La colonscopia fa male? Quando serve e come viene eseguita

La colonscopia è un esame diagnostico molto importante, che può essere suggerito dal proprio medico per indagare su disturbi ben precisi. Ma è proprio vero che eseguire la coloscopia può causare molto dolore?

colonscopia

La colonscopia è un metodo diagnostico che permette di visualizzare la parte interna del colon e del retto, al fine di individuare anomalie a carico di questi organi interni. L'esame può essere utilizzato se il dottore ipotizza un tumore del colon-retto o se tra i sintomi descritti dal paziente abbiamo dolore addominale, perdita di peso improvvisa e sanguinamento dell'ano.

Per poter eseguire la colonscopia bisogna preparare l'intestino: nel tratto gastrointestinale non devono esserci residui solidi, per questo nei tre giorni precedenti all'esame bisogna seguire una dieta priva di fibre, senza frutta, verdura e alimenti integrali e con una larga presenza di carne, pesce, formaggi e altri latticini o salumi. Non bisogna nemmeno bere bevande con colorante rosso o viola.

Il giorno prima dell'esame vengono solitamente prescritti dei lassativi, sotto forma di pillole o di polvere che va sciolta in acqua. La sera precedente non bisogna mangiare solidi.

La colonscopia viene effettuata in ospedale: il paziente è sdraiato su un lettino sul lato sinistro. Solitamente viene dato un piccolo sedativo o un antidolorifico. Può anche essere richiesta una sedazione maggiore. L'esame inizia quando il medico inserisce il colonscopio nell'ano, molto lentamente: la sonda, lunga, flessibile e illuminata, attraverso il retto e il colon, mentre l'intestino viene gonfiato con un po' di anidride carbonica per poter permettere al dottore di vedere meglio.

Piccoli polipi possono essere asportati durante la colonscopia, così come è possibile che vengano prelevati campioni di tessuti ritenuti anormali tramite biopsia. La colonscopia dura circa 60 minuti ed è un esame piuttosto fastidioso, non si può parlare di dolore vero e proprio, anche se la soglia del dolore è diversa da paziente a paziente.

Via | Farmacoecura

Foto | da Flickr di tipstimes

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