Sclerosi multipla in Italia, niente studio o lavoro per il 48% dei giovani pazienti

Sono soddisfatti del sistema di welfare italiano, ma hanno notevoli difficoltà nella vita quotidiana e in quella sociale. Ecco la fotografia dei pazienti italiani under 35

giornata mondiale della sclerosi multipla

Il 48% dei pazienti italiani affetti da scleorsi multipla con meno di 35 anni d'età non può più lavorare o studiare. Un altro 42%, invece, ha difficoltà a farlo. Nel 90% dei casi anche la vita sociale è compromessa dalla malattia, tanto che proprio a causa della malattia il 2% dei pazienti non ha più nessuna interazione sociale. Sono questi i numeri emersi da una ricerca condotta in 4 paesi europei (Germania, Italia, Norvegia e Spagna) dall'istituto Coleman Parkes Research per conto della società farmaceutica Almirall, diffusi in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla che si sta celebrando proprio oggi, 29 maggio.

I dati raccolti attraverso interviste a circa 200 individui affetti da sclerosi multipla tra i 18 e i 35 anni hanno svelato che il 58% dei pazienti italiani ritiene che il sistema di welfare italiano fornisca il supporto necessario a chi soffre di questa malattia. Il dato, già di per sé rassicurante, lo è ancora di più alla luce del fatto che il 60% dei pazienti italiani dichiara di aver bisogno da 1 a 8 ore di assistenza quotidiana. Nel 16% dei casi è addirittura necessaria un'assistenza 24 ore su 24.

Le maggiori difficoltà vengono riscontrate quando è necessario cucinare (58%), fare commissioni e acquisti (53%), pulire la casa (47%) e quando si vuole passeggiare o fare movimento (45%). I sintomi principali sono, invece, difficoltà di movimento (nel 66% dei casi), problemi di vista (64%) e spasmi muscolari (58%), cui si possono unire vertigini e problemi di equilibrio, dolore, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, disturbi della vescica, depressione, ansia e problemi sessuali. Per trattarli il 38% dei pazienti italiani sceglie esclusivamente la terapia farmacologica, mentre il 28% si affida solo alla riabilitazione. E', invece, il 34% a seguire una terapia combinata che prevede sia l'assunzione di medicinali, sia la riabilitazione.

Come ha sottolineato Javier garcia, amministratore delegato di Almirall Italia,

da questa indagine emerge che oltre ai sintomi fisici la sclerosi multipla ha un impatto molto ampio sulla vita dei giovani, soprattutto in termini di capacità di realizzare le proprie ambizioni di studio e professionali e di interagire pienamente con la società.

Dal momento che si tratta di una malattia che provoca un isolamento sociale dei giovani è necessario che governi, associazioni di pazienti e aziende lavorino insieme per far sì che i giovani malati di sclerosi multipla abbiano tutto il supporto necessario e l’accesso alle cure adeguate.

In Italia ogni anno vengono diagnosticati 1.800 nuovi casi di sclerosi multipla e, in totale, a convivere con questa patologia sono ben 57 mila persone.

Via | Comunicato stampa

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