Zuccheri nell’alimentazione, così il fruttosio fa venire fame

Zuccheri nell’alimentazione, così il fruttosio fa venire fame

Il cervello risponde in maniera diversa a due tipi di zucchero, vale a dire al glucosio ed al fruttosio. Ecco come quest’ultimo innesca in noi la sensazione di fame e ci spinge a mangiare di più.

Quello dello zucchero nell’alimentazione è un tema molto importante, specialmente alla luce della dilagante obesità che interessa ormai molti paesi, fra i quali non è esclusa l’Italia. Un nuovo studio presentato alla riunione annuale dell’American College of Neuropsychopharmacology tenuta a Phoenix, in Arizona, suggerisce che il fruttosio aumenta la risposta dei circuiti di ricompensa del cervello agli stimoli della fame. Il fruttosio è lo zucchero semplice che si trova nella frutta, ma questo viene aggiunto anche in molti alimenti sotto forma di “zucchero raffinato“, come sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio.

Il glucosio è invece la fonte di energia primaria per il corpo, e può derivare dai carboidrati complessi. Ebbene, stando a quanto emerso dalla nuova ricerca, sembra che la somministrazione di fruttosio direttamente nel cervello dei topi stimoli la voglia di cibo, mentre al contrario, la somministrazione di glucosio favorisce invece la sensazione di sazietà.

Sembrerebbe inoltre che l’ingestione di fruttosio produca incrementi più bassi degli ormoni della sazietà, rispetto invece all’ingestione di glucosio. Già in passato altre ricerche avevano dimostrato che il glucosio riduce l’attività nell’ipotalamo, un meccanismo associato alla sensazione di sazietà, mentre il fruttosio non esercitava la stessa azione.

Detto questo, per condurre la loro ricerca gli esperti della University of Southern California si sono serviti anche di una risonanza magnetica funzionale (fMRI), ed hanno esteso il loro lavoro ad un campione di volontari.

Ai partecipanti – 24 giovani uomini e donne, di età compresa fra i 16 e i 25 anni – è stato chiesto di assumere una bevanda a base di glucosio o di fruttosio, osservare delle immagini di cibo durante le scansioni fMRI del loro cervello, e di riferire quanto volessero mangiare. Dalla risonanza sarebbe emerso che lo stimolo a mangiare sarebbe stato associato all’attivazione nel nucleo accumbens del cervello. Tale attivazione sarebbe stata maggiore dopo il consumo della bevanda a base di fruttosio rispetto alla bevanda a base di glucosio.

A conti fatti dunque, sarebbe emerso che il consumo di fruttosio può promuovere un maggiore consumo di cibo rispetto al consumo del glucosio.

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via | Eurekalert.org

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