Più infarti e bronchiti, è colpa dell'inquinamento da tangenziale

inquinamento infarti bronchiti

Vivere vicino a strade in cui l'inquinamento è elevato a causa dell'alta intensità di traffico aumenta il rischio di avere infarti o bronchiti, di sviluppare malattie cardiovascolari o dell'apparato respiratorio o di avere a che fare con il diabete di tipo 2. A dimostrarlo è una ricerca curata da Lorenzo Simonato, docente del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università di Padova, che dietro incarico del Servizio Programmazione Sanitaria e dell’Assessorato del Comune di Venezia e con la collaborazione dell'Arpav di Mestre e dell'Aulss 12 Veneziana ha analizzato l'associazione tra queste patologie e l'esposizione all'inquinamento associato ai 27 mila veicoli che ogni giorno si riversano sulla Tangenziale ovest di Mestre.

Nata dalla richiesta del Coordinamento contro l'inquinamento da Tangenziale (CO.Cit), l'“Indagine epidemiologica sugli effetti per la salute umana dell’inquinamento dalla Tangenziale ovest di Mestre” porta alla luce un fenomeno che può riguardare non solo gli abitanti della città veneta, ma anche molti altri cittadini italiani, in particolare chi abita nelle vicinanze delle strade incluse nella top 10 delle vie a più alto traffico stilata all'inizio dello scorso anno dall'Osservatorio TomTom. Difficile, quindi, non pensare che il problema rilevato nel caso di chi abita in prossimità della tangenziale di Mestre non riguardi (magari con valori addirittura più preoccupanti) anche altri abitanti dello Stivale.

L'indagine ha previsto l'analisi incrociata dei dati relativi a più di 148 mila pazienti archiviati dall'Aulss 12 Veneziana e di quelli raccolti durante il censimento del 2001. I suoi risultati svelano che, rispetto a quanto rilevato nel resto della cittadinanza mestrina, l'incidenza delle malattie cardiovascolari (inclusa la loro complicanza peggiore, l'infarto) è superiore del 12-13% in chi abita nella zona che più risente dell'inquinamento associato al traffico della tangenziale. Sono, invece, un +8% e un +14% quelli rilevati, invece, nel caso delle bronchiti croniche e del diabete.

Tenendo conto dei fattori socio-economici queste percentuali diminuiscono, rimanendo comunque preoccupanti. Nel caso delle malattie cardiovascolari si passa, ad esempio, dal +12% al +9%, dimostrando che il livello di istruzione e di educazione sanitaria e la facilità di accesso alle cure sono determinanti per lo stato di salute dei cittadini.

Per quanto riguarda il resto della Penisola, i dati dell'Osservatorio TomTom relativi al 2011 collocano al primo posto della classifica delle strade urbane più trafficate via Tiburtina a Roma, seguita da Corso Umberto I° a Napoli, via Vittorio Veneto a Cassano d’Adda (MI), viale Lunigiana a Milano, viale Giosuè Carducci a Livorno, via Amendola a Bari, via Francesco Cigna a Torino, via Stelvio a Morbegno (SO), via Nicola Antonio Porpora e via Pontaccio a Milano. Ragionando, invece, in termini di città gli stessi dati dell'Osservatorio hanno portato ad assegnare a Milano il primato in quanto a traffico nel 2011. Il capoluogo lombardo è seguito da Napoli, Roma, Genova, Torino, Bologna, Padova, Modena, Verona e Bari. Non sta meglio Palermo, che secondo un altro studio dell'Osservatorio TomTom, condotto tra aprile e giugno 2012, nelle ore di punta vede aumentare del 40% il tempo di percorrenza delle sue strade.

Mi auguro che il monitoraggio avviato con questo studio prosegua nel tempo

ha commentato Simonato.

Per poter individuare un collegamento tra le cause scatenanti di alcune patologie, come ad esempio i tumori, è necessaria infatti l’osservazione su un lungo periodo.

Via | La voce di Venezia; Panorama; Il Sole 24 ore

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail