Cos'è la congiuntivite catarrale, quali sono i rimedi e come si riconosce

congiuntivite catarrale

Forse non l'avete mai sentita chiamare così, ma potreste averci avuto a che fare almeno una volta nella vita. La congiuntivite catarrale è, infatti, la forma più frequente di un disturbo (la congiuntivite) che può colpire a tutte le età, dando luogo a fastidiosi problemi agli occhi.

Il suo nome deriva da due fattori. Prima di tutto, dal fatto che si tratta di un problema che riguarda la congiuntiva, la membrana trasparente che ricopre la superficie del bulbo oculare e l'interno delle palpebre. In secondo luogo, da una caratteristica che la distingue da altre forme di congiuntivite: la produzione di muco. In genere si tratta di un disturbo di tipo acuto, a volte associato ad un arrossamento della congiuntiva, che può colpire sia i bambini, sia gli adulti e che tende a risolversi spontaneamente. Tuttavia, ciò non significa che l'uso di farmaci e medicinali sia da escludere a prescindere.

Spesso, infatti, a causare le forme acuta sono dei germi, soprattutto Haemophilus influenzae, l'Adenovirus e Streptococcus pneumoniae. L'infezione porta alla produzione di una secrezione giallo-verdastra, più abbondante dopo aver dormito. Altri sintomi sono la dilatazione dei vasi sanguigni nella congiuntiva e il suo rigonfiamento, spesso associati ad una sensazione di calore sulle palpebre. Solo se viene coinvolta anche la cornea si possono avere problemi di vista e ai sintomi precedenti si aggiunge anche la sensazione di avere un corpo estraneo nell'occhio.

Il rimedio migliore è l'antibiotico, che dovrebbe essere scelto in base ai risultati di un tampone congiuntivale. La forma più adatta è il collirio, perché le pomate, essendo grasse, potrebbero accentuare i problemi alle palpebre.

Fra gli antibiotici più utilizzati in oftalmologia sono inclusi i fluorochinolonici (come la norfloxacina e la ciprofloxacina) e gli aminoglicosidici (come la tobramicina e la netilmicina). Si tratta dei rimedi più efficaci, con minore tossicità nel punto di applicazione e con minore tendenza a diffondersi nel resto dell'organismo dopo la somministrazione locale.

Via | Ilcamicebianco.com; Salvatorecapobianco.it
Foto | Flickr

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