Inappetenza: da cosa può dipendere la mancanza di appetito

Inappetenza: da cosa può dipendere la mancanza di appetito

Perdere l'appetito può essere il sintomo di disfunzioni o malattie, scopri quali sono le possibili cause dell'inappetenza.

L’appetito, la fame, l’appetenza, sono sensazioni che proviamo istintivamente e che permettono al nostro organismo di regolare l’apporto di nutrienti e sostanze essenziali per la sopravvivenza. Alla base di una mancanza di appetito possono esserci cause differenti, di tipo psicologico o fisiologico.

Innanzitutto bisogna distinguere tra un’inappetenza prolungata e una temporanea. Quest’ultima potrebbe essere causata da un evento stressante, da un’alimentazione eccessiva o pesante, da una cattiva digestione, ma anche da un cambio di stagione. Generalmente la mancanza di appetito temporaneo non deve preoccupare quanto quella duratura, che può comportare una perdita di peso e carenze nutrizionali.

Tra le cause patologiche dell’inappetenza figurano spesso una semplice influenza, il raffreddore e a febbre, malattie come la varicella, il morbillo, la rosolia, problemi intestinali legati alla stitichezza o malattie come la celiachia. Alcune intolleranze alimentari possono infiammare il tratto gastrointestinale e togliere l’appetito. Lo stesso vale per disturbi come la gastrite e il reflusso.

Anche le infezioni batteriche o virali possono provocare l’inappetenza. Un’infezione urinaria, alle gengive, alla bocca o alla gola. Molti farmaci possono togliere l’appetito, così come i vaccini e l’abuso di alcune sostanze, come alcol e fumo. L’inappetenza compare spesso in adolescenza a causa di disequilibri ormonali e in età anziana, ma si manifesta anche in seguito alla sedentarietà e a problemi psicologici come ansia e depressione.

L’inappetenza colpisce in casi psichiatrici come anoressia, bulimia e altri disturbi dell’alimentazione. Le cause della mancanza di appetito possono risiedere anche nella presenza di malattie gravi come l’AIDS, l’insufficienza renale o epatica e molti tumori, ma anche in patologie meno gravi come le disfunzioni alla tiroide e in fasi come il ciclo mestruale o la gravidanza.

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