Frutti di bosco a volontà contro la steatosi epatica



La steatosi epatica (aumento del contenuto di grasso all’interno delle cellule del tessuto epatico, più semplicemente definita come "fegato grasso") è causata da una dieta scorretta e da uno stile di vita poco sano: si tratta di un disturbo in netta crescita in tutto il mondo occidentale che predispone a un aumento dell’insorgenza di sindrome metabolica e di diabete di tipo 2.

Quando non si è bevitori, è frequentemente causata da sovrappeso, obesità, alto tasso di colesterolo e soprattutto di trigliceridi nel sangue, diabete ed altre malattie metaboliche (in particolare l’epatite C) e dall’assunzione di numerosi farmaci (es. estrogeni, corticosteroidi).

Mirtilli, lamponi, fragoline di bosco, ribes e frutti di bosco in generale non sono soltanto una delizia per il palato ed un concentrato di antiossidanti, ma sono anche un potentissimo scudo contro le malattie metaboliche, come appunto la steatosi epatica.

Gli esperti sostengono che assumere quotidianamente 160 grammi di frutti di bosco (circa 3 dl di succo) permette di ridurre drasticamente la concentrazione di grasso. I maggiori benefici provengono dai frutti di bosco freschi (lamponi, mirtilli, fragoline di bosco e altre bacche), ma non mancano nemmeno dai prodotti congelati o essiccati.

Molti casi di steatosi che si osservano nella pratica clinica quotidiana riconoscono come causa o co-fattore una alimentazione sbagliata. Il fegato, infatti, è una delle prime vittime dell'alimentazione scorretta, andando incontro alla steatosi a causa dei troppi grassi che l’organismo produce o che vengono introdotti con la dieta, poiché non riuscendo a smaltirli e a trasformarli in energia, è costretto ad accumularli.

Così, l’alta prevalenza nella popolazione dei fattori di rischio sopra menzionati spiega come la steatosi epatica sia una patologia in aumento o comunque di osservazione sempre più frequente: l'alimentazione, infatti, tende sempre più a peggiorare in quanto si riducono i cibi salutari come verdura, legumi e frutta per privilegiare quelli ricchi di grassi, elaborati e superconditi. Abitudini, peraltro, spesso aggravate da uno stile di vita poco attivo che impedisce lo smaltimento delle sostanze energetiche introdotte con la dieta.

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