Congelare gli ovuli? Facebook e Apple pagano le spese alle dipendenti

Congelare gli ovuli? Facebook e Apple pagano le spese alle dipendenti

Le due aziende offrono alle loro collaboratrici di posticipare la maternità includendo nei benefit aziendali la possibilità di crioconservare i loro ovociti e sollevando un interessante dibattito sul tema

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Congelare i propri ovuli per diventare madre solo quando sarà il “momento giusto”: a dare la possibilità di farlo alle proprie dipendenti senza che debbano spendere migliaia di dollari per il congelamento e la conservazione è uno dei principali colossi del web, Facebook. Fra poco anche Apple seguirà il suo esempio e a partire dal prossimo mese di gennaio inizierà a offrire la copertura delle spese per motivazioni non mediche.

Una sorta di benefit aziendale, insomma. Un benefit che non ha precedenti e che non ha tardato a far sorgere le prime domande su cosa si potrebbe mascherare dietro a un’offerta di questo tipo. Si tratta di un mezzo a disposizione delle donne per portarsi sullo stesso piano lavorativo dell’uomo? O si tratta dell’ennesima discriminazione, un atto che rimarca quanto un datore di lavoro possa essere fermo e convinto sulla posizione per cui maternità e carriera siano incompatibili (nonostante gli esempi contrari dati dalla storia di tante donne)?

Inutile negare che per una donna scegliere di posticipare la maternità per dare spazio a istruzione e carriera non è più un evento raro. A volte si tratta quasi di un obbligo: i lunghi percorsi formativi prima e la precarietà lavorativa poi portano sempre più donne a diventare madri per la prima volta dopo i 30 anni. Il fenomeno riguarda anche l’Italia, dove l’età media delle donne alla nascita del primo figlio è passata dai 26,9 anni del 1990 ai 30,2 del 2010.

Il trend, per ora, sembra rimanere lo stesso. Il dato emerso dal congresso della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia tenutosi a Napoli nell’ottobre 2013 parla di un’età media delle primipare pari a 32,6 anni. Uno dei rischi principali associati a questo fenomeno è sicuramente la minore probabilità di riuscire a diventare mamme. Dal punto di vista biologico il periodo migliore per diventare madri è infatti quello compreso tra i 16 e i 28 anni; dopo questa soglia la fertilità diminuisce a passati i 30 una buona parte degli ovociti a disposizione della donna (tutti già presenti al momento della nascita) è ormai andata “persa”. Intorno ai 35 anni la fertilità diminuirebbe di nuovo bruscamente e una volta raggiunti i 40 si ha un terzo crollo delle probabilità di successo riproduttivo.

Il modo migliore per evitare di dover fare i conti le conseguenze della decisione di posticipare una gravidanza è non posticiparla affatto. Ma è possibile? Brigitte Adams, sostenitrice della pratica di congelamento degli ovuli e fondatrice del forum Eggsurance.com, ne ha parlato a NBC News sostenendo che “avere una carriera dinamica e dei bambini è ancora una cosa molto difficile”. D’altra parte, non tutti sono d’accordo nel sostenere che congelare gli ovuli possa rappresentare una soluzione a questo problema. Nonostante i miglioramenti nel campo questa tecnica non garantisce di poter diventare un giorno madri utilizzando gli ovuli congelati. Tuttavia, molte delle donne che hanno optato per il congelamento si dichiarano soddisfatte della scelta.

Certo, congelare gli ovuli non è una pratica alla portata di tutti. I costi si aggirano intorno ai 2-3 mila euro, cui deve essere aggiunta spesa annuale per la conservazione, pari a circa 2-300 euro. Per le collaboratrici di Facebook e Apple questi, però, sono solo dettagli che interessano l’azienda per cui lavorano: d’ora in poi, infatti, sarà lei a pagare la loro “assicurazione riproduttiva”.

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Via | NBC News

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