Come funziona la dieta delle 8 ore, i pregi e i difetti

C'è chi dice che digiunare per 16 ore 3 volte alla settimana permetta di dimagrire tanto e in fretta. Siamo sicuri che sia un metodo sicuro?

Dieta delle 8 ore

Prima è stato il turno delle diete che puntano sul consumo di un solo alimento (ricordate quella, tanto per citarne una, del minestrone?), poi si è passati a quelle iperproteiche (quella più in voga, al momento, continua ad essere la dieta Dukan), ora sembra che il metodo dimagrante del futuro sia il digiuno. Bella scoperta, verrebbe da dire, che non mangiare faccia perdere peso! In realtà pare che ci sia modo e modo di digiunare e mentre c'è qualcuno che sostiene che la decisione migliore sia quella di astenersi dal cibo per 2 giorni alla settimana, per altri è necessario fare un piccolo sforzo quotidiano e dedicare al digiuno un po' di ore tutti i giorni, o quasi.

I primi sono i sostenitori della dieta 5:2, di cui abbiamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa. I secondi, invece, sono coloro che si sono lasciati convincere dalla lettura del libro The 8-Hour Diet: Watch the Pounds Disappear Without Watching What You Eat!, scritto da David Zinczenko e Peter Moore. Al suo interno sono descritte le regole e i principi della dieta delle 8 ore. Vediamo di cosa si tratta.

Secondo Zinczenko e Moore se per 3 giorni alla settimana ci si limita a mangiare all'interno di un periodo di 8 ore consecutive è possibile perdere 4 chili e mezzo alla settimana e fino a 9 chili in 6 settimane. La teoria alla base di questa affermazione sarebbe che non consumare cibo nelle restanti 16 ore della giornata permetterebbe all'organismo di resettarsi processando tutti i nutrienti assunti e liberandosi delle tossine.

Secondo i due autori quando si mangia per tutto il giorno il corpo non ha abbastanza tempo per bruciare tutte le calorie e, di conseguenza, si ingrassa. Per dirla con le parole utilizzate nel libro,

la dieta delle 8 ore è un modo per prolungare il tempo tra il tuo ultimo snack e la tua "colazione", dando al tuo corpo la possibilità di bruciare i tuoi depositi di grasso per l'energia di cui ha bisogno.

Non importa quale fascia oraria si scelga, l'importante è che nelle restanti 16 ore non si assuma cibo. Le uniche concessioni riguardano, naturalmente, l'acqua e, per chi li ama, tè e caffè.

Alcuni studi hanno dimostrato che il digiuno può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, di diabete e di malattie neurodegenerative, ma bisogna sempre tenere a mente i consigli della stragrande maggioranza degli esperti, totalmente opposti rispetto alla proposta di digiunare di tanto in tanto. I nutrizionisti raccomandano, infatti, di non farsi mancare mai 5 pasti al giorno, fra i quali gli spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio rappresentano proprio un trucco per non arrivare al pasto successivo affamati. Insomma, distribuire il cibo quotidiano in più pasti distribuiti nell'arco della giornata (che, come ben sappiamo, non dura solo 8 ore), aiuta a non assumere più calorie rispetto a quelle che possiamo bruciare e, quindi, a non ingrassare.

Anche se apparentemente semplice, la dieta delle 8 ore nasconde un pericolo: abbuffarsi quando è concesso mangiare per poi patire i morsi della fame mentre l'organismo si "abbuffa" della sua ciccia senza, però, saziare lo stomaco.

I risultati promessi sono di sicuro allettanti, ma forse varrebbe la pena di riflettere anche su un altro cavallo di battaglia degli esperti di nutrizione, cioè che una rapida perdita di peso nasconde sempre il rischio di recuperare tutti i chili persi nel giro di poco tempo.

Insomma, per ogni "vantaggio" di questa dieta sembra esistere un rovescio della medaglia poco piacevole. Che la soluzione migliore sia ancora una volta affidarsi ad uno specialista e ricordarsi che senza attività fisica non si può dimagrire in modo sano?

Via | Marie Claire
Foto | da Flickr di Menage a Moi

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