I problemi alle gengive possono aumentare il rischio di cancro

I problemi alle gengive possono aumentare il rischio di cancro

Chi soffre di problemi gengivali potrebbe correre un rischio maggiore di cancro. La conferma arriva da questo nuovo studio.

Mai ignorare o sottovalutare i problemi alle gengive. Questo è il messaggio che emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Gut, i cui autori hanno scoperto che le persone che soffrono di una malattia parodontale (o gengivale) corrono un rischio più elevato di sviluppare alcune forme di cancro, ed in particolar modo il cancro esofageo e il tumore allo stomaco. Questo rischio sarebbe più elevato anche tra le persone che hanno perso dei denti in precedenza.

Per il loro studio, gli autori hanno analizzato la storia medica di un campione di 98.459 donne e di 49.685 uomini. I risultati hanno mostrato che, durante i 22-28 anni di follow-up, sono stati diagnosticati 199 casi di cancro esofageo e 238 casi di cancro allo stomaco.

Gli autori hanno inoltre scoperto che una storia di malattia parodontale sarebbe associata ad un rischio maggiore del 43% e del 52% di carcinoma esofageo e di carcinoma gastrico, rispettivamente. Lo stesso vale per la perdita dei denti, che è risultata associata a un rischio di cancro esofageo e gastrico più alto rispettivamente del 42 e del 33%.

Problemi alle gengive e rischio di cancro, qual è il legame?

Non è ancora chiaro quale possa essere il legame fra problemi gengivali e rischio di cancro, ma secondo gli autori potrebbe esservi un’associazione tra batteri orali (ovvero il microbiota orale) e il carcinoma esofageo e gastrico. Altri studi suggeriscono infatti che la Tannerella forsythia e la Porphyromonas gingivalis (agenti patogeni che provocano la parodontite) sarebbero associati anche al rischio di cancro esofageo.

Un’altra possibile spiegazione è che un’igiene orale non adeguata e i problemi alle gengive potrebbero favorire la formazione di nitrosammine endogene, che a loro volta potrebbero aumentare il rischio di cancro.

Questi risultati permetteranno però di identificare meglio le persone che corrono un più alto rischio di sviluppare questi tumori.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
via | ScienceDaily

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