Cos'è la nutrizione enterale domiciliare e quando viene prescritta

Ci siamo già occupati della nutrizione artificiale come trattamento alternativo di alimentazione per tutti quei casi in cui quella naturale risulti difficoltosa o impossibile; infatti la nutrizione artificiale è prevista in caso di difficoltà di masticazione o deglutizione, carcinomi o cicli di chemioterapia, malnutrizione o denutrizione, stato comatoso.

La nutrizione artificiale avviene principalmente in due modi: per via parenterale, di cui ci siamo occupati di recente, o per via enterale.

La nutrizione enterale prevede il posizionamento di una sonda gastrica o intestinale attraverso cui nutrire il paziente; si riserva a tutti quei soggetti che, pur mantenendo integra la funzionalità del tratto gastroenterico non possono assumere gli alimenti naturalmente. Di solito la si preferisce rispetto alla nutrizione parenterale perché è più economica, comporta meno complicanze ed è più simile a quella fisiologica.

Nel caso in cui il malato sia in condizioni di stabilità clinica, può essere prescritta la nutrizione enterale domiciliare (NED), che consente di trattare a domicilio tutti quei pazienti che altrimenti avrebbero necessità di ricovero ospedaliero per ricevere il solo trattamento nutrizionale. Viene prescritta per evitare il protrarsi della ospedalizzazione e facilitare la totale reintegrazione familiare, sociale e lavorativa del malato; inoltre, tra i vantaggi, c'è anche quello di ridurre sensibilmente la spesa sanitaria, che in questi tempi di crisi è sempre un bene.

La gestione della nutrizione enterale domiciliare necessita di specifiche competenze che garantiscano la conoscenza, la prevenzione ed il trattamento delle più frequenti complicanze tecniche e metaboliche che possono presentarsi: la sua realizzazione è quindi abbastanza complessa e richiede uno standard operativo di livello adeguato, oltre ad un’accurata formazione e capacità di gestione delle molte esigenze del paziente.

Via | Agenas

Foto | Flickr

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