Antinfiammatori non steroidei: caratteristiche, usi e controindicazioni dei Fans

Il loro uso è estremamente diffuso, ma c’è chi è scettico sulla loro sicurezza. Mettiamo a confronto i principi attivi più utilizzati con l’aiuto di un esperto

antinfiammatori non steroidei

I farmaci antinfiammatori non steroidei, comunemente indicati con l’acronimo Fans, sono fra i medicinali più conosciuti e più utilizzati. Nonostante la loro ampia diffusione, spesso la confusione regna sovrana e non è raro che anche se si sia fatto un gran parlare dei loro possibili effetti collaterali ci sia ancora chi li assume con troppa leggerezza.

D’altra parte capita anche che l’uso di questi farmaci sia vittima di condanne eccessive che non tengono conto del fatto che nella maggior parte dei casi a fare la differenza sono la dose e l’aderenza alle raccomandazioni circa la loro assunzione.

Cerchiamo, quindi, di fare un po’ di chiarezza per capire a cosa servono questi antinfiammatori, quali sono le differenze tra i diversi Fans e quali sono i reali rischi associati alla loro assunzione con l’aiuto di un medico, il dottor Giovanni Merone.

Fans, gli antinfiammatori più amati dagli Italiani (e non solo)

I più noti e diffusi si chiamano acido acetilsalicilico, diclofenac, ketorolac, ibuprofene, ketoprofene, naprossene, flurbiprofene, nimesulide e acetominofene (o paracetamolo, il principio attivo della tachipirina). La lista dei Fans non si chiude, però, qui. Questi e altri principi attivi vengono prescritti dai medici di tutto il mondo (o, in alcuni casi, acquistati anche senza bisogno di ricetta medica) per contrastare il dolore e l’infiammazione associati a diversi disturbi, dal più semplice mal di testa al dolore post-operatorio.

Gli antinfiammatori non steroidei

spiega il dottor Merone,

sono una classe chimicamente e farmacocineticamente eterogenea di farmaci, accomunati dal meccanismo di azione che prevede il blocco di produzione delle prostaglandine, mediatori dell'infiammazione; tali farmaci esplicano globalmente quattro azioni: antinfiammatoria, antidolorifica, antipiretica e antiaggregante.

Le principali eccezioni sono rappresentate dal paracetamolo - che ha una debole o nulla azione antinfiammatoria e una minore tossicità gastrica - e dall'aspirina (acido acetilsalicilico) che differisce dagli altri dal punto di vista farmacodinamico (lega irreversibilmente l'enzima bersagliato dalla sua azione) e ha una preponderante azione antiaggregante piastrinica.

In generale si tratta di ottimi analgesici che, però, sedano il dolore senza eliminare la causa che lo genera. Ciò rende facile cadere nell’errore di assumerli continuativamente, un comportamento che non fa altro che cronicizzare il dolore stesso, portando all’effetto opposto rispetto a quello che si vorrebbe ottenere.

Come scegliere il Fans più adatto

Le differenti caratteristiche dei diversi Fans li possono rendere più adatti al trattamento di particolari problematiche. Da questo punto di vista il più peculiare fra tutti gli antinfiammatori è proprio l’acido acetilsalicilico, l’unico Fans in grado di inibire la formazione di coaguli di sangue per lungi periodi.

Gli altri antinfiammatori non-steroidei si distinguono soprattutto per il diverso grado di inibizione che esercitano sull’enzima bersagliato. Purtroppo tanto maggiore è questa azione, tanto più seri sono i rischi di effetti collaterali, soprattutto a livello gastrico, dove questi farmaci possono causare ulcere e sanguinamenti. Per questo motivo, ad esempio, l’assunzione del ketorolac, che insieme al diclofenac è il Fans più potente, non dovrebbe durare per più di 5 giorni. Il suo uso è indicato sia dopo interventi chirurgici, sia per contrastare dolori muscolo scheletrici acuti.

Altri Fans, come l’ibuprofene e il paracetamolo, sono indicati anche per ridurre la febbre, mentre il naprossene è utile sia in caso di dolori di origine traumatica, sia per i dolori associati al ciclo mestruale o il mal di testa. La scelta del principio attivo per trattare il dolore associato a serie malattie infiammatorie, come l’artrite reumatoide e l’osteoartrite, dipende, invece, dalle caratteristiche del paziente e dalla gravità della patologia.

I Fans sono davvero farmaci sicuri?

antinfiammatori non steroidei effetti collaterali

Escludendo il paracetamolo e gli inibitori selettivi di COX2,

prosegue Merone,

questa classe di farmaci è caratterizzata da tossicità gastrica (rischio di gastrite, ulcera nei soggetti predisposti, peggioramento del reflusso gastroesofageo) e da tossicità renale (rischio di danni ai reni in soggetti predisposti, negli anziani e in particolari situazioni cliniche). I diversi farmaci possono a loro volta presentare differenti e peculiari incidenze di effetti collaterali, sebbene non tutti i soggetti li manifestino, anzi la frequenza è verosimilmente bassa.

C’è, però, chi accusa questi medicinali di avere anche un effetto molto meno noto: quello di privare l’organismo delle sue scorte di antiossidanti. Ad essere particolarmente accusato è, in questo caso, il paracetamolo presente nella tachipirina, un farmaco prescritto dai medici anche ai bambini e durante gravidanza e allattamento. Secondo Merone, in realtà,

una grossa parte dei farmaci è associata, tramite il normale metabolismo, a un consumo momentaneo di sistemi di detossificazione, soprattutto antiossidanti, da parte della cellula. Il loro temporaneo "consumo" viene, però, sempre bilanciato da un rimpiazzo in tempi relativamente brevi.

Questo vale anche nel bambino, dove i sistemi di detossificazione e la capacità antiossidante non hanno raggiunto i livelli di funzionalità dell'adulto. Questo è uno dei motivi per cui si consiglia prudenza nell'uso dei farmaci nei bambini.

Ciò non significa, però, che l’uso di alcuni farmaci sia da evitare anche quando necessario, anzi

per un bambino a rischio di convulsioni febbrili, malattia benigna ma non esente da complicazioni anche importanti, si consiglia un uso addirittura profilattico degli antipiretici ai primi accenni di infezione o manifestazioni febbrili.

Le principali controindicazioni

Concludiamo questa panoramica sul mondo dei Fans con le principali controindicazioni e i rischi associati alla loro assunzione, spiegati con le parole dell’esperto:

  • La tachipirina (paracetamolo), principale antipiretico nell'uso clinico, ha dimostrato bassa/trascurabile tossicità anche nella donna gravida e nel bambino durante l'accrescimento. Alcune critiche circa l'aumento del rischio di sviluppare autismo e l'interazione farmacologica con i vaccini della prima infanzia, che accogliamo con spirito critico e con apertura mentale, non hanno attualmente riscontro scientifico e statistico tale da sconsigliarne l'uso nei casi di necessità. L'effetto collaterale principale di questo farmaco è la tossicità epatica, per lo più dose-dipendente, legata alla produzione nel fegato di radicali ossidanti a seguito del suo normale metabolismo. Tale tossicità si manifesta a dosi elevate, o in soggetti che non dovrebbero assumere tale farmaco. L'epatite acuta fulminante, l'evento più grave che si è verificato col paracetamolo, ha avuto un'incidenza bassissima e si è verificata verosimilmente a seguito di un cattivo uso di tale farmaco.
  • L'aspirina, capostipite dei FANS, è stata associata a reazioni di tipo allergico e fenomeni di broncospasmo o peggioramento dell'asma in soggetti predisposti, in particolare in presenza di poliposi nasale, orticaria e rinite.
  • Aulin, il cui principio attivo è la nimesulide, è stata al centro di importanti polemiche a livello nazione e sovranazionale, a causa di alcuni danni epatici a seguito del suo utilizzo: in alcuni Paesi il farmaco è stato addirittura ritirato dal commercio, anche solo temporaneamente in qualche caso. In Italia sono stati riportate incidenze di tali effetti molto inferiori, trattandosi orientativamente di una percentuale inferiore al 5%, con alcuni casi (circa 4) che hanno necessitato di trapianto epatico. Tali percentuali si spiegano con l'uso per cui è approvata la nimesulide in Italia: situazioni acute e trattamento per brevi periodi.
  • OKI e Moment (ketorolak e ibuprofene) sono associati agli effetti collaterali caratteristici della classe dei Fans: problemi gastrointestinali, soprattutto peggioramento di gastriti e ulcere, rischio di emorragia in soggetti in trattamento con anticoagulanti e con malattie della coagulazione, rischio di insufficienza renale in pazienti con malattie renali croniche e negli anziani disidratati, rare reazioni ematologiche (riduzione di piastrine, globuli bianchi etc) e rarissime reazioni mucocutanee (Sindrome di Steven Jonson). Tali eventi avversi sono davvero improbabili, fatta eccezione per alcune reazioni allergiche non prevedibili, quando questi farmaci sono usati correttamente, cioè in situazioni di reale necessità, per brevi periodi, entro dosaggi stabiliti e in assenza di controindicazioni specifiche.
  • Foto | da Flickr di cpradi e di Rob!

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