La psittacosi nell’uomo: cause e terapia

La psittacosi nell’uomo: cause e terapia

La psittacosi è un'infezione batterica trasmessa all'uomo dagli uccelli. Vediamo sintomi e terapia

La psittacosi è una malattia infettiva causata da un batterio, Chlamydophila psittaci, che si trasmette all’uomo attraverso il contatto con le deiezioni degli uccelli, in particolare pappagalli e cocoriti.

Infatti questa patologia colpisce in primis i volatili, o meglio, alcune specie, e poi, attraverso questi, può trasmettersi agli esseri umani. In particolare il contagio avviene attraverso il contatto con l’animale infetto o con i suoi escrementi, cosa che può accadere quando si tengono questi uccelli in gabbia in casa.

Il tempo di incubazione della psittacosi è di circa 1-2 settimane, trascorse le quali il batterio comincia a proliferare e a dar luogo ai seguenti sintomi:

  • Febbre e brividi
  • Tosse secca
  • Comparsa di tracce ematiche nella saliva
  • Mal di testa
  • Dolori articolari
  • Senso di spossatezza, debolezza
  • Dispnea (respiro corto, affaticato)
  • Vertigini
  • Dolore alla milza
  • Dolori muscolari, in particolare tensione del tratto cervicale

Questi sintomi progrediscono se la malattia non vine scoperta e curata, evolvendo verso una grave forma di polmonite che da alveolare diventa interstiziale, e pertanto può rappresentare un pericolo per la salute del paziente, non a caso in passato questa infezione era considerata una malattia mortale.

La psittacosi si diagnostica attraverso TAC e radiografie al torace e un’analisi sierologica mirata che serve ad individuare il microrganismo all’origine dell’infezione. Non è facile scoprire il batterio patogeno, perché esso si “nasconde” negli spazi intracellulari apparendo ad intermittenza, pertanto una volta che il medico abbia il sospetto che il suo paziente sia stato colpito da questa patologia, deve ripetere il test più volte fino a identificare il germe.

A quel punto si procede con la somministrazione di una opportuna terapia antibiotica in grado di debellare in modo definitivo la Chlamydophila psittaci. Una volta giunti alla guarigione è meglio ritestare il paziente per verificare che effettivamente il batterio sia stato eliminato dall’organismo. La cura, naturalmente, deve essere seguita anche dagli animali veicolo dell’infezione.

Per evitare di contrarre la psittacosi – che comunque è una malattia alquanto rara – è bene acquistare uccelli da compagnia da tenere in casa in negozi specializzati e sicuri e curare l’igiene della gabbia degli animali in modo scrupoloso.

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Foto| via Pinterest

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