Proprietà benefiche del farfaraccio



Prende l’appellativo "petasites" (derivante dal greco "petasos") per via di un particolare tipo di cappello la cui forma richiamano le grandi foglie cuoriformi della pianta. Questa pianta è conosciuta anche con i nomi comuni di: "tossilagine maggiore", "barde", "lavassa", "bàrdano domestico", "erba per la tegna", "lampazzo", "petrasita" e "barbaz".

Il Farfaraccio (Petasites hybridus L.) è spasmolitico con effetti analgesici. Per uso esterno le grandi foglie vengono usate, tritate o intere per alleviare bruciature ed infiammazioni; mentre le foglie fresche tritate possono essere applicate, unitamente al succo, sulle piaghe. L’infuso, invece, viene utilizzato nei casi di tosse come espettorante e per combattere le forme bronchiali.

Questa pianta è utile inoltre nei disturbi neuro-distonici del fegato e dello stomaco, nonché per spasmi intestinali, asma bronchiale e dismenorrea. In passato veniva utilizzato come diuretico, diaforetico e nelle affezioni delle vie respiratorie.

In cosmetica le foglie si possono applicare sul viso perfettamente pulito per combattere gli arrossamenti della pelle e come decongestionante.

Si sconsiglia l’utilizzo del farfaraccio in gravidanza e durante l’allattamento e l’assunzione prolungata, poiché può risultare epatotossica a causa della presenza di alcaloidi.

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