L’orzaiolo interno: i sintomi e le terapie più efficaci

L’orzaiolo interno: i sintomi e le terapie più efficaci

L'orzaiolo è un piccolo ascesso purulento che si forma sul bordo dell'occhio. Può essere esterno (più facile da curare), o interno. Vediamo come trattare quest'ultimo

L’orzaiolo è una comune infezione batterica dell’occhio provocata dall’azione infettiva di bacilli della famiglia degli stafilococchi. Si manifesta con la formazione di un vero e proprio piccolo ascesso pieno di materiale purulento.

Quest’ultimo può spuntare esternamnete all’occhio, in genere sul bordo palpebrale dove troviamo le ciglia, oppure internamente. L’orzaiolo interno è più insidioso e difficile da individuare e curare, vediamo per quale motivo e come possiamo intervenire.

L’orzaiolo esterno in genere si accompagna a blefarite – infiammazione del margine palpebrale – con arrossamento, gonfiore e dolore (anche intenso) della parte colpita. Dopo qualche giorno, però, compare sul bordo della palpebra l’orzaiolo vero e proprio, ovvero il piccolo ascesso pieno di pus che coinvolge una delle piccole ghiandole che coronano il margine palpebrale.

A quel punto il dolore e l’arrossamento si riducono e l’orzaiolo “scoppia” da solo e si riassorbe. Per curare l’orzaiolo esterno, se non ci sono complicazioni, di solito non sono previste terapie particolari, all’infuori di qualche rimedio naturale come gli impacchi di camomilla con effetto lenitivo e antinfiammatorio e una scrupolosa igiene dell’occhio colpito.

Più problematico il caso dell’orzaiolo interno, che non si individua con la stessa facilità dell’altro, e che si manifesta con i seguenti sintomi:

  • Forte arrossamento del margine palpebrale interno 
  • Gonfiore della palpebra
  • Talvolta aumento della lacrimazione
  • Formazione, internamente alla palpebra, di una tumefazione giallastra che dà origine all’ascesso vero e proprio, pieno di materiale purulento infetto
  • Dolore 

Questo tipo di orzaiolo è più grave rispetto all’altro perché può estendere l’infezione a tutta la palpebra e alla congiuntiva. Inoltre, è più facile che dia luogo a recidive rispetto all’altro, soprattutto se non curato a dovere. Quali sono le terapie efficaci contro l’orzaiolo interno?

Per favorire la fuoriuscita del pus possono rivelarsi utili degli impacchi con garza sterile imbevuta di acqua calda o di infuso di camomilla concentrata (un rimedio valido per entrambi i tipi di orzaiolo), ma per evitare i rischio di estendere l’infezione il medico potrebbe precrivere una pomata antibiotica da applicare sulla parte tumefatta.

Durante la cura è necessario stare molto attenti alle misure igieniche, in particolare non si dovrà toccare la parte infetta con il beccuccio della pomata e si dovrà sempre trattare l’occhio colpito da orzaiolo senza toccare la palpebra con le mani o lavandosele subito prima e subito dopo.

Se l’orzaiolo interno non dovesse accennare a riassorbirsi nonostante l’antibiotico ad uso topico, potrebbe essere necessario praticare una piccola incisione per permettere la fuoriuscita del pus. Attenzione a non  provare mai a “spremere” l’orzaiolo con le mani, potreste solo diffondere ulteriormente l’infezione.

 

 

Foto| via Pinterest

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