Tagli alla Sanità: la guida a cosa potrebbe cambiare

Tagli alla Sanità: la guida a cosa potrebbe cambiare

Nuovi tagli alla spesa del nostro paese sono previsti dal governo Renzi, che ha in mente tutta una serie di tagli che colpiranno anche il settore della sanità. Ecco cosa cambierà e dove verranno effettuati i possibili tagli.

La manovra 2015 del governo Renzi cercherà di trovare 20 miliardi, cercando di tagliare gli sprechi: il ministero dell’Economia, in particolare, avrebbe individuato nel settore della sanità tutta una serie di manovre tali per poter risparmiare un po’ sulla spesa pubblica, anche se da Roma fanno sapere che non saranno assolutamente toccati i servizi. I tagli dovrebbero riguardare sprechi e inefficienze che, purtroppo, caratterizzano il nostro sistema sanitario nazionale.

Negli ultimi mesi la spesa pubblica legata al settore della sanità è stata monitorata in maniera dettagliata, facendo emergere tutta una serie di situazioni che potrebbero essere “aggiustate” per poter risparmiare un po’: il ministro dell’Economia Padoan e il ministro della salute Lorenzin starebbero già discutendo per trovare un accordo, per evitare di toccare welfare e servizi, mirando esclusivamente agli sprechi e ad altre voci di spesa che possono essere limitate. Si parla tagli pari a 3 miliardi.

Ecco cosa dovrebbero riguardare i tagli alla sanità:

  • Tagli sugli sprechi di efficienza
  • Tagli sui costi delle forniture e degli approvvigionamenti
  • No ai tagli sui servizi

Secondo quanto dichiarato finora dal governo, i tagli non dovrebbero toccare la sfera del Welfare, quindi in linea teorica non dovrebbero andare ad influire sui servizi che spettano di diritto a tutti i cittadini.

Attendiamo ulteriori aggiornamenti da parte delle istituzioni, per capire cosa potrebbe cambiare nel sistema sanitario nazionale, senza dimenticare le parole che qualche giorno fa Beatrice Lorenzin, ministro della salute, ha rilasciato al Messaggero:

Se sulla Sanità dovessero piovere nuovi tagli, gli italiani dovrebbero rinunciare nel medio periodo al sistema sanitario come lo conosciamo oggi. I cittadini dovrebbero ricorrere necessariamente, per potersi curare, ad assicurazioni private o ad altri sistemi.

    Aggiornamento dell’11 settembre 2014 ore 18:15.

    Diego Piazza, presidente dell’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani, commenta così i tagli alla sanità previsti:

    La lotta agli sprechi è una necessità per garantire una buona sanità pubblica, rispettando gli standard di qualità e sicurezza delle prestazioni, ma per tagliare realmente gli sprechi senza minare le fondamenta del servizio sanitario ai cittadini è necessario coinvolgere nella riorganizzazione del sistema tutti gli operatori che ogni giorno lavorano con sacrifici e difficoltà.

    Diego Piazza sottolinea che la spesa sanitaria pubblica italiana è inferiore alla media europea, ma gli operatori sono disponibili a discutere di possibili tagli, ma trova inaccettabile che non ci sia un percorso definito e finalità che portano a poterlo intraprendere:

    Con le risorse economiche a disposizione, e con un sistema con centri di spesa decentralizzati, quali sono le prestazioni che possono essere fornite ai cittadini dalla sanità pubblica? Il rischio è quello di non avere più i mezzi per soddisfare i bisogni dei pazienti. Un esempio per tutti: In Sicilia su dodici centri che hanno attivato le procedure per la fecondazione eterologa solo uno appartiene al servizio sanitario pubblico, mentre gli altri undici sono privati.

    E, infine, conclude:

    Se si vogliono spostare gli attori sanitari verso il comparto privato e si vuole subappaltare una fetta del sistema sanitario il governo deve avere il coraggio di dirlo.

Foto | da Flickr di thinkpanama

Via | Repubblica

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