle creme?
l'SPF o Sun Protection Factor, è il fattore di protezione verso gli UVB, responsabili soprattutto di eritemi e scottature. Questo valuta la dose minima di esposizione al sole - con e senza la crema di protezione solare - che causa eritema. In pratica se una persona normalmente può rimanere al sole 15 minuti senza scottarsi, l'uso di un filtro 15 gli permetterà di restare 10 volte di più, quindi 150 minuti.
L'SPF riportato sulle creme viene però stabilito in condizioni di laboratorio controllate, usando una quantità standard ed omogenea di crema di 2 mg/cm2. Nella realtà, le cose sono spesso diverse e quasi tutti usano meno della metà della quantità di crema raccomandata. I numeri SPF creano dunque confusione ed è per questo che l'UE ha deciso di modificare le diciture sulle etichette adottando la nuova classificazione bassa, media, alta e molto alta.

I raggi UVA sono i principali responsabili di invecchiamento precoce della pelle ed insieme agli UVB aumentano il rischio di tumori cutanei. Una crema solare capace di proteggerci deve quindi garantire adeguata protezione verso gli UVA e UVB, ed infatti le raccomandazioni dell'UE prevedono che le creme abbiano la capacità di protezione contro gli UVA pari almeno ad 1/3 di quella contro gli UVA indicati sull'etichetta.

Via | SIDeMaST

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