Zecche, triplicati i casi di encefalite a Belluno

Zecche, triplicati i casi di encefalite a Belluno

Sono triplicati in un solo anno i casi di encefalite per l’aumento delle zecche nella provincia di Belluno.

Le zecche, ogni estate, causano allarme e preoccupazioni. Un piccolo parassita, grande una testa di spillo, può essere molto pericoloso e causare numerose malattie, tra cui la Tick-Borne Encephalitis (Tbe), la meningoencefalite, una infezione virale che colpisce il sistema nervoso con possibili implicazioni importati e danni irreversibili.

Nel bellunese è scattato l’allarme perché ci sono già stati 13 casi e i numeri sembrano essere triplicati rispetti a un anno fa. A darne notizia sono le Asl locali che raccomandano di fare corretta prevenzione, possibile con un vaccino, soprattutto alle persone a rischio che vivono a contatto con la natura e ai turisti che soggiorneranno in vacanza in queste zone.

Purtroppo quest’anno le zecche sono in aumento e le cause sono le condizioni climatiche: il caldo umido è un habitat ideale. Nell’ultimo decennio a Belluno e dintorni sono stati notificati 132 episodi. Numeri che fanno di Belluno la città che, da sola, contribuisce al 40% di casi di malattia registrati in Italia: un primato da maglia nera, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Ermenegildo Francavilla, direttore dell’Unità Operativa Malattie infettive della Ulss 1 di Belluno, ha commentato:

«Questo debutto di casi di Tbe piuttosto aggressivo desta preoccupazione anche in relazione all’aumentata presenza delle zecche su tutto il territorio provinciale. Come conseguenza sono infatti in crescita anche altre malattie trasmesse dalle zecche, tra cui prevalentemente la borreliosi o malattia di Lyme».

Via | Corriere

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