Diabete, il rischio aumenta con il disturbo post traumatico da stress

Diabete, il rischio aumenta con il disturbo post traumatico da stress

Esiste un legame fra disturbo post traumatico da stress e diabete di tipo 2. Ecco cosa emerge da una nuova ricerca.

Il disturbo post traumatico da stress (PTSD) e il diabete di tipo 2 sono collegati, secondo quanto confermato da una nuova ricerca, grazie alla quale sarebbe emerso che le donne con sintomi di disordine da stress post-traumatico potrebbero correre in effetti un rischio quasi due volte maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2. La ricerca in questione, pubblicata sulla rivista JAMA Psychiatry, è stata condotta dai membri della Harvard School of Public Health, i quali hanno cercato di esaminare a fondo l’associazione che intercorre fra disturbo da stress post-traumatico e maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Per esaminare meglio la questione, gli autori dello studio hanno analizzato i dati di 49.739 partecipanti, studiando l’associazione che vi è tra i sintomi di PTSD e l’incidenza del diabete di tipo 2, per un periodo di 22 anni di follow up.

Dei 49.739 partecipanti, un totale di 3091 donne avrebbe sviluppato il diabete di tipo 2 durante il periodo di follow-up. I ricercatori hanno inoltre osservato che le donne che avevano manifestato sintomi di disturbo da stress post-traumatico avevano una maggiore probabilità di sviluppare la malattia, rispetto invece a coloro che non avevano vissuto un evento traumatico.

Peraltro, dalle analisi sarebbe emerso che maggiori erano i sintomi di disturbo post traumatico da stress, maggiori erano i rischi di sviluppare il diabete per le pazienti, e tale aumento del rischio sarebbe stato collegato a maggiori BMI e a un maggiore uso di antidepressivi.

Questi risultati hanno implicazioni sia per la ricerca che per la pratica

spiegano gli autori dello studio

Ulteriori ricerche dovranno identificare i cambiamenti biochimici e quelli comportamentali, come i disturbi del sonno, che mediano il rapporto tra il PTSD e l’insorgenza del diabete di tipo 2. Una migliore comprensione faciliterà gli interventi per prevenire questa invalidante malattia.

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via | Medicalnewstoday.co

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