Bronchiolite a Roma: record di accessi al pronto soccorso

Bronchiolite a Roma: record di accessi al pronto soccorso

I casi di bronchiolite a Roma aumentano: si è registrato un record di accessi al pronto soccorso per la malattia.

Bronchiolite a Roma, è picco di nuovi casi. Nel periodo delle feste che ci siamo lasciati alle spalle, ma anche in questi giorni, moltissimi i casi registrati presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Molti gli accessi al pronto soccorso con pazienti che lamentano i sintomi della bronchiolite, molti i piccoli pazienti per cui è stato necessario il ricovero in ospedale.

Antonino Reale, responsabile di Pediatria dell’emergenza del Bambino Gesù di Roma, spiega:

Nei giorni delle feste e poi ancora in questa settimana abbiamo registrato un record di accessi in pronto soccorso per questa infezione delle vie respiratorie che colpisce i bimbi e torna a presentarsi nella stagione fredda. Ormai siamo al picco. E se gli accessi per questa patologia sono poco più di 1.000 l’anno qui da noi, il 50% dei piccoli pazienti viene ricoverato.

Secondo quanto riportato dal medico, nell’ospedale del Gianicolo sono ricoverati 25 bambini per bronchiolite, una malattia che nei casi più gravi colpisce bambini piccoli e fragili, come i nati prematuri, con problemi al sistema immunitario o che sono cardiopatici. I sintomi, soprattutto in questo periodo dell’anno, caratterizzato dall’influenza, che si manifesta con segni simili, sono spesso sottovalutati.

I sintomi della bronchiolite

La bronchiolite si manifesta con raffreddore e tosse. Per questo motivo nei primi giorni non ci si preoccupa, visto che si potrebbe trattare di semplici malanni di stagione. Dopo circa 4 giorni però la situazione peggiora e il paziente inizia a soffrire di dispnea, di affanno e di espirazione prolungata con sibilo.

Cosa fare

Per prima cosa rivolgetevi al pediatra. Tramite il saturimetro può valutare l’ossigenazione, che sotto al 93% merita un’indagine ulteriore in pronto soccorso, soprattutto se associata a stanchezza e affaticamento e inappetenza. In ospedale di sicuro verrà eseguita una terapia di ossigenazione e verrà somministrata una flebo per evitare la disidratazione. Nei bambini più grandi si può ricorrere anche a cortisonici e broncodilatatori. L’antibiotico non serve se non c’è infezione batterica.

Foto Pixabay

Via | AdnKronos

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