I sintomi dello shock settico, la terapia e la mortalità

I sintomi dello shock settico, la terapia e la mortalità

Lo schock settico è un evento estremamante grave provcato da un'infezione diventata sistemica e pertanto in grado di mettere a repentaglio la vita del paziente. Vediamo sintomi e intervento

Lo shock settico è una condizione estremamente grave che si verifica quando l’organismo risponde in modo eccessivo e sistemico ad una infezione interna.

Questo meccanismo anomalo porta il sistema immunitario ad attaccare in modo indiscriminato anche le cellule sane dell’organismo, producendo una reazione infiammatoria generalizzata e severa. Il termine sepsi, significa avvelenamento, ed è quello provocato dall’azione patogena dei microrganismi (virus o batteri), che si introducono nel corpo e lo attaccano.

In genere l’infezione si sviluppa in un organo o in un tessuto del corpo, e il nostro sistema immunitario immediatamente si attiva per debellare il pericolo. Tuttavia, in determinati casi, questo naturale meccanismo di difesa si tramuta in una minaccia per l’organismo stesso ancora di più che non la presenza dei germi.

Lo shock settico avviene in tre fasi. Inizialmente i microrganismi infettivi riescono a diffondersi nel corpo andando ad attaccare diversi distretti ed entrando in circolo nel sangue. A quel punto la reazione infiammatoria immunitaria si intensifica diventando sistemica e portando ad un collasso, ovvero ad un indebolimento di tutti gli organi interni inclusi cuore e polmoni.

Lo shock settico porta, quindi, ad un arresto delle funzioni vitali primarie e alla morte. I sintomi sono febbre molto alta che non si abbassa nel giro di 48 ore, stato confusionale del paziente, blocco della diuresi. Questa condizione va tratta subito con la somministrazione di antibiotici e idratazione, ma non sempre questo è sufficiente, soprattutto se e quando l’organismo sia già molto indebolito.

Non a caso sono maggiormente a rischio di sepsi e shock settico coloro che sono già ricoverati in ospedale e contraggano ivi delle infezioni, e gli anziani. L’antibiotico-resistenza può spesso rendere inutile la terapia, e la mortalità da shock settico è abbastanza elevata, si oscilla tra il 30 e il 60% dei casi. La cura migliore in questo caso è sempre la prevenzione.

E’ importante cercare di evitare le infezioni, soprattutto in ospedale, usando le necessarie misure igieniche (ciò vale per tutti coloro che entrino in contatto con il ricoverato), ma anche, più in generale, nella vita di ogni giorno.

Inoltre, onde evitare il pericolo dell’antibiotico-resistenza, è indispensabile ridurre il ricorso indiscriminato a questa classe di medicinali, utili, come sappiamo, solo contro i batteri, e non contro le infezioni virali (ad esempio l’influenza). Infine, in presenza di una sintomatologia come quella succitata, con febbre che non scende nonostante l’assunzione di antipiretici, è indispensabile un ricovero immediato.

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Foto| via Pinterest

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